| LUIGI ROSSI. - Al Presidente del Consiglio dei ministri e
ai Ministri del lavoro e previdenza sociale, dell'industria,
commercio e artigianato e del tesoro. - Per sapere -
premesso che:
in una sua intervista rilasciata al quotidiano la
Repubblica il Ministro del Lavoro socialista Giugni ha
sostanzialmente criticato la legittima protesta e le
manifestazioni degli operai dell'ENICHEM a Crotone per
difendere il loro sacrosanto diritto al posto di lavoro,
affermando tra l'altro avventatamente: "Non credo comunque che
ci saranno altri casi Crotone";
la rivolta di Crotone non è un fatto isolato ma è la
legittima, giustificata manifestazione di esasperazione dei
lavoratori e dei "colletti bianchi" che sta esplodendo in
tutte le parti d'Italia, al nord, al centro e al sud, a causa
della terribile crisi economica provocata dalla politica
finanziaria scellerata dei governi precedenti appartenenti al
consociativismo centralistico-partitocratico, da
"Tangentopoli" e dalla mancanza - da parte dell'attuale
Governo - di rapide misure preventive adeguate ed operative
per combattere la recessione generale;
le misure di risanamento preannunciate e mai mantenute dal
Governo in carica non hanno comportato nessun
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risultato positivo, come confermano, al di là dei gravi
episodi di Crotone, l'inaudita tempesta fiscale, lo smisurato
aumento del disagio nelle classi più deboli, per la
disoccupazione e per gli ulteriori sacrifici imposti
specialmente ai pensionati;
l'attuale Governo si dimostra tuttora succubo della vecchia
"nomenklatura" e il preannunciato rapido smantellamento delle
"partecipazioni statali" continua ad essere rinviato, in netto
contrasto con gli impegni assunti dal Presidente del Consiglio
nel suo discorso d'insediamento;
le cifre della disoccupazione in tutta Italia stanno
lievitando ogni giorno di più ed assumono dimensioni sempre
più gravi e pericolose anche per l'ordine pubblico -:
se non intendano riferire immediatamente in Parlamento
sulla situazione della disoccupazione, con particolare
riguardo a quella dell'area di Crotone, dell'aumento della
crisi nelle piccole e medie industrie, dell'aumento dei
cassintegrati in tutte le attività produttive, delle misure
per garantire la stabilità dell'ordine pubblico;
se non intendano informare il Parlamento sulle effettive
immediate e funzionanti misure predisposte per bloccare il
continuo aumento della crisi generale del Paese e di quella
dell'area crotonese in particolare;
per quale motivo l'attuale Governo conduca trattative
sindacali esclusivamente con la "Triplice" (CGIL, CISL, UIL)
escludendo arbitrariamente dai negoziati e dal confronto per
le immediate misure da prendere, tutte le altre associazioni
sindacali libere che rappresentano ampie fasce autonome di
lavoratori.(3-01387)
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