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Testi integrali degli Atti Parlamentari della XII Legislatura

Documento


101131
STC0049-0007
COMMISSIONE PARLAMENTARE D'INCHIESTA SUL FENOMENO DELLA MAFIA Resoc. Stenogr. n. 49 del 9 maggio 1995 (STC12-MAF-49)
(suddiviso in 46 Unità Documento)
Unità Documento n.7 (che inizia a pag.1270 dello stampato)
...Audizione del dottor Saverio Felice Mannino, membro del Consiglio superiore della magistratura, del dottor Carlo Adriano Testi, direttore generale, del dottor Giuseppe Falcone, capo della segreteria, e del dottor Roberto Parziale, ...
SAVERIO FELICE MANNINO, Membro del Consiglio superiore della magistratura.
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE TIZIANA PARENTI
ZZSTC ZZSTC090595 ZZSTC950509 ZZSTC000595 ZZSTC000095 ZZSTC49 ZZMAF ZZMAF090595 ZZMAF950509 ZZMAF000595 ZZMAF000095 ZZMAF49 ZZ12
    SAVERIO FELICE MANNINO,  Membro del Consiglio
  superiore della magistratura.  Esprimo alla Commissione le
  scuse per il
 
                             Pag. 1271
 
  breve ritardo, al quale sono stato costretto da un
  contrattempo.
     Attualmente si registrano 1.107 vacanze in organico su
  8.900 magistrati, una vacanza cronica, che i concorsi in corso
  di espletamento non potranno riuscire a colmare perché,
  considerando le more dell'espletamento, avremo 600 magistrati
  scaglionati in 4 o 5 anni a partire da due anni da oggi; le
  carenze coperte saranno soppiantate da nuove carenze, pertanto
  la situazione attuale rimarrà prevedibilmente inalterata.
     Il Consiglio superiore della magistratura ha provveduto,
  in merito a questi 1.107 posti vacanti, con due pubblicazioni
  annuali, previste dalla circolare sui trasferimenti,
  procedendo all'assegnazione di 262 uditori, 202 dei quali (una
  percentuale del 75 per cento) sono andati al sud.  Abbiamo poi
  provveduto alla formazione del secondo bollettino (il primo
  era di novembre, questo è del maggio 1994); lo abbiamo portato
  alla seduta plenaria del Consiglio, ma poi è tornato in
  commissione perché vogliamo studiare un sistema tecnico per
  ridurre a 10 le domande attive per ciascun magistrato (le
  cinque nuove che possono essere proposte e le cinque vecchie
  che possono essere "trascinate").  In ogni caso rispetteremo il
  termine del mese di maggio come periodo per l'emanazione del
  bollettino del quale ho una bozza e che, insieme ad una bozza
  della relazione che lo accompagna - che ho elaborato
  personalmente -, posso lasciare a disposizione della
  Commissione antimafia.  Dei 400 posti previsti dal bollettino,
  176 (il 44 per cento) riguardano il centro nord e 224 (il 56
  per cento) il sud.  Con questo riteniamo di avere destinato per
  tre quarti al sud la copertura reale, costituita dagli
  uditori.
     Confermo in pieno la relazione del collega Testi
  relativamente al fatto che non si possono pubblicare più di
  400 posti su 1.176.  Va precisato che tale cifra si riferisce a
  quelli rimasti dopo l'invio degli uditori; prima, infatti
  erano 1.380; ora sono rimasti vacanti 1.107 posti.  I 400 posti
  pubblicati non sono una copertura reale, ma un'utilizzazione
  indiretta della mobilità naturale dei magistrati per cercare
  di adeguare di volta in volta la pianta organica alle esigenze
  di trattazione dei processi.  In sostanza, suppliamo ad una
  carenza alla quale dovrebbero provvedere, con opportune
  riforme di fondo, il ministero e, sopratutto, il Parlamento,
  per riformare il concorso e l'uditorato e per creare una
  scuola.  In proposito, abbiamo accolto con vivo favore ed
  esprimeremo il nostro parere sul progetto relativo alla Scuola
  superiore della magistratura, che potrebbe consentire di
  avere, sempre pronti, magistrati che non si addestrino durante
  l'attività, ma siano già in grado di entrare nei ruoli man
  mano che le vacanze si determinano.
     Un sistema come il nostro può sopportare 200 o 300
  vacanze, non di più: quando si arriva a 1.100, siamo
  praticamente al collasso.  Il Consiglio, comunque, con questa
  copertura che definirei puramente formale non fa che
  ridisegnare semestralmente la pianta organica per cercare di
  spostare solo i magistrati che siano disponibili nelle sedi
  ambite.
     Per quanto riguarda la copertura d'ufficio, il sistema è
  farraginoso e funziona come quello dei vasi comunicanti: si
  tende a livellare le carenze da un ufficio all'altro in modo
  da rendere uniformi le scoperture.  Si cerca cioè di consentire
  a tutti di lavorare alla meno peggio, lasciando a ciascuno
  comunque una percentuale di scopertura rispetto alla
  situazione ottimale.
     Il presidente ha letto il progetto di decreto-legge che
  avevamo elaborato; c'eravamo riservati di elaborare
  un'ulteriore proposta, ma non abbiamo potuto farlo in modo
  adeguato (la redazione del bollettino ha richiesto un certo
  sforzo).  Il provvedimento comunque mi sembra possa essere
  esteso a tutte le ipotesi di copertura d'ufficio.  La
  legislazione esistente riguarda la copertura delle corti
  d'appello, sulla base di una legge del 1966 modificata nel
  1981 e nel 1991; poi c'è la legge n. 356 del 1991 con la quale
  si stabilisce la copertura d'ufficio sulla base del sistema
  dei vasi comunicanti.  Tutte queste leggi, in particolare
  l'ultima che ho citato, prevedono incentivazioni: quando i
  posti vengono pubblicati più di due volte, chi accetta il
  trasferimento
 
                             Pag. 1272
 
  per più di quattro anni ha poi la preferenza per
  tornare nella sede; altri incentivi, consistenti in punteggi
  aggiuntivi, sono stati creati con delle circolari, ma non
  crediamo molto a questa possibilità, poiché attraverso
  avvicinamenti vari si riesce sempre per arrivare dove si
  preferisce, quindi il sistema di rimanere in un posto per poi
  avere la preferenza, considerata anche l'approssimazione con
  cui l'amministrazione risponde a queste promesse, non ha
  rappresentato un incentivo reale.
     Per quanto riguarda gli uditori, si pone il problema di
  dar loro incentivi reali, quali, per esempio, biglietti
  gratuiti per viaggi aerei, (ritenendoli viaggi compiuti per
  ragioni d'ufficio) ma soprattutto bisogna avere il coraggio di
  affrontare le riforme di fondo.  Il sistema della giustizia
  così com'è non funziona, considerando anche che le strutture e
  il processo vanno di pari passo.  A cinque anni dalla riforma,
  infatti, abbiamo ancora un processo eccessivamente farraginoso
  che realizza più penosità di pendenza che risposta di
  giustizia.
 
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