| VINCENZO PARISI, Direttore vicario pro tempore
del SISDE. Sì, l'allontanamento. Chiesi: non mi rispose
lui ma uno che era nel suo ufficio (forse Belmonte, ma non
vorrei sbagliarmi) e mi disse che in realtà la pista si era
rivelata infruttuosa. A quel punto - vorrei chiarirlo - l'aver
esperito la pista Cutolo infruttuosamente (e questo era un
fatto che avevamo già autonomamente valutato e constatato,
indipendentemente dal subentro del SISMI) non poteva in alcun
modo suggerirci di ritornare nella cella di Cutolo, nella
direzione di Ascoli Piceno, per riparlare con Cutolo con il
quale il discorso si era aperto e si era anche chiuso. Quindi,
poteva seguitare l'attività informativa - e seguitò - e ci
sono state tante informative che hanno dimostrato che in
direzione di quel sequestro, così come in direzione di tutti
gli altri sequestri, l'attività non si era mai interrotta e
anzi si era sviluppata, anche con una certa proficuità. Non
vorrei dimenticare come nello stesso sequestro Cirillo le
responsabilità principali (Senzani, Chiocchi) furono
individuate immediatamente e come molti altri tasselli fossero
stati posti proprio in virtù dell'attività informativa, ma al
di fuori ormai di qualunque raccordo specifico con la pista
Cutolo, con il carcere di Ascoli Piceno ed anche con il
carcere di Palmi (del quale si è parlato questa mattina), dove
nessuno elemento del SISDE è andato.
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