| ALBERTO ROBOL, Relatore. Signor presidente, a
pagina 22 del documento del ROS intitolato "Cenni storici
sulla criminalità organizzata in Puglia" si rinviene la
ragione dell'importanza della relazione che mi accingo ad
illustrare. In esso si legge che "nell'anno 1989, a seguito di
più rapporti di denunzia dell'Arma e della polizia di Stato di
Lecce, furono inquisiti e rinviati a giudizio per il reato di
cui all'articolo 416-bis oltre un centinaio di affiliati alla
SCU, tra i quali tutti i maggiori esponenti. A conclusione di
laboriosi maxi-processi, celebratisi in primo grado
dall'ottobre 1990 al 23 maggio 1991, e in secondo grado dal
gennaio al 17 aprile 1992, venne definitivamente sancita
l'esistenza della cosiddetta quarta mafia e furono irrogate
severe condanne". Ritengo che questo passaggio del documento
distribuito dal ROS sia importantissimo sul piano storico
perché racchiude il decennio di vita della SCU, oltre a
contenere, ripeto, la ragione della relazione. Chi ha letto la
prima stesura della relazione e l'ultima - ossia la bozza
distribuita oggi - avrà notato l'esistenza di numerose
differenze e compreso il motivo dell'accoglimento della
proposta avanzata dall'onorevole Bargone nel mese di giugno.
Del resto, una situazione come quella pugliese è di per sé in
evoluzione: è sufficiente leggere i giornali per capire il
significato delle mie affermazioni.
L'accettazione della richiesta di rinvio dell'esame della
relazione dell'onorevole Bargone è risultata quanto mai
positiva, perché ha permesso alla Commissione...
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