| VINCENZO SORICE. Gradirei che in questa discussione non
perdessimo di
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vista l'obiettivo della Commissione e non ci incamminassimo
verso sentieri che anche se porteranno, come ci auguriamo, a
determinate verità rischiano di essere ostacolati. Vogliamo
cercare di acquisire degli elementi certi ed una serenità per
tutti noi.
Le audizioni, come giustamente è stato osservato, non
hanno posto problemi nuovi, se non una riflessione maggiore su
quello che si era determinato durante il sequestro Cirillo.
Ribadiamo ancora una volta in questa sede la necessità di
evitare ogni collusione tra pezzi dello Stato e criminalità
organizzata. Siamo anche noi alla ricerca di una verità
definita per tutti, che tenga presente il quadro generale e
non fatti particolari; non vorrei infatti che l'attività di
questa Commissione, per tanti aspetti meritoria, finisse per
dirigersi verso fatti e avvenimenti che non hanno incidenza
con l'attività della Commissione stessa ma che, in un
determinato momento politico, hanno una valenza completamente
differente.
Dobbiamo decidere se svolgere le audizioni così come
proposto; indubbiamente ciò può essere utile per la
Commissione, però tale attività non è esaustiva. Quindi, vi è
la necessità di inquadrarla in un ventaglio più ampio: occorre
definire le connessioni con la Commissione stragi e - se mi
consentite - impegnare questa Commissione in uno sforzo di
elaborazione e penetrazione non so come coincidente con le
proposte di lavoro avanzate e con i tempi più o meno definiti
di questa legislatura.
Non sono convinto che la vicenda giudiziaria di cui
parliamo sia ormai definita. D'altronde dobbiamo ipotizzare
una richiesta per aprire un processo alla luce delle recenti
dichiarazioni e degli avvenimenti che si stanno verificando.
E' evidente che ci troveremo a dover lavorare in parallelo con
quella che potrebbe essere la nuova attività istruttoria
dell'autorità giudiziaria su un fatto specifico. Quindi, il
nostro rischia di diventare un lavoro non dico inutile ma
perlomeno contrapposto a quello della Commissione stragi e
dell'autorità giudiziaria. Ciononostante, non dobbiamo eludere
il problema per cui credo che vada accolta la proposta di
ascoltare il ministro Rognoni, alla luce del fatto nuovo che
lui ha evidenziato (cioè di non essere stato informato).
Successivamente avremo bisogno di un attimo di riflessione per
decidere come procedere.
In conclusione, il problema esiste e noi non lo vogliamo
eludere; vi è un fatto nuovo rappresentato dalle dichiarazioni
del ministro Rognoni, che credo tutti riteniamo di dover
ascoltare; una volta ascoltato il ministro potremo affrontare
il tema con maggiore specificità e tranquillità.
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