| ALBERTO ROBOL, Relatore. Dicevo, che l'aver
accettato la richiesta di rinvio ha permesso alla Commissione
di tornare in Puglia nel mese di luglio e di registrare talune
differenze tra la situazione di gennaio e quella della fine di
luglio, soprattutto nella città e nella provincia di Bari.
Nell'ultimo sopralluogo abbiamo incontrato il prefetto, il
quale non era lo stesso che incontrammo nell'occasione
precedente, il sindaco ed altre autorità.
All'origine delle notevoli differenze riscontrate nella
realtà barese vi sono alcuni fatti. Chi ha letto la relazione
avrà compreso le ragioni, alcune delle quali sono relative
all'impegno di queste persone. Il prefetto Catenacci ha
esplicitamente affermato che l'utilità della Commissione è
straordinaria, in quanto funge da pungolo e stimolo continuo
soprattutto per alcune amministrazioni che in quella zona sono
abbastanza prigioniere di logiche mafiose, su cui credo si
stia indagando attualmente.
Dal punto di vista del coordinamento dei lavori e del
rafforzamento degli organici sono stati posti in essere
antidoti estremamente efficaci.
Accanto agli eventi che hanno riguardato i soggetti
preposti alla vita politica
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ed amministrativa di Bari, si sono registrati fenomeni
concernenti i cosiddetti collaboratori della giustizia, ossia
i pentiti. A gennaio, all'epoca cioè del precedente
sopralluogo, l'idea di poter utilizzare i pentiti (soprattutto
Annacondia) era piuttosto lontana; in luglio invece ci è stata
offerta la possibilità di confrontare dal vivo la veridicità
di alcune affermazioni. Le dichiarazioni dei pentiti sono
dunque sicuramente all'origine del profondo mutamento
riscontrato.
A ciò si aggiunge l'evoluzione delle indagini
sull'incendio del Petruzzelli che ha avviato un supplemento di
inchiesta, e l'incriminazione del procuratore della Repubblica
presso la Corte d'appello di Bari che ha coinvolto a livello
emotivo oltreché politico il mondo pugliese (già in gennaio se
ne parlò in termini drammatici).
Inoltre, a pagina 37 della relazione troverete alcune
dichiarazioni di Pasquale Galasso, che abbiamo avuto occasione
di sentire a Roma e che viene citato in maniera esplicita.
Quest'ultimo è il pentito di cui non si è parlato solo in
questi giorni, ma anche in precedenza.
Premesso che nella stesura di questa relazione si è
rivelato quanto mai necessario l'ulteriore sopralluogo in
Puglia, il secondo ordine di considerazioni che desidero
svolgere attiene al fatto che i rapporti con il mondo politico
e con quello amministrativo, così come emergono dalla
relazione, hanno indubbiamente creato situazioni di conflitto.
Non solo ultimamente, ma addirittura a giugno, cioè quando
sembrava che dovesse essere presentata questa relazione, ho
cercato di parlare con diversi colleghi commissari perché, per
me, che non avevo molte esperienze come relatore, era
importante capire cosa fosse opportuno sottolineare e anche il
modo in cui farlo. Credo che ciò sia comprensibile,
considerato che soprattutto nei rapporti politici le novità
possano creare situazioni piuttosto delicate. Il fatto stesso
che la stampa pugliese abbia parlato di questa relazione prima
della sua discussione, ritengo sia indice non solo della
curiosità ma anche dell'attenzione e forse anche della paura
con cui essa era attesa dal mondo pugliese.
Ai colleghi commissari i quali ritengono che questa
relazione sia un po' troppo morbida, devo dire che la mia
impressione è che non l'abbiano letta completamente, in quanto
vi sono affermazioni piuttosto forti, soprattutto quelle
riferite a certi rapporti con gli amministratori e con il
mondo politico in senso lato. Credo che la situazione pugliese
debba essere vista in quest'ottica, al di là di quelle che
potranno essere le conseguenze derivanti da eventuali
provvedimenti di scioglimento dei consigli comunali.
Viceversa, altri commissari hanno già fatto sapere di
ritenere questa relazione piuttosto dura, in alcuni passi
addirittura violenta, non rispettosa. Personalmente, credo che
il nostro compito non sia solo quello di registrare ciò che è
stato detto, anche se abbiamo avuto la fortuna di avere uno
spaccato della vita pugliese ascoltando tutti gli organi
responsabili della regione. Tuttavia, essendo questa una
Commissione anche politica, ritengo sia giusto mettere in
rilievo soprattutto il senso del processo che è in atto in
Puglia. Quindi, al di là della registrazione della
fenomenologia della malavita, dei reati e di tutto quello che
la Puglia rappresenta anche in virtù della sua posizione
geografica, un aspetto che non va dimenticato...
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