| FRANCESCO CAFARELLI. Sì, e non é mai successo nulla,
anche se si trattava di fatti a conoscenza di tutti.
Quindi, vi è questa grossa questione, signor Presidente,
che credo dovremmo affrontare in Commissione, magari con
qualche suggerimento al Consiglio superiore della
magistratura: se è vero che quando il politico sbaglia deve
essere punito due volte rispetto al comune cittadino, proprio
perché si trova in una situazione privilegiata, mi chiedo se
sia giusto, nel caso in cui a sbagliare sia un magistrato, che
a quest'ultimo si contesti soltanto il trasferimento da Foggia
a Napoli o da Foggia a Bari. Eppure questo si è verificato
perché, nonostante li abbiano colti con le mani nel sacco,
come
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si suol dire, la punizione massima a cui sono andati incontro
è stata quella del trasferimento da una sede all'altra.
Premesso che questi sono già fatti che conoscevamo prima
che la nostra Commissione compisse l'ultima visita in Puglia,
nel gennaio di quest'anno, mi siano consentite, per dovere
morale, alcune spiegazioni relative alla mia vicenda. Posso
ora finalmente dare i chiarimenti sull'articolo scandalistico
pubblicato dal Roma.
Il 26 gennaio eravamo in aereo diretti a Bari, come
delegazione della Commissione, parlavo con il senatore Robol
quando fummo informati dal Presidente che, tramite il collega
D'Amato, era pervenuta la richiesta di Sasso di ascoltare
Casillo, pena quello che tutti sappiamo accadde.
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