| PAOLO CABRAS. La vicenda della trattativa, del ruolo
della camorra, del contatto SISMI o SISMI deviato, Senzani e
Brigate rosse è stata oggetto - come è stato ricordato dal
presidente e dai colleghi - di un'accurata indagine e di una
serie di audizioni della Commissioni stragi nella passata
legislatura. Molti dei personaggi che sono stati evocati,
compresi i responsabili del SISMI, oltre che
Pag. 2662
del SISDE e della direzione affari penali del Ministero di
grazia e giustizia, ministri e politici, sono stati ascoltati
dalla Commissione stragi.
Mi permetto di dissentire da chi ritiene (ho letto i
verbali) che nella passata riunione della Commissione Parisi
abbia fatto sconvolgenti rivelazioni o dichiarazioni. Non ho
riscontrato nessuna dissonanza tra quanto affermato dinanzi
alla Commissione dal dottor Parisi e le cose dette nel corso
dei vari dibattimenti giudiziari e durante la deposizione
davanti alla Commissione stragi. Tuttavia il quesito da noi
posto, nonostante fosse più limitato e rappresentasse il
motivo della sua convocazione, ha avuto un obiettivo risalto,
soprattutto per chi non aveva memoria delle ripetute volte in
cui ciò era stato detto.
La vicenda Cirillo è stata giustamente qualificata
allarmante e inquietante soprattutto in ordine alle trattative
con i terroristi. A differenza del senatore Frasca, all'epoca
della prigionia di Moro fui sostenitore - con immaginabile
sofferenza personale, come tutti quelli che furono interessati
d'altra parte - della linea della fermezza, perciò ritengo che
le trattative che coinvolsero non soltanto la camorra, ma
anche "pezzi" di istituzioni, rappresentino un fatto grave.
Ciò, non tanto per la comparazione tra la persona di Aldo Moro
ed altre che hanno costituito l'oggetto di un sequestro,
quanto perché i princìpi e il rigore nell'affrontare la
minaccia terroristica debbono avere coerenza di applicazione,
altrimenti non sono più princìpi, ma convenienze piegate alla
congiuntura o all'interesse politico. Sono molto sensibile a
questo.
Questo è il punto fondamentale da cui scaturisce la
competenza della Commissione stragi, la quale avendo
attribuzioni sul fenomeno terroristico in tutte le sue
implicazioni politiche, istituzionali e di condotta delle
istituzioni medesime nei confronti del fenomeno, ha inteso,
fin dalla passata legislatura, approfondire il tema, e lo
stesso può fare oggi.
L'aver eretto la camorra a mediatrice nella trattativa con
un'organizzazione terroristica - il che costituisce una
violazione del principio regolatore dei rapporti delle
istituzioni repubblicane - è un fatto grave ed incide anche
sulle nostre competenze. In argomento, le acquisizioni della
Commissione stragi, le dichiarazioni di Scotti (che hanno
indotto le audizioni successive del dottor Parisi e del
generale Mei), le cose dette dal dottor Parisi e quello che si
dovrà chiedere al ministro Rognoni per le contraddizioni
rilevate, ritengo sia sufficiente per stabilire che un ruolo
ed una funzione di mediazione da parte della camorra c'è
stato. Del resto, stiamo svolgendo un'indagine su di essa.
Rispetto alla necessità di puntualizzazione, che dovremo
trasferire nelle valutazioni sui rapporti che la camorra ha
sviluppato con la politica e con le istituzioni, mi sembra che
il senatore Brutti proponga una cosa diversa, legittima e
discutibile, sulla quale mi permetto di avanzare delle
riserve. L'elenco di audizioni proposto dal senatore Brutti è
discutibile non tanto per lo squallore di alcuni personaggi
evocati, che però si incrociano obbligatoriamente nella
vicenda, quanto per la sua limitatezza, tant'è che sia il
senatore Frasca, sia altri colleghi intervenuti lo hanno
ampliato.
Qualora ci facessimo carico del complesso caso Cirillo -
che riguarda la camorra, ma anche (in qualche modo) i
cedimenti di politici, di istituzioni, di "pezzi" di
istituzioni, di rappresentanti di istituzioni e il brigatismo
- nascerebbe un problema, accennato dal collega Frasca, di
interferenza e di collisione con la Commissione stragi, che
non so fino a che punto potrà essere regolamentato tramite
incontri tra i due presidenti.
E' difficile procedere all'audizione di personaggi come
Pazienza, il quale è il crocevia di questa e di tante altre
vicende, senza allargare a rappresentanti politici e
istituzionali e senza predisporre un programma di lavoro per
approfondire il caso Cirillo-Brigate rosse-Senzani-camorra, i
cui aspetti prevalenti sono altri, ossia il significato del
cedimento, dell'incoerenza rispetto ad un principio applicato
in una delle più grandi tragedie
Pag. 2663
nazionali quale è stata quella di Aldo Moro. Personalmente
sono contrario all'audizione di Cutolo, anche perché costui
utilizzerebbe la Commissione parlamentare allo stesso modo in
cui ha utilizzato le aule di giustizia, facendone cioè un uso
strumentale, legato alla sua vicenda processuale e personale.
Possiamo parlarne ma personalmente non sono d'accordo. Non
vedo come questo potrebbe arricchire le nostre conoscenze sul
ruolo svolto dalla camorra in questo caso, che purtroppo è già
chiaro. Comunque dovremmo caricarci di un esame e di un
programma di lavoro: il senatore Brutti chiede di concludere,
ma non lo si può fare con l'elenco di audizioni da lui
proposto, in quanto occorre svolgere un'istruttoria, sia pur
minima, il che comporterebbe l'ampliamento dell'elencazione,
trasformandola in una vera e propria indagine che
implicherebbe una serie di altre testimonianze.
Per il momento mi limiterei alla proposta iniziale del
presidente, ossia all'audizione del ministro Rognoni, che tra
l'altro è necessaria; verificheremo successivamente
l'opportunità - sulla quale ribadisco le mie perplessità - di
avviare un'inchiesta sul caso Cirillo nella sua complessità e
complementarietà, sulle vicende della camorra nonché sulle
vicende politico-istituzionali che esulano da quelle di
camorra.
Ricollegandomi alla iniziale proposta del presidente
Violante, ripeto, suggerirei di fare il punto della situazione
dopo l'audizione del ministro Rognoni. Valuteremo se questo
incontro consentirà di avere un quadro esatto della
situazione, stabilendo le responsabilità e le conoscenze
istituzionali sul ruolo della camorra oppure se sia opportuno
avviare un'altra indagine: non è uno scandalo, si può fare, ma
in questo caso avremo dinanzi un compito ed un obiettivo che
finora non ci eravamo posti, in quanto il nostro interesse
aveva riguardato un aspetto, ossia il ruolo della criminalità
organizzata.
| |