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Testi integrali degli Atti Parlamentari della XI Legislatura

Documento


68744
STC0060-0027
COMMISSIONE PARLAMENTARE D'INCHIESTA SUL FENOMENO DELLA MAFIA Resoc. Stenogr. n. 60 del 14 settembre 1993 (STC11-MAF-60)
(suddiviso in 103 Unità Documento)
Unità Documento n.27 (che inizia a pag.2661 dello stampato)
...Comunicazioni del presidente.
PAOLO CABRAS.
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE LUCIANO VIOLANTE
ZZSTC ZZSTC140993 ZZSTC930914 ZZSTC000993 ZZSTC000093 ZZSTC60 ZZMAF ZZMAF140993 ZZMAF930914 ZZMAF000993 ZZMAF000093 ZZMAF60 ZZ11
    PAOLO CABRAS.  La vicenda della trattativa, del ruolo
  della camorra, del contatto SISMI o SISMI deviato, Senzani e
  Brigate rosse è stata oggetto - come è stato ricordato dal
  presidente e dai colleghi - di un'accurata indagine e di una
  serie di audizioni della Commissioni stragi nella passata
  legislatura.  Molti dei personaggi che sono stati evocati,
  compresi i responsabili del SISMI, oltre che
 
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  del SISDE e della direzione affari penali del Ministero di
  grazia e giustizia, ministri e politici, sono stati ascoltati
  dalla Commissione stragi.
     Mi permetto di dissentire da chi ritiene (ho letto i
  verbali) che nella passata riunione della Commissione Parisi
  abbia fatto sconvolgenti rivelazioni o dichiarazioni.  Non ho
  riscontrato nessuna dissonanza tra quanto affermato dinanzi
  alla Commissione dal dottor Parisi e le cose dette nel corso
  dei vari dibattimenti giudiziari e durante la deposizione
  davanti alla Commissione stragi.  Tuttavia il quesito da noi
  posto, nonostante fosse più limitato e rappresentasse il
  motivo della sua convocazione, ha avuto un obiettivo risalto,
  soprattutto per chi non aveva memoria delle ripetute volte in
  cui ciò era stato detto.
     La vicenda Cirillo è stata giustamente qualificata
  allarmante e inquietante soprattutto in ordine alle trattative
  con i terroristi.  A differenza del senatore Frasca, all'epoca
  della prigionia di Moro fui sostenitore - con immaginabile
  sofferenza personale, come tutti quelli che furono interessati
  d'altra parte - della linea della fermezza, perciò ritengo che
  le trattative che coinvolsero non soltanto la camorra, ma
  anche "pezzi" di istituzioni, rappresentino un fatto grave.
  Ciò, non tanto per la comparazione tra la persona di Aldo Moro
  ed altre che hanno costituito l'oggetto di un sequestro,
  quanto perché i princìpi e il rigore nell'affrontare la
  minaccia terroristica debbono avere coerenza di applicazione,
  altrimenti non sono più princìpi, ma convenienze piegate alla
  congiuntura o all'interesse politico.  Sono molto sensibile a
  questo.
     Questo è il punto fondamentale da cui scaturisce la
  competenza della Commissione stragi, la quale avendo
  attribuzioni sul fenomeno terroristico in tutte le sue
  implicazioni politiche, istituzionali e di condotta delle
  istituzioni medesime nei confronti del fenomeno, ha inteso,
  fin dalla passata legislatura, approfondire il tema, e lo
  stesso può fare oggi.
     L'aver eretto la camorra a mediatrice nella trattativa con
  un'organizzazione terroristica - il che costituisce una
  violazione del principio regolatore dei rapporti delle
  istituzioni repubblicane - è un fatto grave ed incide anche
  sulle nostre competenze.  In argomento, le acquisizioni della
  Commissione stragi, le dichiarazioni di Scotti (che hanno
  indotto le audizioni successive del dottor Parisi e del
  generale Mei), le cose dette dal dottor Parisi e quello che si
  dovrà chiedere al ministro Rognoni per le contraddizioni
  rilevate, ritengo sia sufficiente per stabilire che un ruolo
  ed una funzione di mediazione da parte della camorra c'è
  stato.  Del resto, stiamo svolgendo un'indagine su di essa.
     Rispetto alla necessità di puntualizzazione, che dovremo
  trasferire nelle valutazioni sui rapporti che la camorra ha
  sviluppato con la politica e con le istituzioni, mi sembra che
  il senatore Brutti proponga una cosa diversa, legittima e
  discutibile, sulla quale mi permetto di avanzare delle
  riserve.  L'elenco di audizioni proposto dal senatore Brutti è
  discutibile non tanto per lo squallore di alcuni personaggi
  evocati, che però si incrociano obbligatoriamente nella
  vicenda, quanto per la sua limitatezza, tant'è che sia il
  senatore Frasca, sia altri colleghi intervenuti lo hanno
  ampliato.
     Qualora ci facessimo carico del complesso caso Cirillo -
  che riguarda la camorra, ma anche (in qualche modo) i
  cedimenti di politici, di istituzioni, di "pezzi" di
  istituzioni, di rappresentanti di istituzioni e il brigatismo
  - nascerebbe un problema, accennato dal collega Frasca, di
  interferenza e di collisione con la Commissione stragi, che
  non so fino a che punto potrà essere regolamentato tramite
  incontri tra i due presidenti.
     E' difficile procedere all'audizione di personaggi come
  Pazienza, il quale è il crocevia di questa e di tante altre
  vicende, senza allargare a rappresentanti politici e
  istituzionali e senza predisporre un programma di lavoro per
  approfondire il caso Cirillo-Brigate rosse-Senzani-camorra, i
  cui aspetti prevalenti sono altri, ossia il significato del
  cedimento, dell'incoerenza rispetto ad un principio applicato
  in una delle più grandi tragedie
 
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  nazionali quale è stata quella di Aldo Moro.  Personalmente
  sono contrario all'audizione di Cutolo, anche perché costui
  utilizzerebbe la Commissione parlamentare allo stesso modo in
  cui ha utilizzato le aule di giustizia, facendone cioè un uso
  strumentale, legato alla sua vicenda processuale e personale.
  Possiamo parlarne ma personalmente non sono d'accordo.  Non
  vedo come questo potrebbe arricchire le nostre conoscenze sul
  ruolo svolto dalla camorra in questo caso, che purtroppo è già
  chiaro.  Comunque dovremmo caricarci di un esame e di un
  programma di lavoro: il senatore Brutti chiede di concludere,
  ma non lo si può fare con l'elenco di audizioni da lui
  proposto, in quanto occorre svolgere un'istruttoria, sia pur
  minima, il che comporterebbe l'ampliamento dell'elencazione,
  trasformandola in una vera e propria indagine che
  implicherebbe una serie di altre testimonianze.
     Per il momento mi limiterei alla proposta iniziale del
  presidente, ossia all'audizione del ministro Rognoni, che tra
  l'altro è necessaria; verificheremo successivamente
  l'opportunità - sulla quale ribadisco le mie perplessità - di
  avviare un'inchiesta sul caso Cirillo nella sua complessità e
  complementarietà, sulle vicende della camorra nonché sulle
  vicende politico-istituzionali che esulano da quelle di
  camorra.
     Ricollegandomi alla iniziale proposta del presidente
  Violante, ripeto, suggerirei di fare il punto della situazione
  dopo l'audizione del ministro Rognoni.  Valuteremo se questo
  incontro consentirà di avere un quadro esatto della
  situazione, stabilendo le responsabilità e le conoscenze
  istituzionali sul ruolo della camorra oppure se sia opportuno
  avviare un'altra indagine: non è uno scandalo, si può fare, ma
  in questo caso avremo dinanzi un compito ed un obiettivo che
  finora non ci eravamo posti, in quanto il nostro interesse
  aveva riguardato un aspetto, ossia il ruolo della criminalità
  organizzata.
 
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