| Il Presidente Gastone SAVIO dà lettura della seguente
interrogazione:
" Al Ministro della difesa. - Per sapere - premesso
che:
una ventina di imprese edili di Biella, Vercelli e
Torino, sono state coinvolte in una colossale truffa ad opera
del Comandante del Distaccamento fisso Cascina Pelato di
Mottalciata (VC), dipendente dal Comando della 31^ Brigata
ªP'CentauroªP' con sede a Novara;
ciascuna impresa era stata contattata dal Maresciallo
Antonio Placchino, comandante del Distaccamento in questione,
il quale asseriva di aver ricevuto l'incarico di verificare la
disponibilità di alcune imprese edili del circondario a
partecipare a una serie di lavori;
dopo aver presentato il curriculum ed aver
formulato la propria offerta le imprese aggiudicatarie sono
state invitate a versare una cauzione pari al 10 per cento
dell'importo dei lavori mediante assegno circolare non
trasferibile intestato al R.C.T. Centauro - Distaccamento di
Candelo - Massazza;
le imprese coinvolte in questo colossale raggiro hanno
versato assegni circolari per più di 2 miliardi;
dopo aver versato la cauzione le imprese hanno ricevuto
un documento denominato ªP'Verbale di ricognizione
d'offertaªP', apparentemente proveniente dal Comando della
Brigata Centauro e sottoscritto dai membri di una Commissione
della quale facevano parte o il tenente colonello P.
Campanale, il capitano F. Coccia, il tenente F. Greco, nonché
il maresciallo A. Placchino oppure il tenente colonello M.
Montemurlo, il capitano L. Civitillo, il tenente Minervino;
successivamente venivano invitate a sottoscrivere ªP'una
obbligazione commercialeªP';
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alcune imprese, nonostante che non avessero ancora
iniziato i lavori loro appaltati e per i quali erano state
costrette a versare una cauzione del 10 per cento, vennero
invitate a sottoscrivere altri contratti per lavori che, non
solo non sono mai stati iniziati, ma che contemporaneamente
venivano appaltati ad altre imprese, avvicinate con lo stesso
metodo;
di fronte alla richiesta delle imprese di conoscere
quando sarebbero iniziati i lavori il maresciallo Placchino
faceva sapere che una serie di esigenze addestrative non gli
consentivano di precisare la data di inizio se non per una
piccolissima parte di essi;
al numerosi solleciti ha risposto il Comando Militare di
Milano, senonché le lettere di risposta a firma del Colonnello
Matteo Consoli si sono rivelate false;
da una verifica compiuta presso il Comando Brigata
Centauro a Novara, è risultato: 1^) che in realtà nessun
lavoro era mai stato disposto o programmato; 2^) che la
documentazione rilasciata dal Placchino era interamente
falsa;
non è verosimile la tesi secondo cui l'artefice della
truffa sarebbe unicamente il Comandante del Distaccamento di
Mottalciata dato che, nel corso di ispezioni ivi compiute, i
suoi superiori non possono non aver notato che erano in corso
dei lavori che, per quanto limitati, il Comando di Novara non
aveva mai disposto e programmato;
della questione è stata investita l'autorità
giudiziaria;
ai gravissimi risvolti morali si aggiungono quelli
sociali, se è vero che le imprese sono state costrette a
versare cauzioni nell'ordine di decine e centinaia di milioni,
per lavori che non sono mai iniziati e che tali somme non sono
ancora state loro restituite;
molte delle imprese coinvolte nella truffa, che nella
prospettiva di iniziare i lavori di cui sopra hanno rinunciato
a partecipare ad altre gare d'appalto, rischiano di chiudere e
in ogni caso stanno riducendo il personale -:
1) se sia a conoscenza dei gravissimi fatti denunciati
nell'interrogazione, cosa ha sinora fatto e cosa intende
fare;
2) se siano stati adottati provvedimenti nei confronti
del Comandante del Distaccamento di Mottalciata;
3) se non ritenga di dover disporre urgentemente
un'inchiesta con la quale accertare tutte le responsabilità,
dato che non sarebbe credibile una versione dei fatti volta ad
attribuire tutte le responsabilità al maresciallo Placchino,
essendo evidente che una truffa di tali proporzioni, per
essere realizzata ha dovuto poter contare su varie
complicità;
4) se abbia disposto la restituzione del maltolto alle
imprese coinvolte in questo raggiro, che colpisce la
credibilità delle forze armate, sapendo che il grado di
esposizione finanziaria provocato dal versamento della
cauzione è tale da aver creato enormi problemi finanziari e
occupazionali a molte di esse".
(5-01348) Ronzani, Folena.
Il sottosegretario di Stato per la difesa Antonio PATUELLI
rileva che, sulla vicenda oggetto dell'interrogazione, sono
tuttora in corso indagini da parte della Procura della
Repubblica presso il tribunale di Novara, che ha aperto un
procedimento penale a carico del maresciallo Antonio
Placchino.
In tale situazione, com'è ovvio, prima di formulare
valutazioni o assumere iniziative, è necessario attendere
l'esito delle indagini suddette.
Informa altresì che il Comandante del 3^ Corpo d'Armata ha
disposto un'inchiesta amministrativa, le cui risultanze
saranno divulgate non appena definita l'inchiesta stessa.
Il deputato Gianni Wilmer RONZANI (gruppo del PDS) si
dichiara non solo insoddisfatto, ma perfino allibito della
risposta, perché l'interrogazione denuncia un fatto
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gravissimo: un furto compiuto da un maresciallo, reo confesso,
ai danni di alcune industrie, per un ammontare di un paio di
miliardi. Ma, a fronte della gravità dei fatti, non risulta
che la difesa abbia assunto alcuna iniziativa concreta;
neppure dopo due mesi e mezzo. Ed anzi si registra un
atteggiamento evasivo da parte dell'Amministrazione, se è vero
che neppure dal Capo di Gabinetto del ministro della difesa ha
avuto le attese risposte.
Dopo aver espresso dubbi sulla possibilità che il
maresciallo abbia ordito da solo questo disegno criminoso,
sottolinea che rimane l'esigenza di restituire il maltolto
alle imprese.
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