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Testi integrali degli Atti Parlamentari della XI Legislatura

Documento


68770
STC0060-0053
COMMISSIONE PARLAMENTARE D'INCHIESTA SUL FENOMENO DELLA MAFIA Resoc. Stenogr. n. 60 del 14 settembre 1993 (STC11-MAF-60)
(suddiviso in 103 Unità Documento)
Unità Documento n.53 (che inizia a pag.2667 dello stampato)
...Discussione della relazione sulla criminalità in Puglia.
ALBERTO ROBOL, Relatore.
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE LUCIANO VIOLANTE
ZZSTC ZZSTC140993 ZZSTC930914 ZZSTC000993 ZZSTC000093 ZZSTC60 ZZMAF ZZMAF140993 ZZMAF930914 ZZMAF000993 ZZMAF000093 ZZMAF60 ZZ11
    ALBERTO ROBOL,  Relatore.  Dicevo, che l'aver
  accettato la richiesta di rinvio ha permesso alla Commissione
  di tornare in Puglia nel mese di luglio e di registrare talune
  differenze tra la situazione di gennaio e quella della fine di
  luglio, soprattutto nella città e nella provincia di Bari.
  Nell'ultimo sopralluogo abbiamo incontrato il prefetto, il
  quale non era lo stesso che incontrammo nell'occasione
  precedente, il sindaco ed altre autorità.
     All'origine delle notevoli differenze riscontrate nella
  realtà barese vi sono alcuni fatti.  Chi ha letto la relazione
  avrà compreso le ragioni, alcune delle quali sono relative
  all'impegno di queste persone.  Il prefetto Catenacci ha
  esplicitamente affermato che l'utilità della Commissione è
  straordinaria, in quanto funge da pungolo e stimolo continuo
  soprattutto per alcune amministrazioni che in quella zona sono
  abbastanza prigioniere di logiche mafiose, su cui credo si
  stia indagando attualmente.
     Dal punto di vista del coordinamento dei lavori e del
  rafforzamento degli organici sono stati posti in essere
  antidoti estremamente efficaci.
     Accanto agli eventi che hanno riguardato i soggetti
  preposti alla vita politica
 
                             Pag. 2668
 
  ed amministrativa di Bari, si sono registrati fenomeni
  concernenti i cosiddetti collaboratori della giustizia, ossia
  i pentiti.  A gennaio, all'epoca cioè del precedente
  sopralluogo, l'idea di poter utilizzare i pentiti (soprattutto
  Annacondia) era piuttosto lontana; in luglio invece ci è stata
  offerta la possibilità di confrontare dal vivo la veridicità
  di alcune affermazioni.  Le dichiarazioni dei pentiti sono
  dunque sicuramente all'origine del profondo mutamento
  riscontrato.
     A ciò si aggiunge l'evoluzione delle indagini
  sull'incendio del Petruzzelli che ha avviato un supplemento di
  inchiesta, e l'incriminazione del procuratore della Repubblica
  presso la Corte d'appello di Bari che ha coinvolto a livello
  emotivo oltreché politico il mondo pugliese (già in gennaio se
  ne parlò in termini drammatici).
     Inoltre, a pagina 37 della relazione troverete alcune
  dichiarazioni di Pasquale Galasso, che abbiamo avuto occasione
  di sentire a Roma e che viene citato in maniera esplicita.
  Quest'ultimo è il pentito di cui non si è parlato solo in
  questi giorni, ma anche in precedenza.
    Premesso che nella stesura di questa relazione si è
  rivelato quanto mai necessario l'ulteriore sopralluogo in
  Puglia, il secondo ordine di considerazioni che desidero
  svolgere attiene al fatto che i rapporti con il mondo politico
  e con quello amministrativo, così come emergono dalla
  relazione, hanno indubbiamente creato situazioni di conflitto.
     Non solo ultimamente, ma addirittura a giugno, cioè quando
  sembrava che dovesse essere presentata questa relazione, ho
  cercato di parlare con diversi colleghi commissari perché, per
  me, che non avevo molte esperienze come relatore, era
  importante capire cosa fosse opportuno sottolineare e anche il
  modo in cui farlo.  Credo che ciò sia comprensibile,
  considerato che soprattutto nei rapporti politici le novità
  possano creare situazioni piuttosto delicate.  Il fatto stesso
  che la stampa pugliese abbia parlato di questa relazione prima
  della sua discussione, ritengo sia indice non solo della
  curiosità ma anche dell'attenzione e forse anche della paura
  con cui essa era attesa dal mondo pugliese.
     Ai colleghi commissari i quali ritengono che questa
  relazione sia un po' troppo morbida, devo dire che la mia
  impressione è che non l'abbiano letta completamente, in quanto
  vi sono affermazioni piuttosto forti, soprattutto quelle
  riferite a certi rapporti con gli amministratori e con il
  mondo politico in senso lato.  Credo che la situazione pugliese
  debba essere vista in quest'ottica, al di là di quelle che
  potranno essere le conseguenze derivanti da eventuali
  provvedimenti di scioglimento dei consigli comunali.
     Viceversa, altri commissari hanno già fatto sapere di
  ritenere questa relazione piuttosto dura, in alcuni passi
  addirittura violenta, non rispettosa.  Personalmente, credo che
  il nostro compito non sia solo quello di registrare ciò che è
  stato detto, anche se abbiamo avuto la fortuna di avere uno
  spaccato della vita pugliese ascoltando tutti gli organi
  responsabili della regione.  Tuttavia, essendo questa una
  Commissione anche politica, ritengo sia giusto mettere in
  rilievo soprattutto il senso del processo che è in atto in
  Puglia.  Quindi, al di là della registrazione della
  fenomenologia della malavita, dei reati e di tutto quello che
  la Puglia rappresenta anche in virtù della sua posizione
  geografica, un aspetto che non va dimenticato...
 
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