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Testi integrali degli Atti Parlamentari della XI Legislatura

Documento


1902
DDL0465-0002
Progetto di legge Camera n. 465 - testo presentato - (DDL11-465)
(suddiviso in 9 Unità Documento)
Unità Documento n.2 (che inizia a pag.1 dello stampato)
...C465. TESTIPDL
...C465.
RELAZIONE
ZZDDL ZZDDLC ZZNONAV ZZDDLC465 ZZ11 ZZRL ZZPR
    Onorevoli Colleghi! -- La proposta di legge presentata al
  vostro esame intende contribuire alla soluzione di problemi
  connessi tra loro di cui segnaliamo l'urgenza: il primo è
  rappresentato dalla necessità per il Ministero della difesa di
  provvedersi di adeguati beni e servizi che non sono
  disponibili sul mercato nazionale, né prodotti nell'ambito di
  collaborazioni internazionali cui partecipino nostre aziende.
  Il secondo è rappresentato dall'esigenza di assicurare
  all'industria nazionale di settore commesse ad alto contenuto
  tecnologico.
    Gli organi competenti sono stati e saranno chiamati a
  pronunciarsi su acquisizioni di ingente portata.
    Orbene, queste acquisizioni, non rinunciabili nella misura
  in cui condizionano la realizzazione dei fini della difesa cui
  il Ministero è preposto, impongono al Paese non solo oneri
  economici inevitabili ma anche all'industria nazionale del
  settore mancate occasioni di sviluppo tecnologico, più
  penalizzanti, in prospettiva, della perdita stessa di
  ore/lavoro che indubbiamente gli acquisti all'estero
  determinano.
    La necessità irrinunciabile di elevare il proprio livello
  tecnologico è fortemente avvertita in tutti i Paesi,
  sviluppati ed emergenti, in eguale misura, come strumento
  essenziale di sopravvivenza nell'arena industriale dove il
  mancato progresso
 
                               Pag. 2
 
  non è conservazione del livello raggiunto ma
  inarrestabile regresso.
    Ciò impone di realizzare un equilibrio tra gli acquisti di
  prodotti esteri che si impongono alla pubblica amministrazione
  per i suoi scopi di difesa e l'acquisizione all'industria
  nazionale di settore di commesse ad alto contenuto
  tecnologico, mediante formule partecipative alla realizzazione
  del prodotto oggetto d'acquisizione da parte della nostra
  amministrazione.
    Compensazioni estranee al settore recupererebbero bensì
  carichi di lavoro ma non genererebbero quelle occasioni di
  progresso tecnologico che sole consentono al Paese di
  mantenere e accrescere le proprie potenzialità.
    Di qui la necessità di attuare nel modo più efficace
  possibile una politica di compensazione volta ad ottenere il
  massimo ritorno industriale dagli acquisti all'estero nel
  settore specifico.
    Con ciò il nostro Paese si adeguerebbe a quanto
  sistematicamente attuato sia in Paesi a grande tradizione
  industriale sia in quelli che aspirano ad inserirsi nei
  comparti industriali ad alta tecnologia, attraverso una
  strategia nazionale dell' offset  gestita da una autorità
  responsabile dell'approvazione delle proposte di
  compensazione, che è ciò che appunto proponiamo.
    Prova palese della necessità, avvertita a livello europeo e
  mondiale, di collegare acquisti all'estero con compensazioni
  industriali tecnologicamente qualificate è l'attenzione
  prestata al problema in più sedi (NIAG e IEPG) nelle quali si
  sta operando per identificare un elemento essenziale a
  quantificare il rapporto ottimale che deve intercorrere tra
  acquisti e compensazioni: il principio cioè del  juste
  retour,  dacché è certamente più semplice identificare
  equivalenze meramente economiche che valorizzare il contenuto
  tecnologico delle compensazioni rispetto al valore delle
  commesse di acquisto.
    La proposta di legge di cui abbiamo preso l'iniziativa si
  richiama al bilanciamento dell'interscambio commerciale estero
  nel settore specifico dei beni e servizi ad alta tecnologia
  per la difesa, nel quale si registra un pesante disavanzo
  verso i Paesi a tecnologia più evoluta.  La difficoltà del tema
  e della gestione delle compensazioni suggerisce perciò la
  necessità di un organismo esplicitamente a ciò deputato
  nell'ambito del Ministero della difesa che la proposta di
  legge individua in un ufficio centrale che, costituito  ad
  hoc,  opererebbe secondo linee-guida per lo svolgimento
  delle sue funzioni largamente ispirate a norme e prassi
  rigorosamente seguite dai Ministeri della difesa di altri
  Paesi.
    E' nostra fondata convinzione che le norme di cui vi
  proponiamo l'approvazione rappresenteranno per il Ministero
  della difesa un'efficace premessa di negoziato in occasione di
  contrattazioni internazionali in un'arena nella quale tutti
  gli interessati praticano, e non da oggi, una strategia di
  tutela dell'industria nazionale fondata sul convincimento che
  il progresso tecnico, da tutti riconosciuto irrinunciabile, si
  realizza nel settore della difesa per ricadere su tutti i
  comparti produttivi, in una interazione che determina effetti
  propulsivi sulla ricerca, instaurando un ciclo ideale
  irrinunciabile per chi veda il progresso tecnico come
  componente significativa del progresso generale.
    E' noto che in alcuni Paesi, gli USA in primo luogo, il
  principio delle compensazioni (a prescindere dall'interesse
  specifico a rifiutarne la concessione), è visto con sospetto
  in quanto contrapposto al principio della libera concorrenza,
  cardine - di fatto ampiamente disatteso in quegli stessi Paesi
  che se ne dicono cultori - del sistema del libero mercato.  Ma,
  a ben vedere, anche questa asserzione è contestabile.
    A prima vista, infatti, il principio della libera
  concorrenza e la necessità di assicurare al Paese che acquista
  da fonti estere un "giusto compenso" per quanto l'industria
  nazionale perde in termini di sviluppo tecnologico possono
  apparire insanabilmente antitetici.
    Ad una più attenta analisi, invece, il criterio del
  juste retour  recupera largamente la sua legittimità
  anche rispetto alla tutela della libera concorrenza.
 
                               Pag. 3
 
  Infatti, in particolare in materia di equipaggiamenti
  militari, destinati ad una utilizzazione prolungata nel tempo,
  ove un'industria resti esclusa dall'elaborazione di una
  generazione di prodotto, vi è ampia probabilità che
  l'esclusione persista anche per le generazioni di prodotto
  successive, di fatto con ciò facilitando la costituzione di
  posizioni di privilegio irrecuperabili e la perdita della
  par condicio.  Va quindi ricercato un ragionevole
  equilibrio tra le due istanze, tale da evitare che la rigida
  applicazione del principio della libera concorrenza, cardine
  storico nel settore della produzione commerciale, non
  determini, in altri settori con caratteristiche di
  complessità
  tecnologica quale quello della produzione per la difesa,
  un disequilibrio tra le industrie di Paesi, pur accomunati da
  finalità difensive, che perpetuando divari contrasterebbe con
  gli scopi di equilibrio industriale perseguiti anche dalla
  Comunità europea.
    Rientra quindi tra gli interessi di tutte le nazioni
  europee che il livello tecnologico delle singole industrie
  nazionali sia adeguatamente protetto.
    Per le motivazioni che precedono, vi raccomandiamo
  l'approvazione della proposta di legge in oggetto, di cui
  sottolineamo l'urgenza, determinata dalla necessità di
  allinearsi tempestivamente alla prassi dei maggiori Paesi
  industrializzati.
 
DATA=920429 FASCID=DDL11-465 TIPOSTA=DDL LEGISL=11 NCOMM= SEDE=PR NSTA=0465 TOTPAG=0006 TOTDOC=0009 NDOC=0002 TIPDOC=L DOCTIT=0000 COMM= FRL PAGINIZ=0001 RIGINIZ=010 PAGFIN=0003 RIGFIN=027 UPAG=NO PAGEIN=1 PAGEFIN=3 SORTRES= SORTDDL=046500 00 FASCIDC=11DDL0465 SORTNAV=0046500 000 00000 ZZDDLC465 NDOC0002 TIPDOCL DOCTIT0002 NDOC0002



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