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Testi integrali degli Atti Parlamentari della XI Legislatura

Documento


68912
ALA0235-0014
Allegato A n. 235 del 14 settembre 1993 (ALA11-235)
(suddiviso in 46 Unità Documento)
Unità Documento n.14 (che inizia a pag.5525 dello stampato)
Scalia 3 - 01396. TESTIASS
Scalia 3 - 01396.
ZZALA ZZRES ZZALA140993 ZZALA930914 ZZALA000993 ZZALA000093 ZZALA235 ZZ11 ZZTX
  SCALIA, RONCHI, MATTIOLI, APUZZO, BETTIN, BOATO, CRIPPA, DE
  BENETTI, GIULIARI, LECCESE, PAISSAN, PECORARO SCANIO, PIERONI,
  PRATESI, RUTELLI e TURRONI. -  Al Presidente del Consiglio
  dei ministri e ai Ministri dell'industria, commercio e
  artigianato, del lavoro e previdenza sociale, dell'ambiente e
  dell'interno. -  Per sapere - premesso che:
    il dramma occupazionale che investe tutto il nostro Paese
  in questi giorni sta mostrando alcuni aspetti davvero
  preoccupanti: gli operai dell'Enichem di Crotone da giorni
  stanno protestando contro la chiusura di alcuni impianti, che
  in pratica segnerebbe il disimpegno dell'ENI dal polo chimico
  di Crotone;
    la protesta degli operai, dopo il no dell'ENI a un
  congelamento della cassa integrazione a zero ore per 333
  dipendenti, sta assumendo contorni molto duri: scontri
  violenti con le forze dell'ordine (che sembra abbiano sparato
  anche ad altezza d'uomo), incendi, pezzi di fosforo riversati
  sul terreno, blocco della S.S. 106, eccetera;
    la protesta non si è ancora attenuata ma i danni
  all'ambiente, all'economia locale, alle strutture industriali
  e agli stabilimenti sono ingenti e incalcolabili;
    quattro persone hanno dovuto fare ricorso alle cure dei
  sanitari dell'Ospedale San Giovanni Dio, perché intossicate
  dai fumi sprigionati dal fosforo in fiamme;
    la situazione creatasi a Crotone potrebbe verificarsi in
  altre aree classificate, secondo l'analisi preliminare del
  Ministero dell'ambiente, di cui al punto seguente, "ad alta
  densità di rischio industriale", che, in ogni caso, sono
  possibili sedi di forti tensioni occupazionali e sociali;
    l'analisi preliminare del Ministero dell'ambiente (SIAR,
  agosto 1992), condotta su circa i 2/3 di quegli impianti a
  rischio di incidente rilevante per i quali sono stati
  presentati i rapporti di sicurezza  (ex  decreto del
  Presidente della Repubblica n. 175 del 1988), ha condotto alla
  definizione di 18 aree ad "alta densità di rischio
  industriale";
    nelle aree "ad alta densità di rischio industriale", che
  sono soltanto la parte più nota ma non certo esaustiva della
  mappa del rischio industriale nel nostro Paese, sono stimabili
  come coinvolti nelle aree attorno agli impianti definite come:
  "area dei decessi" non meno di centomila cittadini e nelle
  aree attorno agli impianti definite come "area dei ferimenti"
  non meno di un milione di cittadini -:
    quali provvedimenti i Ministri competenti intendano
  prevedere per alleviare la tensione sociale determinatesi
  nell'area crotonese in conseguenza degli episodi ricordati in
  premessa;
    se il Ministro competente non intenda provvedere
  immediatamente alla chiusura del comparto produttivo sede
  degli incidenti;
    se, più in generale, la Presidenza del Consiglio e il
  Governo non ritengano di intervenire nei confronti della
  inaccettabile situazione d'alto rischio, che coinvolge
  centinaia di migliaia di italiani a causa della presenza delle
  industrie a rischio di incidente rilevante nel territorio
  nazionale, predisponendo i finanziamenti necessari, già nella
  imminente sessione di bilancio, a un programma di:
  ristrutturazioni, mirate a una maggiore sicurezza almeno degli
  impianti già dichiarati a "rischio di incidente rilevante"; di
 
                             Pag. 5526
 
  delocalizzazioni, rilocalizzazioni, chiusure dei medesimi
  impianti a seconda delle valutazioni e delle analisi per essi
  previste;
    se i Ministri competenti non ritengano, attesa la
  confermata inattuazione e, in ogni caso, le difficoltà
  attuative del decreto del Presidente della Repubblica n. 175
  del 88 (legge Seveso) intervenire con un decreto per
  affrontare gli aspetti urgenti e indifferibili, prevedendo
  anche a tale scopo un forte potenziamento e specifiche
            attribuzioni all'Agenzia per l'ambiente.(3-01396)
 
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