| Disegno di legge:
Conversione in legge del decreto-legge 4 agosto 1993, n. 272,
recante riordinamento delle competenze regionali e statali in
materia agricola e forestale e istituzione del Ministero per
il coordinamento delle politiche agricole, alimentari e
forestali (3048).
(Parere della III, della V, della VIII, della IX, della X,
della XI, della XII Commissione e della Commissione speciale
per le politiche comunitarie, nonché della XIII Commissione,
ai sensi dell'articolo 73, comma 1- bis, del
regolamento).
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| La Commissione prosegue l'esame del provvedimento.
Il deputato Carlo TASSI (gruppo del MSI-destra nazionale)
osserva che è stata perduta per due volte l'occasione di una
vera riforma in materia agricola. La prima di tali occasioni
si è verificata con l'"equivoco" dei referendum
del 18 aprile scorso che hanno determinato, tra
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l'altro, la soppressione del Ministero dell'agricoltura,
mentre se un Ministero poteva dirsi utile era proprio quello
dell'agricoltura. Ora, all'indomani del voto referendario non
si può non prendere atto dell'esito che esso ha avuto.
Personalmente ritiene che l'unica soluzione da adottarsi
sarebbe stata quella di una riforma che incidesse su tutto il
settore del territorio, mentre il Governo dopo circa un mese
dal voto referendario ha ricostituito in sostanza il Ministero
dell'agricoltura, pur affermando che si tratta di un Ministero
"più snello" del precedente. L'istituzione di un Ministero con
decreto-legge ha avuto un solo precedente nell'istituzione del
Ministero per l'ambiente e per i beni culturali che certamente
non si può dire essere stata un esempio di correttezza
costituzionale. Sarebbe stato quindi necessario prevedere un
accorpamento del Ministero dei lavori pubblici, dell'ambiente
e dell'agricoltura in un unico Ministero del territorio in
modo da consentire la predisposizione di una politica del
territorio improntata ad una visione completa di tutti i
problemi e di tutte le esigenze che per il territorio si
pongono. Ad esempio un provvedimento collegato al disegno di
legge finanziaria per il 1994 prevede di sopprimere i
Ministeri dei trasporti e della marina mercantile
sostituendoli con un unico Ministero dei trasporti e della
navigazione, soluzione che ritiene condivisibile. Osserva
inoltre che se non si può mettere in dubbio l'utilità di un
centro di coordinamento nazionale che possa rappresentare il
nostro Paese a livello internazionale per quanto riguarda
l'agricoltura, è anche vero che fino ad ora tale centro di
coordinamento - cioè il soppresso Ministero dell'agricoltura -
ha realizzato una politica agricola che ha condotto a
risultati deludenti.
Conclude quindi dichiarandosi personalmente contrario al
contenuto del provvedimento in esame, benché il suo gruppo si
sia espresso favorevolmente in proposito.
Il deputato Giampaolo D'ANDREA (gruppo della DC) fa
presente che il suo gruppo è favorevole ad una sollecita
conversione del provvedimento in esame che riorganizza in modo
innovativo le funzioni in materia agricola e forestale. Si
utilizza una procedura inconsueta, in quanto si istituisce il
nuovo ministero per il coordinamento delle politiche agricole,
alimentari e forestali con un decreto-legge che è stato
presentato in quanto il progetto di legge n. 2967, sulla
stessa materia, non è stato approvato definitivamente
dall'Assemblea entro il 4 agosto 1993, termine di decorrenza
degli effetti abrogativi del referendum. Nulla vieta
tuttavia di recuperare quegli aspetti del suddetto progetto di
legge, già approvato dal Senato che si ritengano validi. Si
pongono tuttavia taluni problemi che il Governo si è
dichiarato pronto ad affrontare in ordine al riparto di
competenze tra il Ministero e le Regioni; il provvedimento in
esame, ancor più del progetto di legge n. 2967, attribuisce in
linea di massima tutte le competenze in materia agricola e
forestale alle Regioni, salvo talune che vengono conferite al
nuovo Ministero per il coordinamento delle politiche agricole
alimentari e forestali. Alcune Regioni del Mezzogiorno hanno
contestato l'attribuzione al nuovo Ministero delle competenze
relative alla valorizzazione della produzione del Mezzogiorno
in sede comunitaria, affermendo che vi sarebbe una disparità
di trattamento rispetto alle altre regioni: su tale aspetto
occorre riflettere. Inoltre vengono trasferite al nuovo
Ministero competenze prima attribuite ad altri Ministeri: si
tratta di una scelta condivisibile anche se su tale aspetto si
discuterà nella Commissione bicamerale per le riforme
istituzionali. In quella sede si potrebbe giungere a
conclusioni nuove anche sotto il profilo del riparto di
competenze tra Ministero e Regioni.
Due punti fondamentali sono indiscutibili. Il primo di
riferisce all'esigenza di una rappresentanza autorevole e
formale presso la CEE; in proposito prima della pausa estiva,
nel corso dell'esame del progetto di legge n. 2967 il ministro
per la funzione pubblica Sabino Cassese in un suo intervento
svolto nel corso della seduta del 30 luglio 1993 della 7
Commissione, evidenziò che la querelle relativa alla
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scelta tra l'istituzione di un Dipartimento e quella di un
nuovo Ministero non ha ragione d'essere, in quanto tra un
dipartimento complesso e articolato quale sarebbe stato
necessario creare per il coordinamento delle politiche
agricole e forestali e un Ministero nuovo per così dire
"snello" non v'è alcuna differenza se non sotto il profilo
della rappresentanza istituzionale: relativamente a tale
aspetto la soluzione di istituire un nuovo Ministero risulta
preferibile. Del resto in tutti gli altri Paesi esiste un
centro di coordinamento e di indirizzo della politica agricola
nazionale. Il secondo punto essenziale si riferisce alla
necessità di un concorso delle regioni nella determinazione
delle linee di indirizzo della politica agricola attraverso la
Conferenza Stato-Regioni. Sullo sfondo si pongono poi altri
problemi rimasti irrisolti, come quelli relativi al Corpo
forestale e all'AIMA, problemi che non possono essere
affrontati in questa sede e che è opportuno ora lasciare
aperti. Ciò che occorre sottolineare è che il Ministero per il
coordinamento delle politiche agricole, alimentari e forestali
dovrà essere "leggero", cioè le Direzioni generali prima
esistenti non possono più ora esercitare le funzioni che
avevano prima. Si pone poi l'esigenza di correlare il
trasferimento delle competenze al trasferimento delle risorse
e del personale; in particolare l'aspetto delle risorse
finanziarie è fondamentale, per cui occorre verificare se nel
disegno di legge finanziaria per il 1994 appena presentato dal
Governo si tiene conto di tale nuova realtà, come dovrebbe
essere considerato che il provvedimento in esame è stato
adottato prima del disegno di legge finanziaria.
Conclusivamente ribadisce che il suo gruppo è favorevole alla
sollecita conversione del provvedimento in esame ritenendo
fondamentale l'esistenza di un Ministero che provveda al
coordinamento in materia agricola, posto che l'agricoltura non
è certamente parte secondaria della realtà politica economica
del nostro Paese.
Il Presidente Adriano CIAFFI, essendo imminenti votazioni
in Assemblea, rinvia il seguito dell'esame alla seduta
convocata per oggi alle 15.
La seduta termina alle 10.
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