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Testi integrali degli Atti Parlamentari della XI Legislatura

Documento


68983
SMC0226-0039
Bollettino Giunte e Commissioni n. 226 del 15 settembre 1993 - edizione definitiva - (SMC11-226)
(suddiviso in 47 Unità Documento)
Unità Documento n.39 (che inizia a pag.88 dello stampato)
                 ...COMMISSIONE SPECIALE
                 per le politiche comunitarie
 
...IN SEDE CONSULTIVA
C3048. LAVCOMM
C3048.
Disegno di legge: Conversione in legge del decreto-legge 4 agosto 1993, n. 272, recante riordinamento delle competenze regionali e istituzione del Ministero per il coordinamento delle politiche agricole, alimentari e forestali (3048). (Parere alla I Commissione).
(Esame e conclusione).
Mercoledì 15 settembre 1993, ore 15,05. - Presidenza del Presidente Carlo FRACANZANI. - Interviene il sottosegretario di Stato per il Ministero per il coordinamento delle politiche agricole, alimentari e forestali, Pasquale Diglio.
ZZSMC ZZRES ZZSMC150993 ZZSMC930915 ZZSMC000993 ZZSMC000093 ZZSMC226 ZZ11 ZZD ZZCN ZZC14 ZZCO ZZHH ZZII
     La Commissione procede all'esame del disegno di legge.
     Il relatore Luca CARLI (gruppo della DC) ricorda che con
  il  referendum  del 18 aprile 1993 sono stati abrogati i
  decreti iniziali di istituzione del ministero dell'agricoltura
  e che i disegni di legge presentati successivamente al
  referendum  sia dal Governo che da varie forze politiche
  non sono stati approvati prima della scadenza del 4 agosto
  1993, data di entrata in vigore degli effetti abrogativi del
  referendum  stesso.
     Il Governo nel contempo ha varato il decreto-legge
  all'esame della Commissione, che ricalca sostanzialmente il
  testo del disegno di legge già approvato dal Senato e dalla
  Camera in sede referente.  Richiamando l'esame svoltosi
  precedentemente, sottolinea alcune questioni rilevanti per la
  competenza della Commissione, nonché le differenze tra il
  testo approvato ed il decreto-legge.
     Il settore agricolo nella Comunità europea è stato il
  primo ad essere integrato nei vari Paesi e quello che trova
  ancora tutt'oggi i maggiori ostacoli di integrazione non solo
  tra i Paesi comunitari ma soprattutto tra questi ed i
  rimanenti, come attesta l'andamento delle trattative
  dell' Uruguay Round  in sede GATT, non ancora concluse.
     Molte volte in questi ultimi anni durante le varie
  trattative interministeriali per il settore agricolo, l'Italia
  si è trovata in difficoltà, non solo per i ritardi nel
  recepimento dei provvedimenti comunitari, nell'integrazione
  commerciale, nell'applicazione a volte distorta di
  provvedimenti di intervento comunitari, ma anche per i
  cambiamenti dei rappresentanti italiani e delle linee di
  politica del settore da loro sostenute.
     Questo ha portato la Comunità europea a ritenere che
  l'Italia attribuisce al settore primario scarso interesse;
  anche se dal punto di vista economico l'agricoltura
  rappresenta nella bilancia commerciale la seconda voce per le
  importazioni subito dopo le fonti energetiche.
     Tale limitata credibilità a livello europeo è caduta ancor
  più in basso alla luce della proposta referendaria e dei
  risultati del  referendum.  Di conseguenza il ministro
  dell'agricoltura, nelle delicate trattative per le quote latte
  e i prezzi dei prodotti agricoli per l'anno in corso, avvenuti
 
                              Pag. 89
 
  in concomitanza con i risultati del  referendum,  non è
  stato ritenuto un interlocutore valido per la rappresentanza
  di uno stato.  Pertanto la trattativa è stata rinviata con il
  conseguente rinvio della soluzione di un problema molto
  rilevante.
     Con il decreto-legge all'ordine del giorno si assegnano
  alle regioni gran parte delle funzioni amministrative
  precedentemente gestite dal ministero.  Viene proposto un
  ministero con portafoglio, seppur limitato al 20 per cento del
  totale degli stanziamenti destinati agli interventi
  strutturali.  Si istituisce così un punto unitario di
  riferimento nazionale per le regioni con compiti di
  coordinamento di interventi di mercato e di indirizzo
  generale, compiti indispensabili per avere una legittimazione
  internazionale di rappresentanza.  Inoltre, si accorpano alle
  competenze agricole e forestali le competenze agro-industriali
  e della pesca marittima precedentemente inglobate in altri
  ministeri; si prevede il riordino in un unico ente dei vari
  istituti di ricerca e sperimentazione agraria; e si istituisce
  un comitato permanente delle politiche agro-alimentari
  nell'ambito della conferenza permanente per i rapporti tra
  Stato e regioni.
     Rispetto al testo del disegno di legge approvato dal
  Senato sono stati eliminati alcuni comitati interministeriali,
  sostituiti da intese che il ministro dell'agricoltura dovrà
  stabilire sia con il ministro dell'industria sia con il
  ministro della sanità per il coordinamento dei rispettivi
  settori.  In particolare non è stata riproposta la creazione
  del Comitato di coordinamento fra istituendo ministero e
  ministero della sanità per il settore veterinario, che a suo
  avviso risulta utile per una ottimale gestione del settore.
     Propone, infine, l'espressione del seguente parere
  favorevole condizionato:
     "La Commissione speciale per le politiche comunitarie,
       esaminato il disegno di legge di conversione in legge
  del decreto-legge 4 agosto 1993, n. 272, recante riordinamento
  delle competenze regionali e istituzione del Ministero per il
  coordinamento delle politiche agricole, alimentari e forestali
  (3048),
       considerato che la carenza di coordinamento fra il
  ministero della sanità e il ministero dell'agricoltura in
  materia di servizi sanitari lascia il Paese ancora distante
  dalle moderne organizzazioni di molti altri Stati europei che
  hanno saputo trovare una forma di integrazione ottimale tra i
  due settori con utilità per l'agricoltura e maggiore tutela
  per la salute dei consumatori,
       esprime
                      PARERE FAVOREVOLE
  a condizione di prevedere un effettivo coordinamento per il
  settore veterinario tra il ministero della sanità e
  l'istituendo ministero delle attività agro-alimentari e
  forestali".
                                                    Relatore.
     Il sottosegretario Pasquale DIGLIO fa presente che la
  maggiore ampiezza del disegno di legge già esaminato dalle
  Camere in relazione all'istituzione del ministero per le
  politiche agro-alimentari rispetto al decreto-legge oggi
  all'esame della Commissione, riflette la diversa natura
  giuridica dell'atto e, per questi motivi, ritiene che l'esame
  del disegno di legge di conversione possa essere utile per
  arricchire il contenuto del decreto-legge.  Nel contempo è
  tuttavia necessario dare attuazione alla nuova impostazione
  amministrativa con particolare riferimento alla struttura
  ministeriale, all'AIMA, e al Corpo forestale dello Stato.
     Il deputato Bruno MATTEJA (gruppo della lega nord) si
  dichiara contrario al decreto-legge in esame che disattende il
  risultato del  referendum:  non a caso le Regioni hanno
  presentato ricorso presso la Corte costituzionale.
     Il deputato Matteo PIREDDA (gruppo della DC) concorda con
  il parere del relatore e chiede al Governo di sapere se si
 
                              Pag. 90
 
  intenda procedere al riordino in un unico ente degli istituti
  previsti all'articolo 3, comma 2, lettere  c)  e  d),
  considerate le difficoltà di qualificazione dei diversi tipi
  di istituti e tenuta presente l'esperienza degli altri Paesi.
  In relazione alla pesca marittima esprime perplessità sulla
  mancata attribuzione delle relative competenze alle
  Regioni.
     Il sottosegretario Pasquale DIGLIO fa presente che il
  riordino degli enti è già in corso e che comunque sarà tenuta
  presente l'esigenza sottolineata dal deputato Piredda di una
  semplificazione e di una aggregazione più ampia tra i diversi
  tipi di istituti.  Quanto alle questioni relative alla pesca,
  sottolinea l'esigenza di un momento di coordinamento e di
  indirizzo generale a livello nazionale.
     Il relatore Luca CARLI dopo aver espresso consenso con le
  osservazioni del deputato Piredda relative alla attribuzione
  delle competenze in materia di pesca, che rafforzerebbero
  l'autonomia regionale, non ritiene condivisibili le
  considerazioni del deputato Matteja riguardanti il sostanziale
  stravolgimento del risultato del  referendum  in quanto
  considera necessaria un'autorità nazionale di coordinamento
  che agisca nella rappresentanza internazionale degli
  interessi.  Il decreto-legge attua i principi costituzionali
  nel senso che trasferisce le competenze amministrative alle
  Regioni lasciando in vita un'autorità centrale.
     La Commissione approva quindi la proposta di parere
  favorevole condizionato del relatore.
 
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