| Disegno di legge:
Conversione in legge del decreto-legge 4 agosto 1993, n. 272,
recante riordinamento delle competenze regionali e
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statali in materia agricola e forestale e istituzione del
Ministero per il coordinamento delle politiche agricole,
alimentari e forestali (3048).
(Parere della III, della V, della VIII, della IX, della X,
della XI, della XII Commissione e della Commissione speciale
per le politiche comunitarie, nonché della XIII Commissione,
ai sensi dell'articolo 73, comma 1- bis del
regolamento).
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| La Commissione inizia l'esame del provvedimento.
Il Presidente Bruno LANDI avverte che il deputato Tassi ha
presentato una pregiudiziale di costituzionalità relativa al
provvedimento in esame; questa, che ai sensi dell'articolo 79,
comma 2, del regolamento, non potrà essere posta in votazione
ma dovrà essere menzionata nella relazione della Commissione,
è del seguente tenore:
La Camera,
accertata la violazione degli articoli 1, 3 e 75 della
Costituzione da parte del decreto-legge 4 agosto 1993, n.
272,
delibera
di non procedere all'esame del disegno di legge n. 3048 di
conversione in legge del decreto-legge n. 272 del 1993.
Il relatore Amedeo ZAMPIERI (gruppo della DC) ricorda che
la materia è già stata oggetto di esame da parte della I
Commissione in riferimento al progetto di legge n. 2967, non
approvato definitivamente dall'Assemblea entro il 4 agosto
1993, termine di decorrenza degli effetti abrogativi del
referendum. Nel corso dell'esame di quel progetto di
legge sono intervenuti presso la I Commissione anche i
ministri per il coordinamento delle politiche comunitarie, per
la funzione pubblica, per le riforme elettorali ed
istituzionali e dell'agricoltura, con cui vennero approfonditi
i diversi aspetti giuridici e costituzionali della materia,
anche in riferimento all'esito referendario. Ricorda che
l'agricoltura italiana si pone al secondo posto in Europa ed
al sesto nel mondo, per cui la sua importanza non può essere
certo sottovalutata. In qualsiasi Stato lo svolgimento delle
funzioni in materia agricola ha sempre un livello nazionale,
con un ministro di settore che comunque garantisca l'indirizzo
e il coordinamento degli altri livelli nonché il controllo, in
modo da garantire la rappresentanza unitaria del settore sia a
livello nazionale sia a livello internazionale. Il nuovo
Ministero per il coordinamento delle politiche agricole,
alimentari e forestali si colloca in funzione del prodotto
alimentare, per cui è competente in tutte le materie attinenti
quali ad esempio la pesca e l'acquacoltura o la materia
dell'irrigazione. In sintesi, il riordinamento è espressione
di un indirizzo generale verso la modernizzazione dello
Stato.
Il provvedimento in esame rovescia la disciplina
precedente, attribuendo alle Regioni tutte le funzioni non
conferite espressamente allo Stato. Il ruolo organico del
personale del Ministero passa conseguentemente da 2.500 a
1.100 unità. A partire dal 1994 gli stanziamenti complessivi
iscritti nel bilancio dello Stato verranno attribuiti alle
Regioni per una quota non inferiore all'80 per cento. Si
dichiara dunque favorevole al testo del Governo, pur nella
consapevolezza che alcuni aspetti possono essere perfezionati,
specialmente in riferimento alle funzioni regionali. Si
domanda se non sia opportuno recuperare alcune disposizioni
già previste dal progetto di legge n. 2967, già approvato dal
Senato.
Il ministro per il coordinamento delle politiche agricole,
alimentari e forestali Alfredo DIANA rileva che alcuni hanno
considerato il provvedimento in esame un regresso; peraltro
esso contiene solo le disposizioni necessarie ed urgenti e
perciò è meno completo del progetto di legge n. 2967, già
approvato dal Senato. Si dichiara disponibile ad accogliere
modifiche che riproducano disposizioni già presenti in
quest'ultimo provvedimento. Fa presente che la situazione non
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è facile attualmente per l'incertezza che si è determinata sia
a livello nazionale, ad esempio in seno al Consiglio dei
Ministri, sia a livello internazionale, anche in vista del
proseguimento di incontri a Bruxelles e più in generale in
considerazione delle difficoltà del settore agricolo e
monetario. Proprio per potere definire una situazione certa
ritiene che il provvedimento presenti la massima urgenza e ne
auspica l'approvazione in tempi brevi.
Il Presidente Bruno LANDI rinvia quindi il seguito
dell'esame.
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