| Il relatore Giuseppe SERRA (gruppo della DC) fa presente
che il provvedimento in esame è stato preceduto da una serie
numerosa di analoghi decreti-legge non convertiti nel termine
costituzionale; proprio la catena di reiterazioni induce a
ritenere che sussista il presupposto dell'urgenza. Ricorda che
il Governo aveva presentato anche un disegno di legge
ordinaria - atto Senato n. 624 - il cui esame non è ancora
stato concluso. Ritiene quindi sia indispensabile giungere
sollecitamente alla conversione del provvedimento in esame,
posto che sussiste la necessità e l'urgenza di evitare
incertezza e instabilità di carattere giuridico. Propone
pertanto di esprimere parere favorevole circa la sussistenza
dei requisiti di necessità e di urgenza di cui all'articolo 77
della Costituzione.
Il deputato Marco BOATO (gruppo dei verdi) rilevato che il
provvedimento in esame è stato preceduto da una serie di
analoghi decreti-legge, fa presente che nella relazione
introduttiva si legge addirittura che nell'arco di due giorni
- 27 e 28 aprile 1993 - il Governo ha adottato due
decreti-legge sulla stessa materia. L'atto Senato n. 624 è
ancora all'esame del Senato, salvo che per alcune disposizioni
stralciate dal provvedimento, le quali hanno formato oggetto
di distinti provvedimenti legislativi. Ricorda che su uno dei
decreti-legge precedenti a quello in esame - il decreto-legge
28 aprile 1993 n. 130 - la I^ Commissione della Camera
espresse parere contrario circa la sussistenza dei requisiti
di necessità e di urgenza di cui all'articolo 77 della
Costituzione, nominandolo relatore per l'Assemblea: sia in
Commissione che in Assemblea vi fu un ampio dibattito, nel
corso del quale si evidenziò che soltanto alcune delle norme
recanti il differimento di termini previsti da disposizioni
legislative sono condivisibili, mentre il complesso delle
disposizioni in esame relative alle materie più disparate
rappresenta la "bancarotta dello Stato di diritto". Infatti
esso pone cittadini e amministrazioni locali che hanno
rispettato i termini previsti dalle leggi sullo stesso piano
di quelli che non li hanno rispettati. Si consideri in
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particolare il contenuto dell'articolo 31 il cui titolo
parrebbe riferirsi alla tutela del consumatore, ma in realtà
esso prevede il differimento di termini previsti da leggi
sull'informazione del consumatore, consentendo così che fino
al 30 giugno 1994 le etichette sui prodotti scritte in lingua
straniera non vengano tradotte in italiano.
Il deputato Carlo TASSI (gruppo del MSI-destra nazionale)
osserva che l'attuale Governo, nonostante le speranze che
avevano accompagnato il suo insediamento, si sta rivelando non
diverso da quelli che l'hanno preceduto. Infatti il
provvedimento in esame reca il differimento di termini
previsti da disposizioni legislative che stabiliscono obblighi
a carico dello Stato nei confronti dei cittadini: ciò non fa
che alimentare la sfiducia dei cittadini nei confronti delle
istituzioni pubbliche che ha trovato larga espressione nei
referendum del 18 aprile scorso. Inoltre il
provvedimento in esame non rispetta il principio
dell'omogeneità di materia di cui alla legge 400 del 1988.
Annuncia pertanto il voto contrario del suo gruppo.
Il relatore Giuseppe SERRA (gruppo della DC), premesso che
talune osservazioni espresse nel corso del dibattito, come
quella del deputato Boato sull'articolo 31, non sono prive di
fondamento, sottolinea che ora la Commissione deve esprimersi
sulla sussistenza dei presupposti di necessità e urgenza.
Successivamente nel corso dell'esame di merito, la Commissione
potrà valutare quali degli articoli del provvedimento in esame
debbano essere soppressi. Ribadisce quindi la proposta di
parere favorevole.
Il Presidente Adriano CIAFFI rileva che molti dei rilievi
critici espressi nel corso del dibattito svoltosi sono
fondati: è necessario dunque individuare una soluzione ai
problemi sottesi al provvedimento in esame.
Il sottosegretario di Stato per l'interno Antonino MURMURA
fa presente che il decreto-legge 30 giugno 1993 n. 212
immediatamente precedente a quello in esame è stato approvato
dall'Assemblea del Senato. Con riferimento all'osservazione
del deputato Boato che, richiamandosi alla relazione
introduttiva al provvedimento in esame, ha rilevato che
nell'arco di due giorni il Governo avrebbe adottato due
decreti-legge sulla stessa materia, fa presente che così non è
stato contenendo quella relazione una imprecisione. Quanto
all'osservazione poc'anzi espressa dal Presidente, fa presente
che il Ministero dell'interno ha già dato disposizioni per
risolvere i problemi sottesi al provvedimento in esame: si
tratta, infatti, di questioni che non possono essere più
differite per cui è necessario porre fine al regime di
proroga. Dichiara la disponibilità quindi del Governo a
collaborare per modificare in senso migliorativo le
disposizioni in esame.
La Commissione delibera quindi di esprimere parere
favorevole circa la sussistenza dei requisiti di necessità e
urgenza di cui all'articolo 77 della Costituzione.
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