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Testi integrali degli Atti Parlamentari della XII Legislatura

Documento


101118
SMC0159-0099
Bollettino Giunte e Commissioni n. 159 del 9 maggio 1995 - edizione definitiva - (SMC12-159)
(suddiviso in 105 Unità Documento)
Unità Documento n.99 (che inizia a pag.119 dello stampato)
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                   COMMISSIONE PARLAMENTARE
                         DI INCHIESTA
                   sul fenomeno della mafia
        e sulle altre associazioni criminali similari
 
 
Audizione del dottor Saverio Felice MANNINO, membro del Consiglio Superiore della Magistratura, del dottor Carlo Adriano TESTI, Direttore Generale dell'Organizzazione Giudiziaria e degli Affari Generali del Ministero di Grazia e Giustizia, del dottor Giuseppe FALCONE, Capo della Segreteria e del dottor Roberto PARZIALE, magistrato addetto alla segreteria della medesima Direzione Generale.
Martedì 9 maggio 1995. - Presidenza del Presidente Tiziana PARENTI.
ZZSMC ZZRES ZZSMC090595 ZZSMC950509 ZZSMC000595 ZZSMC000095 ZZSMC159 ZZ12 ZZD ZZC24 ZZFF
     Il Presidente Tiziana PARENTI, rammentati i temi
  dell'odierna audizione.  Comunica inoltre che il Consiglio
  Superiore della Magistratura, preso atto della segnalazione
  della Commissione sulla grave situazione degli uffici
  giudiziari di Gela, ha coperto l'organico dei giudici con
  l'assegnazione di un uditore giudiziario, ha considerato
  l'ipotesi di un trasferimento di ufficio per la copertura del
  posto di Presidente di sezione ed ha fatto presente che è in
  corso l'interpello per applicazioni extra distrettuali presso
  il Tribunale di Gela.
     Il dottor Carlo Adriano TESTI, premesso che i magistrati
  in servizio sono attualmente 9109, fa presente che il
  Ministero ha sempre rivolto la massima attenzione alle carenze
  degli organici dei distretti in cui la criminalità organizzata
  si mostra particolarmente virulenta.  Le preoccupazioni del
  Ministero si scontrano tuttavia con le necessità determinate
  dalla istituzione di nuovi uffici e con la situazione attuale
  dell'organico.  Dopo aver rammentato che si è provveduto a
  creare nuovi uffici giudiziari senza corrispondentemente
  incrementare gli organici, osserva che la distribuzione dei
  magistrati sul territorio è strettamente connessa con il
  problema della geografia giudiziaria; peraltro in materia sono
  stati effettuati notevoli sforzi, anche per quanto riguarda il
  personale amministrativo, che dal 1991 al 1995 è stato
  incrementato di circa 13000 unità, ma le situazioni di maggior
  difficoltà restano quelle relative ai magistrati.  Fa infine
  presente che è in corso la procedura per la soppressione di
  117 sezioni distaccate di Pretura e che ciò
 
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  potrà determinare un recupero di magistrati e personale
  amministrativo.
     Il dottor Giuseppe FALCONE, ribadito che sono stati fatti
  grandi sforzi per far fronte alle carenze degli uffici
  giudiziari situati nelle zone a rischio, auspica che eventuali
  provvedimenti istitutivi di nuovi uffici giudiziari prevedano
  per tali uffici una dotazione organica, in quanto non è
  possibile procedere ad ulteriori spostamenti e nuove
  modulazioni del personale attualmente in servizio.
     Il presidente Tiziana PARENTI rammenta che, secondo quanto
  stabilito dall'Ufficio di Presidenza, si è nei giorni scorsi
  riunito un gruppo di lavoro informale per individuare
  un'ipotesi di soluzione volta a far fronte ai più urgenti
  problemi connessi con le carenze di organico.  A tal fine il
  gruppo di lavoro ritiene possibile l'individuazione ogni sei
  mesi, con decreto del ministro e previo parere del CSM, delle
  sedi che necessitano di immediata copertura tenuto conto del
  carico di lavoro con particolare riferimento ai procedimenti
  di criminalità organizzata.  Per le sedi individuate con
  decreto si provvede con trasferimento a disponibilità,
  equiparato lo stesso al trasferimento di ufficio ai fini
  dell'indennità (da rivalutare) e da non assoggettare a IRPEF.
  La medesima indennità viene prevista per gli uditori che
  permangano nelle suddette sedi oltre il biennio.
     Il dotto Saverio Felice MANNINO fa presente che
  attualmente si registrano 1107 vacanze nell'organico della
  magistratura e che il CSM è fortemente impegnato per far
  fronte ai problemi emersi nel corso della seduta; in
  particolare su 262 uditori recentemente assegnati 202 sono
  stati destinati a sedi dell'Italia meridionale ed è prossima
  la pubblicazione del nuovo bollettino per la copertura dei
  posti vacanti.  Osserva che il sistema della copertura
  d'ufficio è farraginoso e non ha altro effetto se non quello
  di rendere uniformi le scoperture.  In conclusione ritiene che
  per porre seriamente mano al problema è necessario avere il
  coraggio di affrontare le questioni di fondo.
     Il dottor Roberto PARZIALE fa presente che sono
  attualmente distribuiti nei vari uffici giudiziari 8959 posti,
  cui corrispondono i magistrati efettivamente in servizio con
  funzioni giudiziarie o giurisdizionali.  Circa 500 uditori sono
  in fase di tirocinio e il fenomeno dei fuori ruolo ammonta a
  circa 200 unità.  Auspica quindi che gli interventi sugli
  organici non vengano effettuati sulla spinta delle necessità
  contingenti ma siano pianificati in anticipo; sarebbe
  opportuno poter quanto prima disporre il trasferimento di
  ufficio con adeguate incentivazioni.
     Il dottor Carlo Adriano TESTI, ricorda che il Ministero si
  è seriamente impegnato per snellire negli ultimi anni le
  procedure del concorso per l'ingresso in magistratura.
     Il senatore Ferdinando IMPOSIMATO (gruppo
  progressisti-federativo) osserva che le difficoltà sono spesso
  legate a carenze strutturali e che è indispensabile procedere
  ad una revisione delle circoscrizioni giudiziarie, stabilire
  il principio del giudice monocratico in primo grado e ridurre
  il numero dei giudicanti in Corte di Appello.  Nell'immediato è
  tuttavia necessario stabilire incentivi, anche di carriera,
  per i magistrati che mostrassero disponibilità verso sedi
  disagiate, nonchè la possibilità di procedere a trasferimenti
  d'ufficio.  Chiede inoltre quali siano le reali ragioni dello
  sciopero degli avvocati in corso in questi giorni.
     Il senatore Girolamo TRIPODI (gruppo rifondazione
  comunista-progressisti) rammenta che molte sedi in cui la
  presenza della criminalità organizzata è massiccia e pressante
  sono prive del necessario personale e ciò determina talvolta
  l'impossibilità di svolgere i processi con conseguenti
  scarcerazioni per decorrenza dei termini.  Sottolinea quindi la
  drammaticità della situazione in atto a Reggio Calabria, i cui
  uffici giudiziari rischiano la paralisi.  E' necessario
  intervenire quanto prima sulle
 
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  situazioni di urgenza e non procedere ad una distribuzione del
  personale meramente proporzionale e non calibrata in relazione
  alle diverse realtà.  In conclusione chiede quali misure si
  intendano prendere per gli uffici giudiziari di Reggio
  Calabria.
     Il deputato Vittorio TARDITI (gruppo forza Italia)
  sottolinea la situazione di grave disagio in cui versa la vita
  giudiziaria per effetto del mancato rinvio della entrata in
  vigore delle nuove norme sul processo civile e, in
  particolare, di quelle relative al giudice di pace, che pure
  andrebbero considerate con favore se tale istituto non
  rischiasse di incrementare ulteriormente la burocrazia
  giudiziaria.  Mancano sedi per i giudici di pace e taluni
  uffici sono inesistenti.  La situazione diventerebbe
  insostenibile se i magistrati onorari accogliessero l'invito
  dell'Ordine degli avvocati a dimettersi.  Dopo aver concordato
  sulla necessità di stabilire il principio della monocraticità
  del giudice di primo grado, chiede se il Governo abbia
  valutato o meno l'opportunità di procedere ad un rinvio
  dell'entrata in vigore delle norme citate.
     Il deputato Marianna LI CALZI (gruppo forza Italia),
  soffermandosi sulla proposta elaborata dal gruppo di lavoro e
  precedentemente illustrata dal Presidente, fa presente che
  essa si propone di sopperire con urgenza alle situazioni di
  crisi di organico onde consentire lo svolgimento dei processi
  e precisa che tale proposta non è affatto sostitutiva di
  iniziative di più ampio respiro.
     Il deputato Antonio BELLONI (gruppo CCD) sottolinea lo
  stato di particolare malessere in cui versa il mondo
  giudiziario e ritiene che sostanzialmente l'introduzione del
  giudice di pace determini la riapertura delle preture chiuse
  nel 1989.  In realtà l'istituzione del giudice di pace è stata
  decisa per seguire la volontà volta a presidiare in modo
  puntuale il territorio.  Occorre a questo punto razionalizzare
  tutta l'organizzazione giudiziaria riducendo le inefficienze
  che appaiono palesi: non possono ad esempio essere affidate ad
  uditori giudiziari necessariamente inesperti funzioni troppo
  complesse e delicate.  Allo stesso modo non si può continuare
  ad inseguire il mito della inamovibilità perpetua dei
  magistrati: dopo un certo numero di anni sarebbe anzi
  auspicabile prevedere la possibilità di trasferimenti.
     Sottolinea poi che il giudice unico di primo grado è
  un'esigenza largamente avvertita, che condurrebbe al recupero
  di molti magistrati, e che analogamente occorrerebbe procedere
  alla limitazione della appellabilità, attualmente totale e
  indifferenziata, delle sentenze.  Il nostro Paese non si può
  permettere scioperi: in presenza di una situazione in cui
  occorrerebbe una quantità maggiore di personale, sono
  necessari interventi meditati, sia sul piano dei comportamenti
  sia su quello dei provvedimenti legislativi.
     Il senatore Renato MEDURI (gruppo alleanza nazionale)
  concorda con quanto appena esposto dal senatore Belloni, in
  primo luogo per quanto concerne la amovibilità dei magistrati.
  Chiede se data la lunghezza delle procedure concorsuali non
  sia possibile prendere in esame anche i pensionamenti che
  interverranno nel periodo necessario all'espletamento dei
  concorsi.  Chiede poi cosa si intenda fare per evitare la
  situazione di sospetto e di incertezza creatasi in zone quali
  quella di Reggio Calabria: sottolinea infatti che tale
  situazione è dovuta in primo luogo ai tempi estremamente
  lunghi dei procedimenti giudiziari, che alimentano voci del
  tutto incontrollabili.  Desidera segnalare che a questo
  proposito anche da parte di tutti i magistrati sarebbe
  opportuno attenersi al più doveroso riserbo.
     Il senatore Luigi RAMPONI (gruppo alleanza nazionale)
  sottolinea la funzione decisiva della giustizia: fino ad ora
  si è avuta comunque un'esperienza del tutto generale di
  cattivo funzionamento nel nostro Paese di tutta la struttura.
  Desidera sapere se i 9000 magistrati oggi presenti sono
  sufficienti, anche in prospettiva, per una corretta
  amministrazione della giustizia: qualora a ciò si dovesse dare
  una risposta negativa, ci sarebbe da chiedersi
 
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  come mai nel 1993 si siano aumentati gli organici in modo
  insufficiente.
     Sottolinea poi la centralità della giurisdizione civile:
  quando in tale settore si registra un intasamento si crea lo
  spazio per il dilagare dell'illegalità, sicchè non appare
  convincente neanche il deflusso di organici da un settore
  all'altro.  La situazione di grave difficoltà è quindi davanti
  agli occhi di tutti: la presente audizione dovrebbe fornire
  qualche elemento in grado di far capire quali sono i problemi
  che impediscono al settore della giustizia di darsi un assetto
  del tutto funzionale, anche in prospettiva.
     Il senatore Saverio DI BELLA (gruppo
  progressisti-federativo) sottolinea che il problema degli
  interventi settoriali - campo nel quale alcune cose sono state
  fatte - è essenzialmente diverso da quello della necessità di
  ridare razionalità a tutto il sistema giudiziario.  Gli
  organici sono oggi gravemente insufficienti di fronte ai nuovi
  carichi di lavoro, e gravi lacune sussistono anche sul piano
  dell'adeguatezza degli stanziamenti finanziari.  Occorre quindi
  che ci si renda conto in pieno della centralità del settore
  giudiziario, al quale devono essere assegnate risorse adeguate
  e congrue, che non possono essere tuttavia sottratte dal
  settore scolastico, altrettanto fondamentale per la formazione
  delle coscienze civili.
     Il Presidente Tiziana PARENTI, intervenendo brevemente,
  sottolinea che appare fondamentale una seria depenalizzazione
  per alleggerire insostenibili carichi di lavoro: non si può
  pensare che il numero dei magistrati finisca con l'inseguire
  l'aumento del numero dei reati.
     Il deputato Giacomo GARRA (gruppo forza Italia) condivide
  quanto espresso dal senatore Ramponi sulla centralità della
  giustizia civile.  Chiede poi se vi fosse effettivamente la
  necessità, nella legge istitutiva del giudice di pace, di
  stabilire l'appello  per saltum  rispetto alle sentenze di
  tale figura.  Invece che assegnare tale competenza ai
  tribunali, sarebbe sembrato molto più produttivo riportare
  tali appelli in Pretura, dato anche il presumibile ampliamento
  dei ruoli dei vice-pretori onorari.
     Il senatore Raffaele BERTONI (gruppo
  progressisti-federativo) osserva anzitutto che le questioni da
  affrontare dovrebbero riguardare in primo luogo la competenza
  della Commissione: esse potranno essere ulteriormente
  sviluppate nell'audizione di domani, sempre comunque tenendo
  presente che le risorse a disposizione sono limitate e che
  esse vanno indirizzate verso le zone di maggiore sofferenza.
  Chiede quindi se le piante organiche possano essere riviste
  per ampliare gli organici delle zone a maggiore presenza della
  criminalità organizzata, se il CSM possa adottare una delibera
  che preveda una generale priorità di trattazione per i
  processi di mafia, se il CSM possa adottare un'altra delibera
  che preveda il divieto di qualunque scopertura di organico
  nelle sedi a forte presenza della criminalità organizzata, e
  se sia possibile bloccare i trasferimenti dalle sedi a rischio
  a quelle per modo di dire più tranquille, incentivando nel
  contempo i trasferimenti opposti.  Chiede infine se siano
  rispondenti al vero le notizie su presunti trasferimenti di
  personale dalla Procura della Repubblica di Milano.
     Il dottor Carlo Adriano TESTI osserva che nel corso del
  dibattito sono stati sollevati problemi di spessore assai
  rilevante la cui soluzione andrebbe affidata al legislatore.
  L'organico della magistratura è stato incrementato
  notevolmente negli ultimi anni e, tuttavia, a fronte delle
  necessità esistenti esso è ancora insufficiente.  Dopo aver
  rammentato che nel solo 1994 sono state assegnate 17 unità
  agli uffici giudiziari di Reggio Calabria, ritiene che il
  malessere in atto nel mondo giudiziario è determinato da un
  complesso di ragioni che dovrebbero essere affrontate con
  riforme di fondo.  Il Ministero è favorevole ad una riduzione
  del numero dei magistrati fuori ruolo ed ha elaborato un
  progetto di rimodulazione delle strutture ministeriali; per
  quanto concerne la questione degli assistenti giudiziari
  sottratti alla Procura di
 
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  Milano fa presente che tale Procura ha, anche dopo tale
  evento, un soprannumero di dieci assistenti giudiziari e che
  gli uffici del giudice di pace cui le citate unità sono state
  assegnate erano totalmente privi di personale.  Ritiene che la
  proposta illustrata dal Presidente possa rappresentare un
  valido contributo alla soluzione di un problema urgente e,
  dopo aver ribadito che gli uffici non sono carenti di
  personale ma che, piuttosto, i problemi derivano
  dall'incremento degli uffici stessi, fa presente nuovamente
  che il Ministero ha posto in essere un concreto e rilevante
  sforzo per far fronte ai problemi emersi nel corso della
  seduta.
     Il dottor Giuseppe FALCONE osserva che, per effetto del
  blocco delle assunzioni, i problemi dell'amministrazione della
  giustizia sono di soluzione ancora più difficile e sottolinea
  il particolare rilievo politico della questione.
     Il dottor Saverio Felice MANNINO rammenta che il CSM
  svolge un costante lavoro di programmazione, ha già assegnato
  500 uditori e fa presente che il rapporto nazionale di
  scopertura è pari all'11,8 per cento.  Il CSM svolge un'azione
  di amministrazione attiva sulla base degli indici di lavoro
  dei vari uffici giudiziari ed ha eliminato taluni momenti
  burocratici che impedivano un'efficace azione.  Dopo aver fatto
  presente che gli organici degli uffici giudiziari di Reggio
  Calabria sono coperti, rammenta che sono organi programmatori
  anche la Procura della Repubblica e la Presidenza della Corte
  d'Appello per gli spostamenti endodistrettuali, la cui utilità
  si manifesta spesso con ogni evidenza.
     In conclusione ribadisce che il CSM riserva la massima
  attenzione alle problematiche emerse nel corso del
  dibattito.
     Il Presidente Tiziana PARENTI ringrazia gli intervenuti
  per la collaborazione prestata ai lavori della Commissione.
 
     La seduta termina alle 20,45.
 
                              Pag. 124
 
 
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