| Il Presidente Tiziana PARENTI, rammentati i temi
dell'odierna audizione. Comunica inoltre che il Consiglio
Superiore della Magistratura, preso atto della segnalazione
della Commissione sulla grave situazione degli uffici
giudiziari di Gela, ha coperto l'organico dei giudici con
l'assegnazione di un uditore giudiziario, ha considerato
l'ipotesi di un trasferimento di ufficio per la copertura del
posto di Presidente di sezione ed ha fatto presente che è in
corso l'interpello per applicazioni extra distrettuali presso
il Tribunale di Gela.
Il dottor Carlo Adriano TESTI, premesso che i magistrati
in servizio sono attualmente 9109, fa presente che il
Ministero ha sempre rivolto la massima attenzione alle carenze
degli organici dei distretti in cui la criminalità organizzata
si mostra particolarmente virulenta. Le preoccupazioni del
Ministero si scontrano tuttavia con le necessità determinate
dalla istituzione di nuovi uffici e con la situazione attuale
dell'organico. Dopo aver rammentato che si è provveduto a
creare nuovi uffici giudiziari senza corrispondentemente
incrementare gli organici, osserva che la distribuzione dei
magistrati sul territorio è strettamente connessa con il
problema della geografia giudiziaria; peraltro in materia sono
stati effettuati notevoli sforzi, anche per quanto riguarda il
personale amministrativo, che dal 1991 al 1995 è stato
incrementato di circa 13000 unità, ma le situazioni di maggior
difficoltà restano quelle relative ai magistrati. Fa infine
presente che è in corso la procedura per la soppressione di
117 sezioni distaccate di Pretura e che ciò
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potrà determinare un recupero di magistrati e personale
amministrativo.
Il dottor Giuseppe FALCONE, ribadito che sono stati fatti
grandi sforzi per far fronte alle carenze degli uffici
giudiziari situati nelle zone a rischio, auspica che eventuali
provvedimenti istitutivi di nuovi uffici giudiziari prevedano
per tali uffici una dotazione organica, in quanto non è
possibile procedere ad ulteriori spostamenti e nuove
modulazioni del personale attualmente in servizio.
Il presidente Tiziana PARENTI rammenta che, secondo quanto
stabilito dall'Ufficio di Presidenza, si è nei giorni scorsi
riunito un gruppo di lavoro informale per individuare
un'ipotesi di soluzione volta a far fronte ai più urgenti
problemi connessi con le carenze di organico. A tal fine il
gruppo di lavoro ritiene possibile l'individuazione ogni sei
mesi, con decreto del ministro e previo parere del CSM, delle
sedi che necessitano di immediata copertura tenuto conto del
carico di lavoro con particolare riferimento ai procedimenti
di criminalità organizzata. Per le sedi individuate con
decreto si provvede con trasferimento a disponibilità,
equiparato lo stesso al trasferimento di ufficio ai fini
dell'indennità (da rivalutare) e da non assoggettare a IRPEF.
La medesima indennità viene prevista per gli uditori che
permangano nelle suddette sedi oltre il biennio.
Il dotto Saverio Felice MANNINO fa presente che
attualmente si registrano 1107 vacanze nell'organico della
magistratura e che il CSM è fortemente impegnato per far
fronte ai problemi emersi nel corso della seduta; in
particolare su 262 uditori recentemente assegnati 202 sono
stati destinati a sedi dell'Italia meridionale ed è prossima
la pubblicazione del nuovo bollettino per la copertura dei
posti vacanti. Osserva che il sistema della copertura
d'ufficio è farraginoso e non ha altro effetto se non quello
di rendere uniformi le scoperture. In conclusione ritiene che
per porre seriamente mano al problema è necessario avere il
coraggio di affrontare le questioni di fondo.
Il dottor Roberto PARZIALE fa presente che sono
attualmente distribuiti nei vari uffici giudiziari 8959 posti,
cui corrispondono i magistrati efettivamente in servizio con
funzioni giudiziarie o giurisdizionali. Circa 500 uditori sono
in fase di tirocinio e il fenomeno dei fuori ruolo ammonta a
circa 200 unità. Auspica quindi che gli interventi sugli
organici non vengano effettuati sulla spinta delle necessità
contingenti ma siano pianificati in anticipo; sarebbe
opportuno poter quanto prima disporre il trasferimento di
ufficio con adeguate incentivazioni.
Il dottor Carlo Adriano TESTI, ricorda che il Ministero si
è seriamente impegnato per snellire negli ultimi anni le
procedure del concorso per l'ingresso in magistratura.
Il senatore Ferdinando IMPOSIMATO (gruppo
progressisti-federativo) osserva che le difficoltà sono spesso
legate a carenze strutturali e che è indispensabile procedere
ad una revisione delle circoscrizioni giudiziarie, stabilire
il principio del giudice monocratico in primo grado e ridurre
il numero dei giudicanti in Corte di Appello. Nell'immediato è
tuttavia necessario stabilire incentivi, anche di carriera,
per i magistrati che mostrassero disponibilità verso sedi
disagiate, nonchè la possibilità di procedere a trasferimenti
d'ufficio. Chiede inoltre quali siano le reali ragioni dello
sciopero degli avvocati in corso in questi giorni.
Il senatore Girolamo TRIPODI (gruppo rifondazione
comunista-progressisti) rammenta che molte sedi in cui la
presenza della criminalità organizzata è massiccia e pressante
sono prive del necessario personale e ciò determina talvolta
l'impossibilità di svolgere i processi con conseguenti
scarcerazioni per decorrenza dei termini. Sottolinea quindi la
drammaticità della situazione in atto a Reggio Calabria, i cui
uffici giudiziari rischiano la paralisi. E' necessario
intervenire quanto prima sulle
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situazioni di urgenza e non procedere ad una distribuzione del
personale meramente proporzionale e non calibrata in relazione
alle diverse realtà. In conclusione chiede quali misure si
intendano prendere per gli uffici giudiziari di Reggio
Calabria.
Il deputato Vittorio TARDITI (gruppo forza Italia)
sottolinea la situazione di grave disagio in cui versa la vita
giudiziaria per effetto del mancato rinvio della entrata in
vigore delle nuove norme sul processo civile e, in
particolare, di quelle relative al giudice di pace, che pure
andrebbero considerate con favore se tale istituto non
rischiasse di incrementare ulteriormente la burocrazia
giudiziaria. Mancano sedi per i giudici di pace e taluni
uffici sono inesistenti. La situazione diventerebbe
insostenibile se i magistrati onorari accogliessero l'invito
dell'Ordine degli avvocati a dimettersi. Dopo aver concordato
sulla necessità di stabilire il principio della monocraticità
del giudice di primo grado, chiede se il Governo abbia
valutato o meno l'opportunità di procedere ad un rinvio
dell'entrata in vigore delle norme citate.
Il deputato Marianna LI CALZI (gruppo forza Italia),
soffermandosi sulla proposta elaborata dal gruppo di lavoro e
precedentemente illustrata dal Presidente, fa presente che
essa si propone di sopperire con urgenza alle situazioni di
crisi di organico onde consentire lo svolgimento dei processi
e precisa che tale proposta non è affatto sostitutiva di
iniziative di più ampio respiro.
Il deputato Antonio BELLONI (gruppo CCD) sottolinea lo
stato di particolare malessere in cui versa il mondo
giudiziario e ritiene che sostanzialmente l'introduzione del
giudice di pace determini la riapertura delle preture chiuse
nel 1989. In realtà l'istituzione del giudice di pace è stata
decisa per seguire la volontà volta a presidiare in modo
puntuale il territorio. Occorre a questo punto razionalizzare
tutta l'organizzazione giudiziaria riducendo le inefficienze
che appaiono palesi: non possono ad esempio essere affidate ad
uditori giudiziari necessariamente inesperti funzioni troppo
complesse e delicate. Allo stesso modo non si può continuare
ad inseguire il mito della inamovibilità perpetua dei
magistrati: dopo un certo numero di anni sarebbe anzi
auspicabile prevedere la possibilità di trasferimenti.
Sottolinea poi che il giudice unico di primo grado è
un'esigenza largamente avvertita, che condurrebbe al recupero
di molti magistrati, e che analogamente occorrerebbe procedere
alla limitazione della appellabilità, attualmente totale e
indifferenziata, delle sentenze. Il nostro Paese non si può
permettere scioperi: in presenza di una situazione in cui
occorrerebbe una quantità maggiore di personale, sono
necessari interventi meditati, sia sul piano dei comportamenti
sia su quello dei provvedimenti legislativi.
Il senatore Renato MEDURI (gruppo alleanza nazionale)
concorda con quanto appena esposto dal senatore Belloni, in
primo luogo per quanto concerne la amovibilità dei magistrati.
Chiede se data la lunghezza delle procedure concorsuali non
sia possibile prendere in esame anche i pensionamenti che
interverranno nel periodo necessario all'espletamento dei
concorsi. Chiede poi cosa si intenda fare per evitare la
situazione di sospetto e di incertezza creatasi in zone quali
quella di Reggio Calabria: sottolinea infatti che tale
situazione è dovuta in primo luogo ai tempi estremamente
lunghi dei procedimenti giudiziari, che alimentano voci del
tutto incontrollabili. Desidera segnalare che a questo
proposito anche da parte di tutti i magistrati sarebbe
opportuno attenersi al più doveroso riserbo.
Il senatore Luigi RAMPONI (gruppo alleanza nazionale)
sottolinea la funzione decisiva della giustizia: fino ad ora
si è avuta comunque un'esperienza del tutto generale di
cattivo funzionamento nel nostro Paese di tutta la struttura.
Desidera sapere se i 9000 magistrati oggi presenti sono
sufficienti, anche in prospettiva, per una corretta
amministrazione della giustizia: qualora a ciò si dovesse dare
una risposta negativa, ci sarebbe da chiedersi
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come mai nel 1993 si siano aumentati gli organici in modo
insufficiente.
Sottolinea poi la centralità della giurisdizione civile:
quando in tale settore si registra un intasamento si crea lo
spazio per il dilagare dell'illegalità, sicchè non appare
convincente neanche il deflusso di organici da un settore
all'altro. La situazione di grave difficoltà è quindi davanti
agli occhi di tutti: la presente audizione dovrebbe fornire
qualche elemento in grado di far capire quali sono i problemi
che impediscono al settore della giustizia di darsi un assetto
del tutto funzionale, anche in prospettiva.
Il senatore Saverio DI BELLA (gruppo
progressisti-federativo) sottolinea che il problema degli
interventi settoriali - campo nel quale alcune cose sono state
fatte - è essenzialmente diverso da quello della necessità di
ridare razionalità a tutto il sistema giudiziario. Gli
organici sono oggi gravemente insufficienti di fronte ai nuovi
carichi di lavoro, e gravi lacune sussistono anche sul piano
dell'adeguatezza degli stanziamenti finanziari. Occorre quindi
che ci si renda conto in pieno della centralità del settore
giudiziario, al quale devono essere assegnate risorse adeguate
e congrue, che non possono essere tuttavia sottratte dal
settore scolastico, altrettanto fondamentale per la formazione
delle coscienze civili.
Il Presidente Tiziana PARENTI, intervenendo brevemente,
sottolinea che appare fondamentale una seria depenalizzazione
per alleggerire insostenibili carichi di lavoro: non si può
pensare che il numero dei magistrati finisca con l'inseguire
l'aumento del numero dei reati.
Il deputato Giacomo GARRA (gruppo forza Italia) condivide
quanto espresso dal senatore Ramponi sulla centralità della
giustizia civile. Chiede poi se vi fosse effettivamente la
necessità, nella legge istitutiva del giudice di pace, di
stabilire l'appello per saltum rispetto alle sentenze di
tale figura. Invece che assegnare tale competenza ai
tribunali, sarebbe sembrato molto più produttivo riportare
tali appelli in Pretura, dato anche il presumibile ampliamento
dei ruoli dei vice-pretori onorari.
Il senatore Raffaele BERTONI (gruppo
progressisti-federativo) osserva anzitutto che le questioni da
affrontare dovrebbero riguardare in primo luogo la competenza
della Commissione: esse potranno essere ulteriormente
sviluppate nell'audizione di domani, sempre comunque tenendo
presente che le risorse a disposizione sono limitate e che
esse vanno indirizzate verso le zone di maggiore sofferenza.
Chiede quindi se le piante organiche possano essere riviste
per ampliare gli organici delle zone a maggiore presenza della
criminalità organizzata, se il CSM possa adottare una delibera
che preveda una generale priorità di trattazione per i
processi di mafia, se il CSM possa adottare un'altra delibera
che preveda il divieto di qualunque scopertura di organico
nelle sedi a forte presenza della criminalità organizzata, e
se sia possibile bloccare i trasferimenti dalle sedi a rischio
a quelle per modo di dire più tranquille, incentivando nel
contempo i trasferimenti opposti. Chiede infine se siano
rispondenti al vero le notizie su presunti trasferimenti di
personale dalla Procura della Repubblica di Milano.
Il dottor Carlo Adriano TESTI osserva che nel corso del
dibattito sono stati sollevati problemi di spessore assai
rilevante la cui soluzione andrebbe affidata al legislatore.
L'organico della magistratura è stato incrementato
notevolmente negli ultimi anni e, tuttavia, a fronte delle
necessità esistenti esso è ancora insufficiente. Dopo aver
rammentato che nel solo 1994 sono state assegnate 17 unità
agli uffici giudiziari di Reggio Calabria, ritiene che il
malessere in atto nel mondo giudiziario è determinato da un
complesso di ragioni che dovrebbero essere affrontate con
riforme di fondo. Il Ministero è favorevole ad una riduzione
del numero dei magistrati fuori ruolo ed ha elaborato un
progetto di rimodulazione delle strutture ministeriali; per
quanto concerne la questione degli assistenti giudiziari
sottratti alla Procura di
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Milano fa presente che tale Procura ha, anche dopo tale
evento, un soprannumero di dieci assistenti giudiziari e che
gli uffici del giudice di pace cui le citate unità sono state
assegnate erano totalmente privi di personale. Ritiene che la
proposta illustrata dal Presidente possa rappresentare un
valido contributo alla soluzione di un problema urgente e,
dopo aver ribadito che gli uffici non sono carenti di
personale ma che, piuttosto, i problemi derivano
dall'incremento degli uffici stessi, fa presente nuovamente
che il Ministero ha posto in essere un concreto e rilevante
sforzo per far fronte ai problemi emersi nel corso della
seduta.
Il dottor Giuseppe FALCONE osserva che, per effetto del
blocco delle assunzioni, i problemi dell'amministrazione della
giustizia sono di soluzione ancora più difficile e sottolinea
il particolare rilievo politico della questione.
Il dottor Saverio Felice MANNINO rammenta che il CSM
svolge un costante lavoro di programmazione, ha già assegnato
500 uditori e fa presente che il rapporto nazionale di
scopertura è pari all'11,8 per cento. Il CSM svolge un'azione
di amministrazione attiva sulla base degli indici di lavoro
dei vari uffici giudiziari ed ha eliminato taluni momenti
burocratici che impedivano un'efficace azione. Dopo aver fatto
presente che gli organici degli uffici giudiziari di Reggio
Calabria sono coperti, rammenta che sono organi programmatori
anche la Procura della Repubblica e la Presidenza della Corte
d'Appello per gli spostamenti endodistrettuali, la cui utilità
si manifesta spesso con ogni evidenza.
In conclusione ribadisce che il CSM riserva la massima
attenzione alle problematiche emerse nel corso del
dibattito.
Il Presidente Tiziana PARENTI ringrazia gli intervenuti
per la collaborazione prestata ai lavori della Commissione.
La seduta termina alle 20,45.
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