| C255, C538, C657, C826, C1026, C2381, C2483, C2821, C2871,
C2916.
LAVCOMM
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| Proposte di legge:
PIRO: Disciplina della propaganda elettorale (255).
(Parere della II e della VII Commissione).
MATTARELLA ed altri: Misure urgenti per la disciplina della
propaganda elettorale con particolare riferimento al sistema
delle telecomunicazioni di massa (538).
(Parere della II, della VII e della IX Commissione).
CARIGLIA ed altri: Disciplina dei sondaggi preelettorali
(657).
(Parere della II, della V e della XI Commissione).
PAPPALARDO: Norme in materia di spese elettorali (826).
(Parere della II Commissione).
BATTISTUZZI ed altri: Norme per la disciplina dei sondaggi
d'opinione (1026).
(Parere della II Commissione).
TASSI: Estensione dell'obbligo di denuncia delle spese
elettorali ai non eletti (2381).
(Parere della V Commissione).
FORTUNATO: Disciplina della propaganda elettorale (2483).
FORTUNATO: Disciplina dei sondaggi preelettorali (2507).
(Parere della II, della V e della VII Commissione).
MARTINAT ed altri: Modifiche all'articolo 6 della legge 4
aprile 1956, n. 212, in materia di divieto di pubblicazione e
di diffusione di sondaggi nel corso di consultazioni
elettorali (2821).
(Parere della II e della VII Commissione).
Senatori PECCHIOLI ed altri: Disciplina delle campagne
elettorali per l'elezione alla Camera dei deputati e al Senato
della Repubblica (Approvata, in un testo unificato, dal
Senato) (2871).
(Parere della II, della V e della VII Commissione).
BUTTI: Divieto di diffusione dei sondaggi di opinione durante
le consultazioni elettorali (2916).
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| La Commissione prosegue l'esame delle abbinate proposte di
legge.
Il deputato Carlo TASSI (gruppo del MSI-destra nazionale)
fa presente che il suo gruppo ritiene necessari controlli e
garanzie per le campagne elettorali sia per quanto riguarda
l'accesso ai mezzi di informazione radiotelevisiva che per i
sondaggi sulla cui affidabilità c'è da dubitare. Infatti è il
committente dei sondaggi che ne orienta i risultati: a tal
fine è sufficiente indirizzare il campionamento su una strada
invece che un'altra di una determinata città per giungere a
risultati diversi. Pertanto posto che vi è il rischio di una
deviazione finalistica dei sondaggi, è giusto che venga
introdotto il divieto di rendere pubblici i relativi risultati
nel periodo immediatamente precedente la data delle elezioni,
così come già si prevede in altri Paesi. Sarebbe invece in
contrasto con la Costituzione l'introduzione del divieto di
rilevamento dei dati: vi sono aziende specializzate che
rilevano mutamenti nella pubblica opinione e che certamente
non potrebbero sospendere la loro attività proprio nel periodo
in cui la gente dedica più attenzione a questi dati. Per
quanto riguarda le sanzioni, il suo gruppo ritiene necessario
prevedere sanzioni penali per le eventuali infrazioni: si
tratta, infatti, di un settore delicato e importante per il
quale la previsione di sanzioni amministrative non
costituirebbe un deterrente efficace, in quanto le norme
verrebbero violate o meno in base ad un puro calcolo di
interesse. Si consideri che il limite massimo di una sanzione
amministrativa sarebbe di gran lunga inferiore alla cifra
normalmente spesa per una campagna elettorale. Pertanto è
necessario prevedere sanzioni penali e configurare le
violazioni come delitti e non come reati contravvenzionali,
così come vengono previste come delitti le violazioni della
legge elettorale anche non gravi. Osservato che i rilievi
espressi dal Garante per la radiodiffusione e per l'editoria
sulla proposta di legge n. 2871 approvata dal Senato sono
puntuali e acuti, fa presente infine che il suo gruppo ha
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presentato in materia due proposte di legge, il cui contenuto
verrà tradotto in proposte emendative.
Il deputato Alfonsina RINALDI (gruppo del PDS) sottolinea
che il relatore, nell'intervento svolto nella seduta
pomeridiana di ieri, 14 settembre 1993, ha evidenziato la
necessità di predisporre una disciplina generale relativa alle
campagne elettorali per tutti i tipi di elezione, nonché per i
referendum. Ritiene che tale affermazione sia
condivisibile; tra la proposta di legge n. 2871 approvata dal
Senato recante la disciplina delle campagne elettorali per
l'elezione della Camera e del Senato e la legge n. 81 del 1983
esiste una discrasia che occorre eliminare, non prevedendo
quest'ultima un tetto di spesa e comminando sanzioni diverse
rispetto alla prima. La Commissione bicamerale per le riforme
istituzionali sta ora esaminando la riforma elettorale
regionale, per cui se si dovesse convenire sull'opportunità di
predisporre una regolamentazione unica della propaganda
elettorale per tutti i tipi di elezione, sarebbe necessario un
raccordo con i lavori di quella commissione. Il suo gruppo
ritiene molto importante realizzare l'obiettivo di una
disciplina unica: ciò costituiterebbe infatti un messaggio
positivo per il Paese, segnerebbe il raggiungimento di una
pietra miliare nel percorso verso la trasparenza e la parità
di accesso in un rinnovato rapporto tra cittadini e
istituzioni. Per il suo gruppo una condizione da rispettare
tassativamente è la fissazione di un termine preciso: occorre
stabilire una scadenza per l'approvazione di tutte le leggi in
materia elettorale che potrebbe ragionevolmente essere fissata
entro il dicembre prossimo. Se tale obiettivo non fosse
realizzabile, il suo gruppo in via subordinata sarebbe
comunque per varare entro quella scadenza una disciplina che
armonizzasse la legge elettorale della Camera, quella del
Senato e quella relativa ai comuni. Sarebbe utile stabilire un
termine ultimo per i lavori della Commissione e dell'Assemblea
in ordine alla disciplina della propaganda elettorale: una
data realistica potrebbe essere quella del prossimo 15
ottobre. Il suo gruppo propone inoltre, per garantire un più
sollecito ed ordinato svolgimento dei lavori, che il relatore
predisponga una serie di proposte emendative di carattere
generale. Se tale ipotesi venisse accolta, i tempi di lavoro
ipotizzati poc'anzi dal Presidente potrebbero slittare di
qualche giorno. Quanto al merito, il testo approvato dal
Senato all'articolo 1 ha affrontato efficacemente il problema
relativo ai rapporti tra il principio della parità di accesso
e quello della libertà di stampa. Invece per quanto riguarda
l'accesso ai mezzi di informazione di massa rimane ancora un
problema da risolvere: è necessario cioè stabilire chi debba
individuare i criteri per garantire la parità di accesso alle
emittenti private. Secondo il suo gruppo dovrebbe essere il
Garante per la radiodiffusione e l'editoria a regolamentare
quest'aspetto in armonia con gli indirizzi fissati dalla
Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la
vigilanza dei servizi radiotelevisivi. Pertanto si potrebbe
inserire nel testo recante norme sulla disciplina delle
campagne elettorali una disposizione in tal senso. Inoltre per
quanto riguarda l'accesso alle trasmissioni radiotelevisive,
sarebbe utile l'introduzione di un criterio di selezione che,
secondo il suo gruppo, potrebbe essere quello
dell'apparentamento con una determinata lista. Per quanto
riguarda le sanzioni il suo gruppo è favorevole ad escludere
sanzioni penali, preferendo far riferimento a quelle
amministrative che il nostro ordinamento già prevede; per
evitare che tali sanzioni siano facilmente eluse attraverso
calcoli di interesse - rischio sottolineato poc'anzi dal
deputato Tassi - si potrebbe prevedere una casistica con una
serie di sanzioni graduate in relazione alla gravità del fatto
commesso fino a giungere alla sanzione più grave, cioè quella
della decadenza dal mandato. Per quanto riguarda le liste, una
sanzione efficace potrebbe essere quella della perdita del
finanziamento pubblico. Inoltre il suo gruppo è favorevole a
non vietare la richiesta e la possibilità di realizzare
sondaggi, ma negli ultimi trenta giorni precedenti la data
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delle elezioni ritiene sia necessario vietare la pubblicazione
dei risultati dei sondaggi al fine di non influenzare
l'elettorato. Infine il suo gruppo è favorevole alla
fissazione di un tetto massimo per le spese elettorali anche
per le liste, in un clima di sobrietà nonché, in tale
prospettiva, ad una riduzione del tetto massimo previsto dal
testo approvato dal Senato per i singoli candidati.
Il Presidente Bruno LANDI rinvia alla seduta di domani il
seguito dell'esame delle proposte di legge. Avverte che la
seduta convocata per le 21 di oggi non avrà luogo.
La seduta termina alle 16,55.
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