| La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, sospeso
da ultimo nella seduta del 2 agosto.
Il Presidente Vincenzo MANCINI fa presente che la
Presidenza della Camera, nel sollecitare il pieno utilizzo
della sede referente, ha ravvisato la necessità di inviare
alle Commissioni filtro eventuali proposte di modifica prima
di procedere al licenziamento del testo, al fine di evitare un
aggiramento delle competenze: al riguardo ricorda infatti che
recentemente si sono verificati numerosi episodi in cui le
Commissioni di merito hanno introdotto in provvedimenti loro
assegnati disposizioni di competenza della Commissione lavoro,
senza chiederne preventivamente il parere.
Evidenzia quindi che nell'incontro che si svolgerà con la
Presidenza della Camera nella giornata di domani riproporrà la
necessità di affrontare a livello regolamentare la questione
dell'effettività del parere delle Commissioni filtro anche in
sede referente. Dopo aver comunicato che il Consiglio dei
Ministri procederà a reiterare il decreto in esame in una
delle prossime sedute, ricorda che erano già stati presentati
alcuni emendamenti (si vedano i bollettini delle giunte e
delle commissioni parlamentari del 29 luglio e del 2
agosto). Di essi erano stati ritirati gli emendamenti Ratto
1.2 e 1.4, mentre era stato dichiarato inammissibile
l'emendamento Pizzinato ed altri 1.6, in quanto contenente una
delega. Sopravvivono quindi gli emendamenti Pizzinato ed altri
1.5 e Ratto 1.1 e 1.3, sui quali la Commissione potrà
deliberare solo in linea di massima, inviandoli poi per il
parere alla Commissione bilancio.
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Il relatore Anna Maria NUCCI MAURO (gruppo della DC)
ritiene che l'emendamento Pizzinato ed altri 1.5 comporti
problemi di copertura finanziaria.
Il sottosegretario di Stato al lavoro e alla previdenza
sociale Luciano AZZOLINI si dichiara contrario all'emendamento
Pizzinato ed altri 1.5 e favorevole agli emendamenti Ratto 1.1
e 1.3.
Il deputato Antonio PIZZINATO (gruppo del PDS) ritiene che
la posizione del Governo sia contraddittoria. Infatti,
ricordato che già da 25 anni si interviene sulla materia con
decreti legge, e ricordato altresì che in sede di approvazione
del decreto-legge n. 71 del 1993 si era assunto l'impegno di
rivedere organicamente la materia, fa presente che, secondo il
comunicato diramato dalla Presidenza del Consiglio, la legge
finanziaria dovrebbe contenere gli stanziamenti per consentire
gli sgravi nel corso del 1994: se ciò è vero, appare assurdo
lasciare le imprese del sud in una situazione di incertezza,
aumentata soprattutto dal fatto che una proroga limitata a sei
mesi verrebbe a scadere in un periodo di probabile
aggiornamento dei lavori parlamentari. E' pertanto necessario
prorogare il periodo di concessione degli sgravi di 12 mesi,
in modo da dare certezze alle imprese.
Concludendo, rileva che, anche se si può discutere sui
problemi di copertura finanziaria, appare comunque necessario
dare un segnale concreto a fronte della situazione drammatica
in cui versano le imprese del sud. Auspica pertanto che il
Governo, in sede di reiterazione, possa tener conto delle
indicazioni della Commissione.
Il sottosegretario di Stato al lavoro e alla previdenza
sociale Luciano AZZOLINI rileva che effettivamente nella legge
finanziaria sono contenuti gli stanziamenti per la proroga
degli sgravi: tuttavia, l'emendamento 1.5 si pone in un'ottica
completamente diversa da quella nella quale si pone il testo
del decreto. Infatti, pur rendendosi conto della gravità della
situazione di molte imprese, a fronte della quale il Governo
ha dichiarato la propria disponibilità, si pone il problema
della copertura di periodi di concessione degli sgravi più
lunghi di quelli previsti. Ritiene pertanto che una soluzione
potrebbe essere individuata nell'accogliere gli emendamenti
Ratto 1.1 e 1.3, modificando però la data da essi proposta nel
senso di fissare la stessa al 30 giugno 1994: in tal modo si
accoglierebbe parte del contenuto dell'emendamento Pizzinato
ed altri 1.5.
Il deputato Antonio PIZZlNATO (gruppo del PDS) ritiene
condivisibile l'orientamento del rappresentante del Governo e
dichiara pertanto di ritirare il proprio emendamento 11.5, a
patto che si individui la copertura finanziaria idonea per
evitare un parere contrario sugli emendamenti Ratto 1.1 e
1.3.
Il deputato Orazio SAPIENZA (gruppo della DC) dichiara di
condividere la proposta del rappresentante del Governo, in
quanto in tal modo si evita di stravolgere la struttura del
decreto, evitando altresì il determinarsi di una situazione di
incertezza per le imprese. Anche se la soluzione elaborata non
è pienamente soddisfacente, tuttavia non si può dimenticare il
problema delle disponibilità finanziarie.
Il deputato Remo RATTO (gruppo repubblicano) ritiene
condivisibile la modifica dei propri emendamenti 1.1 e 1.3 nel
senso proposto dal sottosegretario Azzolini.
La Commissione si pronuncia quindi positivamente
all'unanimità sugli emendamenti Ratto 1.1 e 1.3 come
modificati.
Il Presidente Vincenzo MANCINI, fatto presente che
trasmetterà gli emendamenti stessi alla Commissione bilancio,
auspica che il Governo, in sede di reiterazione del decreto,
possa tener conto delle indicazioni unanimamente fornite dalla
Commissione.
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