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Testi integrali degli Atti Parlamentari della XII Legislatura

Documento


101132
STC0049-0008
COMMISSIONE PARLAMENTARE D'INCHIESTA SUL FENOMENO DELLA MAFIA Resoc. Stenogr. n. 49 del 9 maggio 1995 (STC12-MAF-49)
(suddiviso in 46 Unità Documento)
Unità Documento n.8 (che inizia a pag.1272 dello stampato)
...Audizione del dottor Saverio Felice Mannino, membro del Consiglio superiore della magistratura, del dottor Carlo Adriano Testi, direttore generale, del dottor Giuseppe Falcone, capo della segreteria, e del dottor Roberto Parziale, ...
ROBERTO PARZIALE, Magistrato addetto alla segreteria dell'organizzazione giudiziaria e degli affari generali del.
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE TIZIANA PARENTI
ZZSTC ZZSTC090595 ZZSTC950509 ZZSTC000595 ZZSTC000095 ZZSTC49 ZZMAF ZZMAF090595 ZZMAF950509 ZZMAF000595 ZZMAF000095 ZZMAF49 ZZ12
    ROBERTO PARZIALE,  Magistrato addetto alla segreteria
  dell'organizzazione giudiziaria e degli affari generali del
  Ministero di grazia e giustizia.  Un vecchio problema che
  ricorre sempre con riferimento ai dati concernenti l'organico
  della magistratura è che non si riesce a capire perché i dati
  forniti dalle varie fonti non collimino mai tra loro.  In
  realtà non è che si perda da qualche parte una parte del
  personale: il problema riguarda le modalità di determinazione
  di queste scoperture.
     I dati offerti poco fa dal presidente Testi si riferiscono
  all'organico della magistratura che, come per tutte le
  strutture dell'amministrazione pubblica, viene definito con
  legge e stabilisce il numero massimo dei soggetti che possono
  essere contemporaneamente presenti e per i quali lo Stato è
  legittimato a pagare una retribuzione.  Dall'altra parte vi
  sono i posti della magistratura distribuiti negli uffici
  giudiziari.
     Dopo l'ultimo aumento del 1993, l'organico della
  magistratura è composto da 9.109 unità; quello degli uffici
  giudiziari è invece composto da 8.959 unità, perché vi è un
  contingente di 150 posti riservato agli uditori che, come
  prevede l'ordinamento giudiziario, non possono svolgere
  direttamente funzioni giurisdizionali fin tanto che non
  vengano favorevolmente valutati dopo aver effettuato un
  periodo di tirocinio che, secondo le ultime disposizioni, deve
  essere di durata non inferiore a 13 mesi.  A fronte di questo,
  occorre poi verificare quanti soggetti sono effettivamente in
  servizio e quanti lo sono negli uffici giudiziari con funzioni
  giurisdizionali o giudiziarie (a seconda che siano giudicanti
  o requirenti).
     E' necessario intanto partire dal presupposto che gli
  uditori giudiziari, pur essendo nell'organico della
  magistratura perché sono stati assunti, svolgono il periodo di
  tirocinio: attualmente sono in questa situazione circa 500
  magistrati, 250 dei quali hanno preso servizio un mese fa e
  gli altri 250, già in servizio, assumeranno le funzioni
  giurisdizionali, dopo l'estate, negli uffici di destinazione.
  E' evidente che allo stato questi posti sono tutti vacanti, ma
  non può non essere così, perché se non ci fossero posti
  vacanti non si sarebbe potuto procedere alle assunzioni.
     Va poi considerato che il divario fra il personale in
  servizio nell'organico della magistratura e quello negli
  uffici giudiziari sconta il fenomeno dei fuori ruolo, che
  riguarda gli incarichi dei magistrati addetti al Ministero di
  grazia e giustizia, come nel nostro caso, i componenti eletti
  al CSM, i parlamentari, i consiglieri regionali, i presidenti
  delle regioni, i magistrati collocati fuori ruolo presso le
  Commissioni parlamentari, presso il SECIT.  Questo numero, che
  viene sempre un po' gonfiato, attualmente ammonta a 200 unità,
  pari a circa il 2,5 per cento dell'organico complessivo della
  magistratura (considerando i posti effettivamente coperti).
     Passando ad indicare cifre più chiare, non posso non
  constatare come ci troviamo di fronte ad una situazione per
  cui, rispetto ai 9.109 posti previsti nell'organico della
  magistratura (si tratta di una rilevazione aggiornata a
  qualche giorno fa),
 
                             Pag. 1273
 
  sono in servizio 8.488 magistrati.  I posti scoperti
  riguardano, pertanto, circa 650 unità, con riferimento alle
  quali sono in corso di svolgimento procedure concorsuali per
  un totale di 611 unità.  Nel prossimo mese di luglio, inoltre,
  sarà attivata un ulteriore procedura concorsuale per circa 300
  posti.  In sostanza, stiamo cercando di recuperare il
  décalage  connesso all'aumento di organico avvenuto
  dapprima nel 1989, con 1058 unità, e successivamente nel 1993,
  con 600 unità.
     Occorre considerare che la struttura del concorso per
  uditore giudiziario è rimasta sostanzialemnte inalterata
  rispetto a quella del periodo immediatamente successivo alla
  guerra.  All'epoca, il numero medio dei soggetti che
  partecipava a questo tipo di procedura concorsuale superava
  difficilmente le 500 unità; attualmente, invece, partecipano
  al concorso non meno di 7-8.000 candidati.  Ne consegue che il
  solo strumento di selezione - la procedura concorsuale,
  appunto - comporta un dispendio di circa 3 anni, periodo al
  quale vanno aggiunti i 13 mesi dedicati al tirocinio.  Ciò
  significa che ad ogni aumento di organico, l'effetto utile per
  la magistratura non può che necessariamente verificarsi a
  distanza di 4 anni-4 anni e mezzo dal momento della
  definizione dell'organico.  Questa è la ragione per la quale
  occorrerebbe invertire l'ottica dell'intervento finalizzato
  all'aumento dell'organico, nel senso cioè di intervenire non
  quando ormai si sono create situazioni di necessità, dal
  momento che a queste ultime, ferma restando l'attuale
  situazione, daremmo comunque una risposta ed una soluzione con
  4 anni di ritardo.  Occorre, al contrario, guardare al futuro,
  anticipando i problemi e pianificando la necessaria attività
  per reclutare personale specializzato destinato a svolgere
  funzioni specifiche.
     Per quanto riguarda l'individuazione del provvedimento che
  potrebbe essere complessivamente adottato per venire incontro
  alle esigenze contingenti di alcuni uffici, si è detto che la
  soluzione potrebbe essere riferita al meccanismo di
  identificazione, da porre in essere da parte del Consiglio,
  delle sedi verso le quali orientare i trasferimenti di
  ufficio, legandolo ad iniziative di incentivazione.  E'
  evidente che, quando si parla di incentivazione in sé e per sé
  considerata, prescindendo cioè dalla previsione di un
  qualsivoglia beneficio economico, anche minimo,
  l'incentivazione stessa difficilmente può risultare
  appetibile, soprattutto in considerazione del fatto che si
  tratta comunque di soggetti che dovrebbero trasferire la
  propria residenza e, spesso, le proprie famiglie, con tutto
  ciò che questo significa in Italia.
     Va tuttavia tenuto presente che attualmente questo tipo di
  problemi viene già affrontato e risolto mediante il meccanismo
  dell'applicazione.  Per valutare anche l'impatto di tipo
  economico che potrebbe determinare il tipo di soluzione
  prevista - l'attribuzione di un'indennità in una misura che
  sarà poi determinata, tenendo anche conto dell'incidenza del
  sistema fiscale - occorre considerare che qualsiasi
  applicazione comporta per ogni magistrato una spesa media
  quantificabile in circa 400 mila lire al giorno.  Ciò significa
  che l'applicazione di un magistrato per un mese ha un costo
  normalmente compreso tra i 9 e i 10 milioni, considerando il
  rimborso delle spese di albergo, per i pasti e quello - pro
  quota - relativo alle spese di viaggio che competono al
  beneficiario a seconda del tipo di applicazione di volta in
  volta scelto.
     Nella valutazione del tipo di indennità, occorre tener
  presente che, per così dire, si stabilizza un soggetto, il
  quale per un certo numero di anni rimane in un determinato
  posto, al contrario di quanto accade per il magistrato
  applicato, il quale dà un apporto contingente, nel senso cioè
  di risultare utile per cose di piccolo momento.  Del resto, le
  stesse norme sull'applicazione prevedono specificamente che i
  magistrati applicati non debbano essere utilizzati per quelle
  procedure di particolare complessità la cui durata fosse in
  qualche modo in rapporto di contraddizione logica con
  l'applicazione stessa.  Sta di fatto che questo principio
  spesso non trova applicazione, dal momento che la quasi
  totalità dei procedimenti avviati in
 
                             Pag. 1274
 
  alcune regioni per i quali è necessaria l'applicazione dei
  magistrati sono procedimenti per criminalità organizzata o
  mafiosa il cui svolgimento, per definizione, non potrà mai
  essere particolarmente breve o rapido.  Dal punto di vista
  economico, pertanto, il rapporto andrebbe posto tra un costo
  mensile di 9-10 milioni ed un costo che potrebbe essere
  stimato tra i 2 e i 3 milioni.
 
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