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Testi integrali degli Atti Parlamentari della XI Legislatura

Documento


68954
SMC0226-0010
Bollettino Giunte e Commissioni n. 226 del 15 settembre 1993 - edizione definitiva - (SMC11-226)
(suddiviso in 47 Unità Documento)
Unità Documento n.10 (che inizia a pag.21 dello stampato)
                             Pag. 21
 
                  II COMMISSIONE PERMANENTE
                         (Giustizia)
 
IN SEDE LEGISLATIVA
C1748, C1808, C1848, C2267. LAVCOMM
C1748, C1808, C1848, C2267.
Proposte di legge: NICOTRA ed altri: Norme in materia di responsabilità disciplinare e incompatibilità del magistrato (1748). (Parere della I, della IV, della V, della XI e della XII Commissione). SCALIA ed altri: Incompatibilità di funzioni e disciplina degli incarichi extraistituzionali dei magistrati (1808). (Parere della I, della V, della VIII e della XI Commissione). MASTRANTUONO: Responsabilità disciplinare e incompatibilità del magistrato (1848). (Parere della I, della V, della VII e della XI Commissione). TRANTINO ed altri: Norme concernenti la responsabilità disciplinare, le incompatibilità e la difesa della funzione e dell'immagine del magistrato (2002). (Parere della I, della IV, della V, della XI e della XII Commissione). IMPOSIMATO e PECORARO SCANIO: Responsabilità disciplinare e incompatibilità del magistrato (2267). (Parere della I, della IV, della V, della XI e della XII Commissione).
(Seguito della discussione e rinvio).
Mercoledì 15 settembre 1993, ore 15,40. - Presidenza del Presidente Giuseppe GARGANI indi del Vicepresidente Alfonso MARTUCCI. - Interviene il sottosegretario di Stato per la grazia e la giustizia Vincenzo Binetti.
ZZSMC ZZRES ZZSMC150993 ZZSMC930915 ZZSMC000993 ZZSMC000093 ZZSMC226 ZZ11 ZZD ZZC2 ZZLE ZZHH ZZII ZZFF
     La Commissione prosegue la discussione del
  provvedimento.
     Il Presidente Giuseppe GARGANI informa anzitutto la
  Commissione di aver ricevuto dal Presidente della V
  Commissione una lettera nella quale, secondo una prassi
  formatasi sulla base dei princìpi della disciplina
  regolamentare della sessione di bilancio, la Commissione
  bilancio deve verificare, alla luce del nuovo disegno di legge
  finanaziaria appena presentato, la persistente validità dei
  pareri già espressi su provvedimenti non ancor definiti, in
  ordine alla copertura finanziaria di questi.  Sul progetto di
  legge n. 1748 la Commissione bilancio si era espressa a luglio
  in senso favorevole senza condizioni.  In effetti il
  provvedimento non presenta alcun visibile profilo finanziario.
 
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  Per evitare soluzioni di continuità nel dibattito avviato ieri
  ha sollecitato immediatamente la Commissione bilancio a
  verificare il proprio precedente parere.  La Commissione
  bilancio dovrebbe pronunciarsi nelle prime ore di questo
  pomeriggio e, stante la già rilevata assenza di visibili
  profili finanziari, non dubita che verrà confermato il
  precedente parere favorevole.  Ritiene pertanto che si possa
  proseguire con le votazioni sugli articoli.  Avverte comunque
  che, qualora la V Commissione dovesse viceversa formulare
  condizioni che incidessero su parti del provvedimento già
  votate, queste medesime parti dovrebbero essere oggetto di
  nuova considerazione da parte della Commissione giustizia,
  conformemente ai precedenti.
     Ricorda quindi che, nella seduta di ieri la Commissione ha
  iniziato la discussione dell'articolo 3 della proposta di
  legge n. 1748 assunta come testo base (gli emendamenti
  riferiti a tale articolo risultano pubblicati nel
  Bollettino delle Giunte e delle Commissioni parlamentari
  di pari data).
     Il relatore Lino DIANA (gruppo della DC), nel rammentare
  che nella seduta di ieri si è discusso a proposito
  dell'esigenza di migliorare il testo della lettera  b)
  dell'articolo 3, ritiene che una integrazione opportuna
  sarebbe quella di prevedere, nella seconda parte della lettera
  b),  il riferimento alla frequentazione abituale con
  persona che abbia riportato condanne per gravi delitti non
  colposi.
     Il deputato Gianfranco ANEDDA (gruppo del MSI-destra
  nazionale) esprime perplessità sulla modifica suggerita dal
  relatore.  Il concetto di frequentazione abituale è troppo
  ambiguo e insieme limitativo, prestandosi ad interpretazioni
  discordanti.  Appare poi inopportuno il riferimento a
  "condanne", essendo preferibile usare il termine al singolare.
  Anche l'espressione "grave delitto" appare meritevole di
  precisazione.
     Il deputato Marcello LAZZATI (gruppo della lega nord)
  osserva anzitutto che occorre puntualizzare meglio il
  riferimento, estremamente generico, a gravi delitti, previsto
  nella lettera  d)  dell'articolo 3.  Sarebbe probabilmente
  opportuno prevedere nel testo una precisa soglia edittale.
     Il deputato Salvatore SENESE (gruppo del PDS), nel
  raccomandare l'approvazione del suo emendamento 3.1, ritiene
  che occorra evitare di ripetere, oggi, una discussione già
  svolta in modo esauriente nella seduta di ieri; appare invece
  opportuno prendere una decisione sulla formulazione della
  lettera  b)  dell'articolo 3.
     Il Presidente Giuseppe GARGANI osserva che un
  miglioramento potrebbe essere quello di far riferimento a "più
  condanne"; si tratterebbe di una modifica utile a specificare
  meglio il testo.
     Il deputato Tiziana MAIOLO (gruppo misto) rileva cha
  appare opportuno non colpire la sfera sociale del magistrato.
  La tutela dell'immagine rappresenta infatti un concetto fluido
  e si presta ad interpretazioni discordanti; sarebbe perciò
  preferibile eliminare la seconda parte della lettera  b).
  Per il resto, si rimette alla Commissione pur sottolineando
  l'esigenza di prevedere un criterio obiettivo.
     Il deputato Roberto PAGGINI (gruppo repubblicano)
  condivide le osservazioni del deputato Anedda in relazione
  alla necessità di precisare il riferimento a gravi delitti.
  Rileva inoltre che nel concetto di frequentazione si può
  intendere compresa anche la nozione di abitualità.
     Il deputato Alfonso MARTUCCI (gruppo liberale) osserva che
  la norma contenuta nella lettera  b)  dell'articolo 3 è
  volta essenzialmente a tutelare l'immagine del magistrato e la
  sua reputazione.  In questa prospettiva, deve essere rilevante
  anche l'ipotesi di frequentazione con persona che abbia subìto
  una sola condanna ma per delitto infamante e abietto.
     Il deputato Mario D'ACQUISTO (gruppo della DC) ritiene che
  l'espressione gravi delitti si presta a numerosi e seri
 
                              Pag. 23
 
  equivoci; l'espressione va perciò eliminata o meglio
  precisata.
     Il sottosegretario di Stato per la grazia e la giustizia
  Vincenzo BINETTI osserva che occorre evitare di stravolgere il
  testo irrigidendo eccessivamente le fattispecie previste nella
  lettera  b).  Non condivide la proposta di modifica
  avanzata dal relatore, mentre si potrebbe ipotizzare un
  riferimento alla frequentazione di persona notoriamente
  condannata per un delitto particolarmente infamante.
     Il Presidente Alfonso MARTUCCI, alla luce del dibattito
  svoltosi, invita il deputato Senese a riformulare il suo
  emendamento 3.1.
     Il deputato Salvatore SENESE (gruppo del PDS), nel
  dichiararsi disponibile a recepire alcuni dei suggerimenti
  emersi nella discussione, ribadisce tuttavia l'esigenza di
  evitare soluzioni legislative estreme che si possono prestare
  ad ingiustizie.  Nel dichiararsi contrario all'introduzione del
  concetto di delitto infamante che appare essere troppo vago,
  ritiene che si potrebbe approfondire l'ipotesi di far
  riferimento ad una pena edittale minima.
     Il deputato Gianfilippo BENEDETTI (gruppo di rifondazione
  comunista) ritiene che nel testo della lettera  b)
  dell'articolo 3 non si possa prescindere dal riferimento a
  gravi delitti; i criteri alternativi che sono stati proposti
  risultano infatti, per motivi diversi, tutti insoddisfacenti.
  D'altra parte, non si può fare a meno di lasciare un minimo di
  discrezionalità.
     Il deputato Remo GASPARI (gruppo della DC) è favorevole in
  linea di massima al testo della lettera  b)  che è
  ispirato dall'obiettivo di tutelare l'immagine del magistrato.
  In questa prospettiva, si potrebbe peraltro prevedere anche
  l'ipotesi di frequentazione con persona condannata per delitto
  infamante.
     Il deputato Ettore PAGANELLI (gruppo della DC) osserva che
  la discussione sull'argomento è stata lunga e approfondita ed
  è perciò necessario arrivare ad una decisione.  Si dichiara
  favorevole a prevedere il riferimento a più delitti; per il
  resto la formulazione della lettera  b)  appare
  convincente.
     Il relatore Lino DIANA (gruppo della DC) chiede una breve
  sospensione della seduta per consentire lo svolgimento di
  alcuni approfondimenti.
     Non essendovi obiezioni, il Presidente Alfonso MARTUCCI
  sospende la seduta.
       (La seduta sospesa alle 16,45 è ripresa alle
  16,55).
     Il relatore Lino DIANA (gruppo della DC), alla luce degli
  approfondimenti informali svolti, presenta il seguente
  emendamento:
         Al comma 1, lettera  b),  sostituire la parola:
  condanna  con le seguenti:  più condanne.
  3. 9.
                                                 Il Relatore.
     Il Presidente Giuseppe GARGANI avverte che si passa ai
  voti.
     La Commissione approva, favorevoli relatore e Governo,
  l'emendamento Anedda 3.6.
     Il relatore Lino DIANA (gruppo della DC), alla luce della
  presentazione dell'emendamento 3.9, invita al ritiro
  dell'emendamento Senese 3.1.
     Essendo stato ritirato l'emendamento 3.1, la Commissione
  approva, favorevole il Governo, l'emendamento 3.9 del
  relatore.
     Il deputato Salvatore SENESE (gruppo del PDS) raccomanda
  l'approvazione del suo emendamento 3.2 volto a migliorare la
  formulazione della lettera  c)  dell'articolo 3.
 
                              Pag. 24
 
     Il deputato Marcello LAZZATI (gruppo della lega nord) si
  dichiara favorevole all'emendamento 3.2, osservando che la
  mancanza di laboriosità giurisdizionale è un fenomeno che va
  collegato agli incarichi extragiudiziari.
     Il deputato Gianfranco ANEDDA (gruppo del MSI-destra
  nazionale) suggerisce di votare l'emendamento Lazzati 3.5
  prima dell'emendamento Senese 3.2.
     Dopo che il deputato Salvatore SENESE (gruppo del PDS) ha
  osservato che l'emendamento 3.5 affronta un tema diverso
  rispetto al suo emendamento 3.2, il Presidente Alfonso
  MARTUCCI ritiene che in effetti, l'ordine di votazione degli
  emendamenti sia nel senso di votare prima l'emendamento
  3.2.
     La Commissione approva, favorevoli relatore e Governo,
  l'emendamento Senese 3.2.
     La Commissione respinge quindi, contrari relatore e
  Governo, l'emendamento Lazzati 3.5.
     Il deputato Gianfranco ANEDDA (gruppo del MSI-destra
  nazionale) raccomanda l'approvazione del suo emendamento 3.7
  volto ad eliminare una eccessiva discrezionalità di
  valutazione che potrebbe derivare dalle espressioni contenute
  nella seconda parte della lettera  d)  dell'articolo 3,
  comma 1.
     Il deputato Salvatore SENESE (gruppo del PDS) dopo aver
  osservato che l'emendamento 3.7 è ispirato ad una logica
  diversa rispetto al suo emendamento 3.3, sottolinea che in
  materia occorre evitare cristallizzazioni che rischierebbero
  di ingessare il rapporto tra magistrati e pubblica opinione.
  Una previsione eccessivamente rigida rischia inoltre di
  indebolire nei fatti la violazione di quei comportamenti dei
  magistrati che sono effettivamente lesivi di norme
  disciplinari.
     Il deputato Francesco POLIZIO (gruppo della DC) annuncia
  il suo voto favorevole sull'emendamento Anedda 3.7.
     Il deputato Tiziana MAIOLO (gruppo misto) si dichiara
  contraria all'emendamento 3.7, ritenendo che ai magistrati
  debba essere riconosciuto il dirito di parlare dei
  procedimenti in corso, sia pure evitando conferenze stampe.
     Il deputato Marcello LAZZATI (gruppo della lega nord),
  dichiarandosi contrario all'emendamento 3.7, osserva che
  l'opinione pubblica deve essere messa in grado di valutare il
  tenore delle dichiarazioni dei magistrati.  In questo senso,
  anche il testo della lettera  d)  può prestarsi ad
  interpretazioni restrittive.
     Il deputato Remo GASPARI (gruppo della DC) ritiene che non
  si debba certo ostacolare il dibattito culturale esistente
  nella magistratura; tuttavia certi interventi dei magistrati
  su procedimenti in corso rischiano di influenzare la libertà
  di decisione.  Proprio nella prospettiva di tutelare meglio la
  libertà di giudizio, che rappresenta un principio
  costituzionale, annuncia il suo voto favorevole
  all'emendamento 3.7.
     Il deputato Gianfilippo BENEDETTI (gruppo di rifondazione
  comunista) annuncia il suo voto favorevole sull'emendamento
  Senese 3.3.
     Il deputato Roberto PAGGINI (gruppo repubblicano)
  sottolinea che la facoltà dei magistrati di esprimere giudizi
  pubblici su questioni oggetto di procedimenti non può che
  avere dei giusti confini.  Condivide pertanto lo spirito
  dell'emendamento Senese 3.3.
     Il sottosegretario di Stato per la grazia e la giustizia
  Vincenzo BINETTI osserva che, su tale materia, il testo della
  lettera  d)  dell'articolo 3 appare essere il più
  equilibrato nel rispetto delle diverse esigenze; di qui la sua
  contrarietà agli emendamenti 3.7 e 3.3. Si potrebbe
 
                              Pag. 25
 
  eventualmente ipotizzare una integrazione per sanzionare il
  caso in cui un magistrato anticipi in pubblico giudizi su
  procedimenti dei quali si occupa.
     Il deputato Salvatore SENESE (gruppo del PDS) precisa che
  l'esigenza prospettata da ultimo dal rappresentante del
  Governo è già contemplata nella lettera  e)  dell'articolo
  2.
     Il deputato Alfonso MARTUCCI (gruppo liberale) dichiara il
  suo voto favorevole sull'emendamento 3.7.
     La Commissione approva, favorevole il relatore e contrario
  il Governo, l'emendamento Anedda 3.7. Risulta precluso
  l'emendamento Senese 3.3.
     La Commissione approva, favorevoli relatore e Governo,
  l'emendamento Senese 3.4.
     Approva quindi, favorevoli relatore e Governo,
  l'emendamento Anedda 3.8.
     Il Presidente Giuseppe GARGANI, considerato che fra pochi
  minuti riprenderà la seduta dell'Assemblea con votazioni,
  propone di sospendere la seduta e di riprenderla, così come
  convenuto nella riunione dell'Ufficio di Presidenza della
  scorsa settimana, al termine della seduta pomeridiana
  dell'Aula.
     La Commissione concorda.
     Il Presidente Giuseppe GARGANI sospende quindi la
  seduta.
       (La seduta sospesa alle 17,50, è ripresa alle
  20,20).
     Si passa quindi alla discussione dell'articolo 4 rispetto
  al quale sono stati presentati i seguenti emendamenti:
     Alla lettera  a),  dopo la parola:
  irrevocabile  aggiungere le seguenti:  o è stata
  pronunciata sentenza a' sensi dell'articolo 444, comma 2, del
  codice di procedura penale.
  4. 3.
                                Anedda, Maceratini, Trantino.
     Alla lettera  b),  dopo la parola:
  irrevocabile  aggiungere le seguenti:  o è stata
  pronunciata sentenza a' sensi dell'articolo 444, comma 2, del
  codice di procedura penale.
  4. 4.
                                Anedda, Maceratini, Trantino.
     Alla lettera  c),  dopo la parola:
  irrevocabile  aggiungere le seguenti:  o è stata
  pronunciata sentenza a' sensi dell'articolo 444, comma 2, del
  codice di procedura penale.
  4. 5.
                                Anedda, Maceratini, Trantino.
     Dopo la lettera  c),  aggiungere la seguente:
         d)  altri fatti costituenti reato idonei a
  compromettere la credibilità del magistrato, anche se il reato
  è estinto per qualsiasi causa o l'azione penale non può essere
  iniziata o perseguita.
  4. 1.
                                                      Senese.
     Sopprimere il comma 2.
  4. 2.
                                                      Senese.
     Il relatore Lino DIANA (gruppo della DC) esprime parere
  favorevole su tutti gli emendamenti presentati all'articolo
  4.
     Il sottosegretario di Stato per la grazia e la giustizia
  Vincenzo BINETTI si rimette alla Commissione su tutti gli
  emendamenti riferiti all'articolo 4.
     La Commissione approva, favorevole il relatore ed
  essendosi il Governo rimesso alla Commissione, gli emendamenti
  Anedda 4. 3, 4. 4 e 4. 5 e Senese 4. 1 e 4. 2.
 
                              Pag. 26
 
     Si passa all'articolo 5 al quale sono stati presentati i
  seguenti emendamenti:
     Al comma 1, alla lettera  e)  sostituire la
  parola:  due  con la seguente:  tre.
  5. 1.
                                Anedda, Maceratini, Trantino.
       Al comma 5, sostituire la parola:  due  con la
  parola:  tre.
  5. 2.
                                Anedda, Maceratini, Trantino.
     Il relatore Lino DIANA (gruppo della DC) ed il
  sottosegretario di Stato per la grazia e la giustizia Vincenzo
  BINETTI esprimono parere contrario sugli emendamenti
  presentati.
     Il deputato Gianfranco ANEDDA (gruppo del MSI-destra
  nazionale) raccomanda l'approvazione dei suoi emendamenti 5. 1
  e 5. 2.
     La Commissione respinge, contrari relatore e Governo, gli
  emendamenti Anedda 5. 1 e 5. 2.
     La Commissione approva quindi l'articolo 5 del testo
  base.
     Si passa all'articolo 6 al quale sono stati presentati i
  seguenti emendamenti:
       Al comma 1, la lettera  a)  è soppressa.
  6. 10.
                                Anedda, Maceratini, Trantino.
       Al comma 1, sopprimere la lettera  d).
  6. 6.
  Lazzati, Gianmarco Mancini, Alda Grassi,
  Bertotti.
       Al comma 1, la lettera  e)  è soppressa.
  6. 13.
                                                      Anedda.
       Al comma 1, la lettera  e)  è sostituita dalla
  seguente:
       e)  i comportamenti previsti dall'articolo 2, comma 1,
  lettera  b),  primo periodo.
  6. 16.
                                                 Il Relatore.
       Al comma 1, lettera  e),  sostituire la parola:
  e  con la seguente:  o.
  6. 1.
                                           Senese, Colaianni.
       Al comma 1, alla lettera  f),  sopprimere la
  parola:  reiterato.
  6. 2.
                                                      Senese.
       Al comma 1, lettera  g),  dopo le parole:  il
  reiterato  sopprimere le seguenti:  e grave.
  6. 7.
  Lazzati, Gianmarco Mancini, Alda Grassi,
  Bertotti.
       Al comma 1, lettera  g),  sostituire la parola:
  e  con la seguente:  o.
  6. 3.
                                                      Senese.
     Al comma 1, alla lettera  i),  sostituire la
  parola:  e  con la seguente:  o.
  6. 17.
                                           Senese, Colaianni.
 
                              Pag. 27
 
     Al comma 1, lettera  i),  sopprimere la parola:
  grave.
  6. 8.
  Lazzati, Gianmarco Mancini, Alda Grassi,
  Bertotti.
     Il comma 2 è soppresso.
  6. 14.
                                                      Anedda.
     Al comma 2, aggiungere le seguenti lettere:
         c)  i comportamenti previsti dall'articolo 2, comma
  1, prima parte della lettera  b),  se abituali e gravi;
         d)  il reiterato perseguimento di fini diversi di
  quelli di giustizia;
         e)  il reiterato e grave ritardo nel compimento
  degli atti relativi all'esercizio delle funzioni;
         f)  la grave e abituale violazione del dovere di
  riservatezza.
  6. 4.
                                           Colaianni, Senese.
     Al comma 3, all'ultima riga, sostituire la parola:
  e  con la seguente:  o.
  6. 5.
                                                      Senese.
     Sostituire il comma 4, con il seguente:
     4.  Sono puniti con una sanzione non inferiore alla
  sospensione delle funzioni:
         a)  i comportamenti che, violando i doveri di cui
  all'articolo 1, arrecano illegittimo danno o vantaggio ad una
  delle parti;
         b)  l'assunzione di impieghi vietati ai sensi
  dellarticolo 2;
         c)  l'accettazione di incarichi ed uffici vietati
  dalla legge e non autorizzati.
  6. 11.
                                Anedda, Maceratini, Trantino.
            Subemendamento all'emendamento 6. 11.
     Aggiungere le seguenti lettere:
         d)  i comportamenti previsti dall'articolo 2, comma
  1, prima parte della lettera  b)  se abituali e gravi;
         e)  l'uso della qualità di magistrato per
  conseguire vantaggi.
  0. 6. 11. 1.
                                                      Anedda.
     Al comma 5 dopo le parole:  E' rimosso  sopprimere
  le parole:  di diritto.
  6. 9.
                                                  Il Governo.
     Al comma 5, le parole da:  o che incorre...  fino a
  ...stesso codice  sono sostituite dalle seguenti:  o
  che incorre in una condanna per reato doloso a pena detentiva
  non inferiore ad un anno.
  6. 12.
                                Anedda, Maceratini, Trantino.
     Il relatore Lino DIANA (gruppo della DC) raccomanda
  l'approvazione del suo emendamento 6. 16, esprime parere
  favorevole sugli emendamenti Anedda 6. 10, Senese 6. 1 (ove
  fosse respinto il suo emendamento 6. 16) e 6. 2, Lazzati 6. 7,
  Senese 6. 3, Lazzati 6. 8, Senese 6. 5 e 6. 9 del Governo;
  esprime parere contrario sui restanti emendamenti.
     Il sottosegretario di Stato per la grazia e la giustizia
  Vincenzo BINETTI raccomanda l'approvazione dell'emendamento 6.
  9 del Governo, esprime parere favorevole sugli emendamenti
  Anedda 6. 10 e Lazzati 6. 8; esprime parere contrario sui
  restanti emendamenti.
 
                              Pag. 28
 
     Il deputato Salvatore SENESE (gruppo del PDS) annuncia il
  suo voto contrario sull'emendamento Anedda 6. 10, alla luce
  anche del fatto che analoghi emendamenti sono stati respinti
  con riferimento all'articolo 2.  Osserva d'altra parte che se
  le pene edittali sono troppo elevate rispetto alla gravità del
  fatto, il giudice può essere indotto ad un atteggiamento
  assolutorio.
     Il deputato Gianfranco ANEDDA (gruppo del MSI-destra
  nazionale) è d'accordo che in tema disciplinare la
  tipizzazione assoluta degli illeciti rappresenti un errore.  In
  questa prospettiva, il suo emendamento 6. 10, soppressivo
  della lettera  a),  va collegato al successivo emendamento
  6. 11 che per gli stessi fatti prevede una sanzione non
  inferiore alla sospensione che appare senza dubbio più
  adeguata rispetto alla censura.
     Il Presidente Giuseppe GARGANI, considerato che il testo
  della lettera  a)  del comma 1 dell'articolo 6 appare
  sanzionare in modo adeguato gli illeciti disciplinari ivi
  previsti, invita il deputato Anedda a ritirare i suoi
  emendamenti 6. 10 e 6. 11.
     Il deputato Marcello LAZZATI (gruppo della lega nord)
  raccomanda l'approvazione dei suoi emendamenti riferiti
  all'articolo 6 ed, in particolare, l'emendamento 6. 6 volto a
  sopprimere la lettera  d).
     Il deputato Gianfranco ANEDDA (gruppo del MSI-destra
  nazionale), tenuto conto del dibattito e aderendo all'invito
  del Presidente ritira il suo emendamento 6. 10, preannunciando
  il ritiro anche dell'emendamento 6. 11 e relativo
  subemendamento.
     Essendo stato ritirato l'emendamento Anedda 6. 13, la
  Commissione respinge l'emendamento Lazzati 6. 6.  La
  Commissione approva, favorevole il Governo, l'emendamento 6.
  16 del relatore.  Risulta così precluso l'emendamento Senese 6.
  1.
     Il deputato Salvatore SENESE (gruppo del PDS) raccomanda
  l'approvazione del suo emendamento 6. 2 volto a sopprimere,
  dal testo della lettera  f),  l'aggettivo "reiterato", che
  appare una specificazione negativa; qualora non si accettasse
  il suo emendamento, sarebbe allora preferibile sopprimere
  l'intera lettera  f).
     Il sottosegretario di Stato per la grazia e la giustizia
  Vincenzo BINETTI conferma la sua contrarietà all'emendamento
  Senese 6. 2; la soppressione dell'aggettivo reiterato
  lascerebbe infatti il testo con una previsione estremamente
  generica e ciò si presterebbe ad abusi interpretativi.
     Il Presidente Giuseppe GARGANI ritiene che in una materia
  così delicata qual'è quella della lettera  f)  occorra non
  discostarsi dalla posizione di sottile equilibrio prevista
  nella formulazione del testo.
     Il deputato Marcello LAZZATI (gruppo della lega nord)
  considera condivisibile lo spirito dell'emendamento Senese 6.
  2 che del resto si coordina meglio con il testo approvato
  della lettera  c)  dell'articolo 2.
     La Commissione approva, favorevole il relatore e contrario
  il Governo, l'emendamento Senese 6. 2.
     Il deputato Marcello LAZZATI (gruppo della lega nord)
  raccomanda l'approvazione del suo emendamento 6. 7 mirante,
  attraverso la soppressione dell'inciso "grave", ad eliminare
  dal testo un'eccessiva discrezionalità.
     Il deputato Salvatore SENESE (gruppo del PDS) ritiene che
  lo spirito dell'emendamento 6. 7 venga meglio raggiunto dal
  suo emendamento 6. 3 che è volto a considerare come due
  fattispecie diverse il grave o reiterato ritardo nel
  compimento di atti relativi all'esercizio delle funzioni.
  Invita pertanto a ritirare l'emendamento 6. 7.
     Il relatore Lino DIANA (gruppo della DC), condividendo le
  osservazioni del deputato Senese, si associa all'invito al
  ritiro dell'emendamento 6. 7.
     Il Presidente Giuseppe GARGANI ritiene che l'emendamento
  Senese 6. 3 sia più lontano dal testo base.  Esso sarà quindi
  votato prima dell'emendamento 6. 7.
 
                              Pag. 29
 
     La Commissione approva, favorevole il relatore e contrario
  il Governo, l'emendamento Senese 6. 3.  E' così precluso
  l'emendamento Lazzati 6. 7.
     La Commissione, contrari relatore e Governo, respinge
  l'emendamento Lazzati 6. 8.
     La Commissione approva, favorevole il relatore e contrario
  il Governo, l'emendamento Senese 6. 17.
     Il Presidente Giuseppe GARGANI, per consentire
  l'effettuazione di approfondimenti su alcuni profili
  ricollegabili al comma 1 dell'articolo 6, rispetto ai quali il
  relatore ha predisposto delle ipotesi di emendamento, sospende
  brevemente la seduta.
       (La seduta sospesa alle 21,15 è ripresa alle
  21,45).
     Il Presidente Giuseppe GARGANI avverte che, a seguito
  degli approfondimenti informali svolti, il relatore ha
  presentato i seguenti due emendamenti:
     Al comma 1, dopo la lettera  m)  aggiungere la
  seguente:
       " n)  i comportamenti di cui alla lettera  d)
  dell'articolo 3, soltanto qualora per la posizione del
  magistrato o per le modalità con cui il giudizio è espresso,
  sia idonea a condizionare la libertà di decisione
  nell'esercizio delle funzioni giudiziarie".
  6. 18.
                                                  Il Relatore
     Al comma 2, aggiungere la seguente lettera:
       " c)  la grave o abituale violazione del dovere di
  riservatezza sui procedimenti dei quali il magistrato si
  occupa".
  6. 19.
                                                  Il Relatore
     Il sottosegretario di Stato per la grazia e la giustizia
  Vincenzo BINETTI si rimette alla Commissione sugli emendamenti
  testè presentati dal relatore.
     Il relatore Lino DIANA (gruppo della DC) raccomanda
  l'approvazione dei suoi emendamenti 6. 18 e 6. 19.  In
  particolare, il testo dell'emendamento 6. 18 affronta un
  problema posto dal nuovo contenuto della lettera  d)
  dell'articolo 3, così come risultante dagli emendamenti
  approvati in precedenza.  Viene sanzionato il comportamento più
  grave, mentre per il resto l'articolo 3, lettera  d),
  sarebbe da intendersi come una norma in bianco, cioè priva di
  sanzione.
     Il deputato Salvatore SENESE (gruppo del PDS) annuncia il
  suo voto contrario sull'emendamento 6. 18 del relatore.
  Ritiene che l'interpretazione sia opposta a quella prospettata
  dal relatore.  Se approvato, l'emendamento 6. 18 non farebbe
  altro che aggravare le conseguenze negative della scelta fatta
  dalla Commissione al momento della decisione sul contenuto
  della lettera  d)  dell'articolo 3 in precedenza discusso.
  L'emendamento 6. 18 è pertanto inaccettabile.  Esso non solo
  non risolve il problema della illiceità generica di
  comportamenti che era meglio considerare illeciti solo in
  presenza di circostanze precise, ma esclude anche
  l'applicabilità della sanzione pur lieve qual è
  l'ammonimento.
     Il deputato Nicola COLAIANNI (gruppo del PDS) condivide il
  giudizio negativo sull'emendamento 6. 18 del relatore, la cui
  formulazione non è in grado di risolvere i problemi posti dal
  testo, approvato nel pomeriggio, della lettera  d)
  dell'articolo 3, ma anzi li aggrava.  Una lettura combinata
  dell'articolo 3, comma 1, lettera  d),  dell'articolo 5 e
  dell'emendamento 6. 18 porta a ritenere che quest'ultimo non
  evita la sanzione di certi comportamenti meno gravi.
     Il relatore Lino DIANA (gruppo della DC) non condivide
  anzitutto l'interpretazione degli articoli 3, 5 e
  dell'emendamento 6. 18 dai colleghi Senese e Colaianni.
 
                              Pag. 30
 
     Ribadisce che l'emendamento 6. 18, da lui presentato,
  rende possibile sanzionare, nei casi più gravi, la fattispecie
  di cui alla lettera  d)  dell'articolo 3 che allo stato
  sarebbe sprovvista di sanzioni.  Nei casi più lievi
  dell'illecito di cui allo stesso articolo 3, lettera  d),
  la sanzione, invece, mancherebbe, ma ciò non dovrebbe
  scandalizzare.  Come ho già detto, ricorrerebbe solo un caso di
  "norma in bianco".  L'emendamento 6. 18 introduce, pertanto una
  modifica all'articolo 6 che appare opportuna e convincente.
     Il deputato Alfonso MARTUCCI (gruppo liberale) ritiene che
  la previsione contenuta nell'emendamento 6. 18 del relatore
  potrebbe essere posta all'inizio dell'articolo 6 o,
  eventualmente, in fine.
     Il deputato Marcello LAZZATI (gruppo della lega nord)
  ritiene che sul tema la Commissione si sia espressa
  chiaramente già nel pomeriggio, con l'approvazione della nuova
  versione della lettera  d)  dell'articolo 3.  Non ritiene
  possibile ritornare ora su di una decisione che è già stata
  assunta.
     Il sottosegretario di Stato per la grazia e la giustizia
  Vincenzo BINETTI, anche alla luce del dibattito svoltosi,
  esprime la sua contrarietà sull'emendamento 6. 18, del
  relatore che appare a suo giudizio contemplare una modifica
  peggiorativa del testo, al di là delle intenzioni del
  presentatore.
     Il Presidente Giuseppe GARGANI, stante l'esigenza di
  ulteriori approfondimenti, rinvia quindi, concordando la
  Commissione, a domani il seguito della discussione.
 
     La seduta termina alle 22,10.
 
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