| SAVERIO FELICE MANNINO, Membro del Consiglio
superiore della magistratura. Esprimo alla Commissione le
scuse per il
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breve ritardo, al quale sono stato costretto da un
contrattempo.
Attualmente si registrano 1.107 vacanze in organico su
8.900 magistrati, una vacanza cronica, che i concorsi in corso
di espletamento non potranno riuscire a colmare perché,
considerando le more dell'espletamento, avremo 600 magistrati
scaglionati in 4 o 5 anni a partire da due anni da oggi; le
carenze coperte saranno soppiantate da nuove carenze, pertanto
la situazione attuale rimarrà prevedibilmente inalterata.
Il Consiglio superiore della magistratura ha provveduto,
in merito a questi 1.107 posti vacanti, con due pubblicazioni
annuali, previste dalla circolare sui trasferimenti,
procedendo all'assegnazione di 262 uditori, 202 dei quali (una
percentuale del 75 per cento) sono andati al sud. Abbiamo poi
provveduto alla formazione del secondo bollettino (il primo
era di novembre, questo è del maggio 1994); lo abbiamo portato
alla seduta plenaria del Consiglio, ma poi è tornato in
commissione perché vogliamo studiare un sistema tecnico per
ridurre a 10 le domande attive per ciascun magistrato (le
cinque nuove che possono essere proposte e le cinque vecchie
che possono essere "trascinate"). In ogni caso rispetteremo il
termine del mese di maggio come periodo per l'emanazione del
bollettino del quale ho una bozza e che, insieme ad una bozza
della relazione che lo accompagna - che ho elaborato
personalmente -, posso lasciare a disposizione della
Commissione antimafia. Dei 400 posti previsti dal bollettino,
176 (il 44 per cento) riguardano il centro nord e 224 (il 56
per cento) il sud. Con questo riteniamo di avere destinato per
tre quarti al sud la copertura reale, costituita dagli
uditori.
Confermo in pieno la relazione del collega Testi
relativamente al fatto che non si possono pubblicare più di
400 posti su 1.176. Va precisato che tale cifra si riferisce a
quelli rimasti dopo l'invio degli uditori; prima, infatti
erano 1.380; ora sono rimasti vacanti 1.107 posti. I 400 posti
pubblicati non sono una copertura reale, ma un'utilizzazione
indiretta della mobilità naturale dei magistrati per cercare
di adeguare di volta in volta la pianta organica alle esigenze
di trattazione dei processi. In sostanza, suppliamo ad una
carenza alla quale dovrebbero provvedere, con opportune
riforme di fondo, il ministero e, sopratutto, il Parlamento,
per riformare il concorso e l'uditorato e per creare una
scuola. In proposito, abbiamo accolto con vivo favore ed
esprimeremo il nostro parere sul progetto relativo alla Scuola
superiore della magistratura, che potrebbe consentire di
avere, sempre pronti, magistrati che non si addestrino durante
l'attività, ma siano già in grado di entrare nei ruoli man
mano che le vacanze si determinano.
Un sistema come il nostro può sopportare 200 o 300
vacanze, non di più: quando si arriva a 1.100, siamo
praticamente al collasso. Il Consiglio, comunque, con questa
copertura che definirei puramente formale non fa che
ridisegnare semestralmente la pianta organica per cercare di
spostare solo i magistrati che siano disponibili nelle sedi
ambite.
Per quanto riguarda la copertura d'ufficio, il sistema è
farraginoso e funziona come quello dei vasi comunicanti: si
tende a livellare le carenze da un ufficio all'altro in modo
da rendere uniformi le scoperture. Si cerca cioè di consentire
a tutti di lavorare alla meno peggio, lasciando a ciascuno
comunque una percentuale di scopertura rispetto alla
situazione ottimale.
Il presidente ha letto il progetto di decreto-legge che
avevamo elaborato; c'eravamo riservati di elaborare
un'ulteriore proposta, ma non abbiamo potuto farlo in modo
adeguato (la redazione del bollettino ha richiesto un certo
sforzo). Il provvedimento comunque mi sembra possa essere
esteso a tutte le ipotesi di copertura d'ufficio. La
legislazione esistente riguarda la copertura delle corti
d'appello, sulla base di una legge del 1966 modificata nel
1981 e nel 1991; poi c'è la legge n. 356 del 1991 con la quale
si stabilisce la copertura d'ufficio sulla base del sistema
dei vasi comunicanti. Tutte queste leggi, in particolare
l'ultima che ho citato, prevedono incentivazioni: quando i
posti vengono pubblicati più di due volte, chi accetta il
trasferimento
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per più di quattro anni ha poi la preferenza per
tornare nella sede; altri incentivi, consistenti in punteggi
aggiuntivi, sono stati creati con delle circolari, ma non
crediamo molto a questa possibilità, poiché attraverso
avvicinamenti vari si riesce sempre per arrivare dove si
preferisce, quindi il sistema di rimanere in un posto per poi
avere la preferenza, considerata anche l'approssimazione con
cui l'amministrazione risponde a queste promesse, non ha
rappresentato un incentivo reale.
Per quanto riguarda gli uditori, si pone il problema di
dar loro incentivi reali, quali, per esempio, biglietti
gratuiti per viaggi aerei, (ritenendoli viaggi compiuti per
ragioni d'ufficio) ma soprattutto bisogna avere il coraggio di
affrontare le riforme di fondo. Il sistema della giustizia
così com'è non funziona, considerando anche che le strutture e
il processo vanno di pari passo. A cinque anni dalla riforma,
infatti, abbiamo ancora un processo eccessivamente farraginoso
che realizza più penosità di pendenza che risposta di
giustizia.
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