| I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del
Consiglio dei ministri e il ministro degli affari esteri, per
conoscere:
quali iniziative ed impegni ritengano di dover assumere nel
prossimo incontro del Consiglio dei ministri della comunità di
Lisbona;
quale atteggiamento assumerà il Governo italiano in
relazione al risultato negativo del eferendum celebratosi
in Danimarca sulla ratifica del Trattato di Maastricht e quale
giudizio viceversa venga dato in merito al "sì" irlandese
sulla stessa materia;
quali valutazioni intenda esprimere il Governo italiano in
ordine alla prospettiva di allargamento della Comunità con la
possibile ammissione di Svizzera, Austria, Svezia e Norvegia
oltre che di Cipro, Malta e Turchia;
se non si ritenga che l'equilibrio economico culturale e
civile spinga sempre più marcatamente verso il centro-nord
Europa con evidente progressiva emarginazione del sud
mediterraneo;
se non si ritenga inoltre che l'aver abbandonato il sud
d'Italia, già penalizzato da grave crisi di sottosviluppo e da
disoccupazione strutturale, escludendolo dal fondo di coesione
economico sociale, deliberato a Maastricht in favore di
Grecia, Spagna, Portogallo ed Irlanda, costituisca una pesante
responsabilità derivante dalla perdita di peso politico e di
credibilità dello Stato italiano nel contesto comunitario;
se non si ritenga che il secondo "pacchetto" Delors ed il
contenuto della politica agraria comune prefigurino un
pericoloso processo involutivo destinato a penalizzare
pesantemente l'agricoltura italiana ed in particolare quella
di montagna e quella mediterranea;
se il Governo non ritenga, per quanto attiene il settore
industriale, che la filosofia ispiratrice del secondo
pacchetto "Delors" si attesti sulla difesa degli equilibri
esistenti, precludendo qualsivoglia prospettiva di sviluppo
alle aree della povertà e della disoccupazione, e di quelle
investite da una deindustrializzazione;
se non si ritenga infine che il Governo italiano debba
farsi promotore di una politica comunitaria che, superando il
ruolo centralistico degli Stati, faccia emergere quello
creativamente innovatore dei popoli in tutta la ricchezza
delle diversità presenti all'interno degli Stati medesimi,
attraverso una politica più marcatamente di stampo
federalista.
(2-00092)"Acciaro, Caveri".
(23 giugno 1992).
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