| I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del
Consiglio dei ministri, per sapere - premesso che:
a seguito del "no" danese al Trattato di Maastricht, emerso
dal referendum popolare del 2 giugno, da parte di alcuni
Atti Parlamentari
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paesi membri della Comunità viene messa in dubbio la validità
stessa dell'accordo;
nella riunione organizzata ad Oslo il 5 giugno, i governi
degli altri undici paesi europei firmatari si sono dimostrati
compatti nella volontà di ultimare le ratifiche entro la fine
dell'anno, pur lasciando aperta alla Danimarca la possibilità
di un ripensamento;
la possibilità di dare concreta realizzazione agli
obiettivi prefigurati nel Trattato di Maastricht dipende non
solo dalla soluzione del problema danese, ma anche
dall'effettiva disponibilità dei paesi membri ad attivare
concretamente i meccanismi di convergenza economica e
finanziaria nei tempi previsti dal Trattato stesso;
la realizzazione dell'Unione europea, come delineata a
Maastricht, costituisce l'unica realistica e credibile spinta
per l'Italia a procedere in maniera rapida sulla via del
risanamento e della sua economia e del superamento degli
squilibri strutturali esistenti;
il panorama politico italiano appare compatto nel voler
perseguire l'obiettivo dell'Unione europea -:
quale sia la posizione che il Governo italiano intenda
assumere nel prossimo Consiglio europeo di Lisbona per
risolvere il nodo incidentale creato dalla recessione danese
ed evitare una crisi politica a livello europeo che
costringerebbe a fare marcia indietro, vanificando i successi
fin qui ottenuti.
(2-00091)"Battistuzzi, Patuelli".
(23 giugno 1992).
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