| Il relatore Amedeo ZAMPIERI (gruppo della DC) fa presente
che il provvedimento in esame reitera precedenti analoghi
decreti-legge decaduti per mancata conversione nel termine
costituzionale. Esso mira ad attuare un principio di
solidarietà: prevede infatti un'elargizione di 100 milioni di
lire a favore di terzi che abbiano subito, in conseguenza di
incidenti occorsi durante le attività operative e addestrative
delle forze armate, una invalidità permanente della capacità
lavorativa. Propone quindi di esprimere parere favorevole
circa la sussistenza dei requisiti di necessità ed urgenza di
cui all'articolo 77 della Costituzione.
Il deputato Carlo TASSI (gruppo del MSI-destra nazionale)
osserva che, poiché il provvedimento in esame è stato
preceduto già da quattro reiterazioni, è da escludere il
presupposto dell'urgenza. Rileva inoltre che il principio del
neminem ledere è già presente nel nostro ordinamento:
non si comprende quindi il motivo per cui il Governo ha
ritenuto di doverlo ribadire per un aspetto particolare.
Comunque anche a voler entrare nella logica dell'introduzione
di una norma particolare per le vittime degli incidenti
occorsi durante le attività delle forze armate, non si
comprende il motivo per cui il provvedimento non abbia
contemplato anche i danni conseguenti alle operazioni
addestrative dei carabinieri, del corpo delle guardie
forestali, della polizia, insomma di tutte le forze
dell'ordine, senza considerare, inoltre, che incidenti possono
verificarsi anche durante attività diverse da quelle operative
ed addestrative per esempio nel corso di trasferimenti.
Annuncia quindi il voto contrario del suo gruppo.
Il deputato Adriana VIGNERI (gruppo del PDS) osserva che
la ratio del provvedimento in esame non è quella di
confermare il principio sancito dall'articolo 2043 del codice
civile, ma di prevedere una elargizione esente da imposte, che
non esclude il risarcimento del danno eventualmente dovuto, di
100 milioni di lire a favore di terzi che abbiano subito danni
in conseguenza di attività addestrative delle forze armate.
Ritiene che sia inesistente il presupposto dell'urgenza e che
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sarebbe stata preferibile l'emanazione di un disegno di legge
organico sulla materia che prevedesse tutte le ipotesi di
attività pericolose riconducibili allo Stato. Annuncia quindi
il voto contrario del suo gruppo.
Il deputato Marco BOATO (gruppo dei verdi), premesso che
in linea teorica sono fondate le osservazioni del deputato
Tassi, osserva che in concreto risulta utile una norma
specifica come quella prevista dal provvedimento in esame, ma
ciò che non è accettabile è l'utilizzazione dello strumento
del decreto legge. La catena di decreti-leggi in materia è
iniziata il 30 dicembre del 1992, per cui fino ad ora vi
sarebbe stato tutto il tempo per approvare un disegno di legge
ordinaria. Ricorda inoltre che, nel corso del dibattito
svoltosi in Assemblea sulla questione di Ustica, quando il
provvedimento che prevede un'elargizione a favore delle
vittime degli incidenti verificatisi nel corso e in
conseguenza di attività operative ed addestrative svolte dalle
forze armate era in corso di elaborazione, si ipotizzò di
inserire tra le disposizioni di quel provvedimento una
elargizione anche per i familiari delle vittime del disastro
di Ustica. Nonostante il Governo in quella circostanza si
fosse espresso favorevolmente sul punto, non ha poi rispettato
l'impegno assunto. Pertanto, nonostante condivida il contenuto
delle disposizioni del provvedimento in esame, ritenendo
inopportuna l'utilizzazione dello strumento del decreto-legge,
annuncia il voto contrario del suo gruppo.
La Commissione delibera quindi di esprimere parere
favorevole circa la sussistenza dei requisiti di necessità e
urgenza di cui all'articolo 77 della Costituzione.
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