| FRANCESCO CAFARELLI. Presidente, credo che la gente
debba sapere per intero come vadano le cose in questo campo a
Foggia. Abbiamo sostituti procuratori che litigano fra di loro
e GIP che, comunque vadano i fatti, sono coinvolti in rapporti
di tipo diverso con Casillo. Non credo che questo sia un fatto
che debba solo restare agli atti o rappresentare uno sfogo:
ritengo che la Commissione debba intervenire. Qualcosa bisogna
fare. Ho avanzato le mie denunzie al Consiglio superiore della
magistratura, dove sembra vi siano degli ispettori che si
occupano di tali questioni; speriamo che essi
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arrivino a dei riscontri e producano qualcosa di più del
semplice spostamento di sede tra Foggia e Bari. Altrimenti
perderemo di credibilità.
Ma non è solo questo, signor presidente. L'altra questione
sulla quale vorrei soffermarmi riguarda un aspetto molto
delicato dei rapporti tra politici, imprenditori e alcuni
magistrati. Vi darò copia di una lettera che ho inviato in
data 31 marzo al presidente della Giunta per le autorizzazioni
a procedere (allora non vi era alcuna richiesta di
autorizzazione a procedere nei miei confronti). Vi è poi
un'altra lettera (che è già agli atti perché ho denunciato il
giornale e coloro che mi hanno diffamato) con la quale
evidenzio che l'articolo in questione mi preannuncia ciò che è
successo da marzo ad aprile. Dispongo poi di una
testimonianza, scritta che allego agli atti, dalla quale
risulta che Casillo sapeva, stranamente, con vari giorni di
anticipo cosa mi sarebbe accaduto. Ecco i fatti: una persona
viene chiamata ed allettata a fornire elementi: mi riferisco a
un certo Fiano Domenico che viene portato negli uffici dei
Casillo dove Pasquale Casillo gli offre fidi facili e lavori a
condizione che produca documenti che possano compromettermi, i
famosi documenti richiamati il 29 gennaio dal Roma. Ho
saputo solo ad agosto per la prima volta di cosa venissi
accusato e da chi: un certo Di Corato, titolare di una grossa
e nota impresa di Trani, che mi ha presentato a cena Mele,
procuratore della Repubblica di Roma. Questo imprenditore mi
ha mostrato telegrammi a firma del procuratore di Bari De
Marinis perché anche io quale parlamentare della zona
sostenessi l'urgenza dei lavori della Foggia-Cerignola, presso
il Ministero dei lavori pubblici, il ministro e l'ANAS. Io
l'ho fatto.
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