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Testi integrali degli Atti Parlamentari della XI Legislatura

Documento


68745
STC0060-0028
COMMISSIONE PARLAMENTARE D'INCHIESTA SUL FENOMENO DELLA MAFIA Resoc. Stenogr. n. 60 del 14 settembre 1993 (STC11-MAF-60)
(suddiviso in 103 Unità Documento)
Unità Documento n.28 (che inizia a pag.2663 dello stampato)
...Comunicazioni del presidente.
ANTONINO BUTTITTA.
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE LUCIANO VIOLANTE
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    ANTONINO BUTTITTA.  Signor presidente, la criminalità, e
  in particolare quella organizzata, è un fenomeno fisiologico,
  anzi epidemico di società complesse come la nostra.  Al
  contrario non è un fenomeno epidemico, né fisiologico, il
  rapporto, anzi la connessione, tra criminalità e Stato.  Nel
  nostro paese purtroppo da alcuni anni a questa parte il
  rapporto, la connessione o meglio la complicità risultano di
  tutta evidenza.  Poiché stiamo parlando di un rapporto, di una
  connessione, di una complicità tra due soggetti, abbiamo il
  dovere di chiarire la natura e l'identità dei soggetti
  medesimi.  La natura e l'identità del soggetto "criminalità"
  (mafia o camorra) la stiamo chiarendo, lo fanno soprattutto i
  magistrati, mentre la natura e l'identità del soggetto che
  denominiamo "Stato" risulta assai vaga e indefinita.  Quando
  diciamo "Stato" di che cosa stiamo parlando?  Lo Stato è
  Parisi!  Ma Stato siamo anche noi; lo Stato è questa
  Commissione!  Stato sono tutte le articolazioni istituzionali
  della società civile.
     Se vogliamo chiarire, come dobbiamo - è un nostro dovere,
  non siamo qui per fare letteratura o sociologia! - questo
  rapporto, si deve individuare di quale Stato, o meglio di
  quale "pezzo" dello Stato si sta parlando in ordine al
  rapporto con la criminalità.
     Ecco perché mi trovano pienamente d'accordo le proposte, i
  suggerimenti e le richieste fatti dal senatore Brutti e
  ribaditi dal collega Frasca.
     Da qui, una considerazione di carattere più generale.
  Proprio perché non facciamo letteratura, sociologia o politica
  del politichese ma abbiamo doveri di carattere istituzionale
  oltreché morale nei confronti della società civile, non
  possiamo affrontare tutta la materia che ci sta di fronte.  Il
  fenomeno della criminalità organizzata, della mafia e della
  'ndrangheta è assai vasto, dai confini indefiniti, tale da
  coinvolgere, soprattutto nel Sud del nostro paese, ampi strati
  sociali.  Rischiamo, quindi, di non esaurire mai lo studio, il
  governo critico ed il controllo di questo fenomeno.  Se ci
  limiteremo a trattare tutto o un po' di tutto
 
                             Pag. 2664
 
  - come in qualche caso, ahimé, ho visto fare in Commissione
  -, finiremo per fermarci all'epidermide del fenomeno stesso.
     Dobbiamo individuare alcuni fatti essenziali e
  fondamentali, quale quello di cui stiamo parlando e quale,
  ancora, quello relativo al rapporto tra mafia, appalti e
  politica, su cui insisterò perché credo che abbiamo il dovere
  di parlarne.  Dobbiamo affrontare due o tre temi essenziali e
  approfondirli andando fino in fondo, altrimenti il nostro
  lavoro resterà pregevole e nobile per la memoria delle
  generazioni a venire ma non conseguirà risultati decisivi in
  ordine alla eliminazione del fenomeno in questione.
     Pur rendendomi conto che si tratta di indagini complesse e
  che dovremo riascoltare o auscultare molti personaggi che
  abbiamo finora sentito, mi permetterei di insistere affinché
  il nostro lavoro abbia i reali connotati dell'indagine, cioè
  quelli di una ricerca diretta ad assumere, come fatto
  conoscitivo e giudicativo, tutti gli elementi del fenomeno o
  di quella parte di esso che abbiamo inteso osservare,
  considerare, studiare e giudicare.  A mio avviso, la proposta
  del senatore Brutti deve considerarsi ineludibile.
 
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