| Onorevoli Colleghi! -- Tutti i sistemi politici democratici
conoscono forme di garanzia per il Parlamento nei confronti
del potere giudiziario. L'immunità dei parlamentari e la
necessità dell'autorizzazione a procedere per avviare
accertamenti penali nei loro confronti hanno vissuto peraltro
stagioni diverse. In una prima fase è emersa più nettamente la
garanzia del potere legislativo nei confronti del giudiziario
e dello stesso esecutivo quando questo aveva il potere di
condizionare la magistratura. Successivamente l'immunità si è
delineata come una garanzia dell'opposizione parlamentare
contro eventuali prevaricazioni della maggioranza.
Oggi, per l'uso che le maggioranze parlamentari hanno fatto
dell'immunità parlamentare, essa è divenuta un privilegio
irragionevole e discriminatorio. Infatti con
il pretesto del fumus persecutionis si è bloccata in
moltissimi casi l'iniziativa penale a fini di pura garanzia
corporativa. E' giunto quindi il momento di ridimensionare
drasticamente l'istituto. Per questa ragione i proponenti
hanno presentato la presente proposta di legge di riforma
costituzionale. Resta salva l'impunità per i voti dati e le
opinioni espresse nell'esercizio delle funzioni parlamentari,
ma si propone l'abrogazione di ogni forma di autorizzazione a
procedere nei confronti dei parlamentari. In ogni caso, i
proponenti si rimettono al dibattito parlamentare, pronti ad
accogliere anche soluzioni diverse da quella qui proposta,
purché ispirate ad un corretto equilibrio tra la garanzia del
Parlamento e del parlamentare ed il necessario accertamento
della responsabilità penale.
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