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Testi integrali degli Atti Parlamentari della XI Legislatura

Documento


68951
SMC0226-0007
Bollettino Giunte e Commissioni n. 226 del 15 settembre 1993 - edizione definitiva - (SMC11-226)
(suddiviso in 47 Unità Documento)
Unità Documento n.7 (che inizia a pag.13 dello stampato)
               ...I COMMISSIONE PERMANENTE
  (Affari costituzionali, della Presidenza del Consiglio e interni)
 
IN SEDE REFERENTE
C3048. LAVCOMM
C3048.
Disegno di legge: Conversione in legge del decreto-legge 4 agosto 1993, n. 272, recante riordinamento delle competenze regionali e statali in materia agricola e forestale e istituzione del Ministero per il coordinamento delle politiche agricole, alimentari e forestali (3048). (Parere della III, della V, della VIII, della IX, della X, della XI, della XII Commissione e della Commissione speciale per le politiche comunitarie, nonché della XIII Commissione, ai sensi dell'articolo 73, comma 1- bis, del regolamento).
(Seguito dell'esame e rinvio).
Mercoledì 15 settembre 1993, ore 9,30. - Presidenza del Presidente Adriano CIAFFI. - Interviene il sottosegretario di Stato per il coordinamento delle politiche agricole, alimentari e forestali Pasquale Diglio.
ZZSMC ZZRES ZZSMC150993 ZZSMC930915 ZZSMC000993 ZZSMC000093 ZZSMC226 ZZ11 ZZD ZZC1 ZZRE ZZHH ZZII ZZFF
     La Commissione prosegue l'esame del provvedimento.
     Il deputato Carlo TASSI (gruppo del MSI-destra nazionale)
  osserva che è stata perduta per due volte l'occasione di una
  vera riforma in materia agricola.  La prima di tali occasioni
  si è verificata con l'"equivoco" dei  referendum
  del 18 aprile scorso che hanno determinato, tra
 
                              Pag. 14
 
  l'altro, la soppressione del Ministero dell'agricoltura,
  mentre se un Ministero poteva dirsi utile era proprio quello
  dell'agricoltura.  Ora, all'indomani del voto referendario non
  si può non prendere atto dell'esito che esso ha avuto.
  Personalmente ritiene che l'unica soluzione da adottarsi
  sarebbe stata quella di una riforma che incidesse su tutto il
  settore del territorio, mentre il Governo dopo circa un mese
  dal voto referendario ha ricostituito in sostanza il Ministero
  dell'agricoltura, pur affermando che si tratta di un Ministero
  "più snello" del precedente.  L'istituzione di un Ministero con
  decreto-legge ha avuto un solo precedente nell'istituzione del
  Ministero per l'ambiente e per i beni culturali che certamente
  non si può dire essere stata un esempio di correttezza
  costituzionale.  Sarebbe stato quindi necessario prevedere un
  accorpamento del Ministero dei lavori pubblici, dell'ambiente
  e dell'agricoltura in un unico Ministero del territorio in
  modo da consentire la predisposizione di una politica del
  territorio improntata ad una visione completa di tutti i
  problemi e di tutte le esigenze che per il territorio si
  pongono.  Ad esempio un provvedimento collegato al disegno di
  legge finanziaria per il 1994 prevede di sopprimere i
  Ministeri dei trasporti e della marina mercantile
  sostituendoli con un unico Ministero dei trasporti e della
  navigazione, soluzione che ritiene condivisibile.  Osserva
  inoltre che se non si può mettere in dubbio l'utilità di un
  centro di coordinamento nazionale che possa rappresentare il
  nostro Paese a livello internazionale per quanto riguarda
  l'agricoltura, è anche vero che fino ad ora tale centro di
  coordinamento - cioè il soppresso Ministero dell'agricoltura -
  ha realizzato una politica agricola che ha condotto a
  risultati deludenti.
     Conclude quindi dichiarandosi personalmente contrario al
  contenuto del provvedimento in esame, benché il suo gruppo si
  sia espresso favorevolmente in proposito.
     Il deputato Giampaolo D'ANDREA (gruppo della DC) fa
  presente che il suo gruppo è favorevole ad una sollecita
  conversione del provvedimento in esame che riorganizza in modo
  innovativo le funzioni in materia agricola e forestale.  Si
  utilizza una procedura inconsueta, in quanto si istituisce il
  nuovo ministero per il coordinamento delle politiche agricole,
  alimentari e forestali con un decreto-legge che è stato
  presentato in quanto il progetto di legge n. 2967, sulla
  stessa materia, non è stato approvato definitivamente
  dall'Assemblea entro il 4 agosto 1993, termine di decorrenza
  degli effetti abrogativi del  referendum.  Nulla vieta
  tuttavia di recuperare quegli aspetti del suddetto progetto di
  legge, già approvato dal Senato che si ritengano validi.  Si
  pongono tuttavia taluni problemi che il Governo si è
  dichiarato pronto ad affrontare in ordine al riparto di
  competenze tra il Ministero e le Regioni; il provvedimento in
  esame, ancor più del progetto di legge n. 2967, attribuisce in
  linea di massima tutte le competenze in materia agricola e
  forestale alle Regioni, salvo talune che vengono conferite al
  nuovo Ministero per il coordinamento delle politiche agricole
  alimentari e forestali.  Alcune Regioni del Mezzogiorno hanno
  contestato l'attribuzione al nuovo Ministero delle competenze
  relative alla valorizzazione della produzione del Mezzogiorno
  in sede comunitaria, affermendo che vi sarebbe una disparità
  di trattamento rispetto alle altre regioni: su tale aspetto
  occorre riflettere.  Inoltre vengono trasferite al nuovo
  Ministero competenze prima attribuite ad altri Ministeri: si
  tratta di una scelta condivisibile anche se su tale aspetto si
  discuterà nella Commissione bicamerale per le riforme
  istituzionali.  In quella sede si potrebbe giungere a
  conclusioni nuove anche sotto il profilo del riparto di
  competenze tra Ministero e Regioni.
     Due punti fondamentali sono indiscutibili.  Il primo di
  riferisce all'esigenza di una rappresentanza autorevole e
  formale presso la CEE; in proposito prima della pausa estiva,
  nel corso dell'esame del progetto di legge n. 2967 il ministro
  per la funzione pubblica Sabino Cassese in un suo intervento
  svolto nel corso della seduta del 30 luglio 1993 della 7
  Commissione, evidenziò che la  querelle  relativa alla
 
                              Pag. 15
 
  scelta tra l'istituzione di un Dipartimento e quella di un
  nuovo Ministero non ha ragione d'essere, in quanto tra un
  dipartimento complesso e articolato quale sarebbe stato
  necessario creare per il coordinamento delle politiche
  agricole e forestali e un Ministero nuovo per così dire
  "snello" non v'è alcuna differenza se non sotto il profilo
  della rappresentanza istituzionale: relativamente a tale
  aspetto la soluzione di istituire un nuovo Ministero risulta
  preferibile.  Del resto in tutti gli altri Paesi esiste un
  centro di coordinamento e di indirizzo della politica agricola
  nazionale.  Il secondo punto essenziale si riferisce alla
  necessità di un concorso delle regioni nella determinazione
  delle linee di indirizzo della politica agricola attraverso la
  Conferenza Stato-Regioni.  Sullo sfondo si pongono poi altri
  problemi rimasti irrisolti, come quelli relativi al Corpo
  forestale e all'AIMA, problemi che non possono essere
  affrontati in questa sede e che è opportuno ora lasciare
  aperti.  Ciò che occorre sottolineare è che il Ministero per il
  coordinamento delle politiche agricole, alimentari e forestali
  dovrà essere "leggero", cioè le Direzioni generali prima
  esistenti non possono più ora esercitare le funzioni che
  avevano prima.  Si pone poi l'esigenza di correlare il
  trasferimento delle competenze al trasferimento delle risorse
  e del personale; in particolare l'aspetto delle risorse
  finanziarie è fondamentale, per cui occorre verificare se nel
  disegno di legge finanziaria per il 1994 appena presentato dal
  Governo si tiene conto di tale nuova realtà, come dovrebbe
  essere considerato che il provvedimento in esame è stato
  adottato prima del disegno di legge finanziaria.
  Conclusivamente ribadisce che il suo gruppo è favorevole alla
  sollecita conversione del provvedimento in esame ritenendo
  fondamentale l'esistenza di un Ministero che provveda al
  coordinamento in materia agricola, posto che l'agricoltura non
  è certamente parte secondaria della realtà politica economica
  del nostro Paese.
     Il Presidente Adriano CIAFFI, essendo imminenti votazioni
  in Assemblea, rinvia il seguito dell'esame alla seduta
  convocata per oggi alle 15.
 
     La seduta termina alle 10.
 
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