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Testi integrali degli Atti Parlamentari della XII Legislatura

Documento


101135
STC0049-0011
COMMISSIONE PARLAMENTARE D'INCHIESTA SUL FENOMENO DELLA MAFIA Resoc. Stenogr. n. 49 del 9 maggio 1995 (STC12-MAF-49)
(suddiviso in 46 Unità Documento)
Unità Documento n.11 (che inizia a pag.1275 dello stampato)
...Audizione del dottor Saverio Felice Mannino, membro del Consiglio superiore della magistratura, del dottor Carlo Adriano Testi, direttore generale, del dottor Giuseppe Falcone, capo della segreteria, e del dottor Roberto Parziale, ...
GIROLAMO TRIPODI.
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE TIZIANA PARENTI
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    GIROLAMO TRIPODI.  Ho ascoltato con attenzione le
  esposizioni del presidente Testi, del presidente Falcone, del
  presidente Mannino e del dottor Parziale.  Avevamo l'esigenza
  di conoscere e di trovare il modo di affrontare certi
  problemi; un'esigenza che nasce soprattutto dalla drammaticità
  in cui versano alcune sedi giudiziarie, dove sono
  particolarmente presenti le organizzazioni mafiose (si
  chiamino 'ndrangheta, Cosa nostra, camorra o Sacra corona
  unita).  In queste sedi, per mancanza di personale, si rischia
  di non poter celebrare alcuni maxiprocessi contro centinaia di
  imputati.  Ci sono migliaia di imputati che possono
  riacquistare la libertà per decorrenza dei termini - caro
  presidente - a causa del fatto che non è possibile proseguire
  nel procedimento, come sarebbe indispensabile.
     Pensavamo di ottenere qualche risposta su questi problemi.
  A dire il vero - mi dovete scusare la franchezza - non l'ho
  trovata, mentre invece si è svolta più una discussione sulla
  situazione attuale e sulla distribuzione dei settemila
  magistrati e dell'altro personale.  Anzi, del personale di
  cancelleria, degli assistenti giudiziari non si è parlato
  affatto; si è parlato solo dei magistrati, ma ritengo che il
  problema non sia costituito solo dall'assenza di magistrati ma
  anche da quella del personale di ogni tipo, fino alla
  dattilografa, ai segretari e così via.
 
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     Da parte dei rappresentanti del ministero non è emerso
  soprattutto il fatto che questo preoccupante scenario è
  sollevato spesso in tutte le sedi da parte dei magistrati, che
  lì operano in numero molto ristretto, lavorando notte e giorno
  nel tentativo di ripristinare la legalità dove le
  organizzazioni criminali in questo momento dominano ai danni
  della collettività.
     A questo punto, poiché non posso svolgere considerazioni
  che richiederebbero molto tempo, voglio solo richiamare il
  caso della sede di Reggio Calabria, perché credo sia la sede
  nella quale vi è particolarmente una situazione in cui si
  rischia la paralisi ed il fallimento dello Stato.  Capisco che
  lo Stato possa anche assumersi la responsabilità di non
  corrispondere a queste esigenze con gli strumenti adeguati per
  poter combattere la criminalità organizzata, ma gli
  inquirenti, magistrati e forze dell'ordine, dopo aver svolto
  un ottimo lavoro, rischiando più volte la loro vita, si
  trovano poi di fronte a questa realtà, di fronte al rischio
  che vinca la delinquenza organizzata: non vince lo Stato, non
  vince il diritto, non vince la democrazia, non vince la
  civiltà!
     I problemi di queste sedi sono stati sollecitati più
  volte; abbiamo acquisito delle note, anche nel corso di una
  nostra visita a Reggio Calabria e poi anche in altre regioni.
  Vi leggiamo l'allarme lanciato da questi magistrati e si
  tratta di documenti pervenuti anche a voi, sia al ministero
  sia al CSM.  Comunque, su questo problema le misure adottate
  non sono state adeguate, non hanno modificato la drammaticità
  della situazione.  Per esempio, abbiamo una procura
  distrettuale composta di cinque unità, di fronte a circa
  tremila indagati (certe indagini sono ormai definite) e di
  fronte a circa 1.250 indagini in corso.  Non soltanto è
  difficile celebrare i processi, ma è anche difficile istruire
  le richieste.  Come loro sanno - non scopro niente - la procura
  distrettuale di Reggio Calabria ha avanzato al GIP richieste
  di istruzione riguardanti oltre 500 persone indagate per
  affiliazione alle organizzazioni mafiose e per gravi reati
  (sono stati scoperti i responsabili di tutti gli omicidi del
  periodo della guerra di mafia a Reggio Calabria: più di 500
  persone assassinate solo a Reggio Calabria, oltre 1.000 in
  tutta la provincia).  Questa richiesta è stata avanzata nel
  mese di novembre e ad essa non è stato dato seguito perché
  mancano persino i GIP.  Tanto per citare un fatto paradossale,
  nonostante la carenza di cui ho parlato, nonostante la
  mancanza di GIP, la dottoressa Iside Russo è stata trasferita
  ad un altro ufficio, mi pare alla corte d'appello.
     In questi anni, è stata effettuata a Reggio Calabria una
  serie di trasferimenti, per molti aspetti veramente anomali,
  da certi uffici, cioè dal tribunale alla sezione civile, alla
  procura, e così via, cioè trasferimenti da un settore
  all'altro.  Eppure, in questa città occorrevano perlomeno
  magistrati che potessero dar corso alle richieste da parte dei
  pubblici ministeri (mi riferisco sempre alla carenza di GIP).
  Per non ricordare le carenze dell'organico del tribunale di
  Reggio Calabria.  Come dicevo, a Reggio Calabria si devono
  celebrare 15 processi per mafia, che riguardano migliaia e
  migliaia di persone (elencate in queste note che sono state
  indirizzate sia agli organi ministeriali sia al CSM).
     Allora, se le cose stanno in questo modo, come è possibile
  che a livello di ministero non ci sia alcuna preoccupazione e
  si manifesti una certa rassegnazione? "La situazione è quella
  che è.  Abbiamo questa realtà ed abbiamo cercato di tener conto
  delle varie esigenze di organico in questa mappa delle
  strutture giudiziarie".  Mi pare che ragionando in questo modo
  venga ancora perseguita una logica di distribuzione che è
  soltanto meccanica, perché non è rapportata alle esigenze
  particolari e peculiari delle varie realtà giudiziarie.  Reggio
  Calabria o Palermo o Catanzaro, insomma sedi di questo genere,
  sono altra cosa: l'organico di Firenze, di Bologna o di
  Venezia - tanto per fare un esempio - non può essere
  considerato alla stessa stregua di quello di queste sedi.  Se a
  Reggio Calabria ci sono 4.000 tra imputati e indagati
  appartenenti alla criminalità organizzata, è evidente che non
  si può pensare che vi siano le stesse esigenze di
 
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  Firenze o di un'altra città di questo tipo.  Presidente Testi -
  mi rivolgo a lei in quanto responsabile di questo settore -
  bisogna cambiare tutto il meccanismo.  Anche per quanto
  riguarda la proposta di legge sugli incentivi che dovrebbe
  dare lo Stato - su cui sono d'accordo - si pone il problema di
  cambiare indirizzo.  Così come bisogna cambiare indirizzo per
  quanto riguarda l'utilizzazione di magistrati, perché credo si
  debba cercare di ridurre il numero dei 200 magistrati che
  attualmente non svolgono le proprie funzioni.  Se abbiamo
  bisogno di magistrati perché la casa brucia, è lì che dobbiamo
  intervenire.  E credo che la casa bruci a Reggio Calabria, a
  Palermo, a Caltanissetta, a Messina, a Catanzaro, a Napoli, a
  Salerno, in tutte queste sedi!  Naturalmente, se si vuole
  combattere la mafia...!
     Colgo quest'occasione, presidente, per questo che non
  vorrei fosse considerato uno sfogo.  Vogliamo cogliere
  quest'occasione per discutere con lei ed anche con il
  presidente della commissione del CSM, il dottor Mannino, che
  salutiamo con piacere (oltretutto è di Reggio Calabria e
  conosce questa situazione, anzi l'ha vissuta, tant'è vero che
  aveva fatto richiesta di trasferimento ad un'altra sede perché
  si trovava nell'impossibilità di lavorare concretamente).
     Credo che vada modificata questa situazione e quindi
  intanto vogliamo sapere quali misure verranno prese per Reggio
  Calabria, per risolvere questi problemi, per dare coraggio a
  questi magistrati e metterli in condizione di poter
  lavorare.
     Seconda questione.  Quali misure possono essere assunte per
  superare meccanismi ormai logori, come quello
  dell'assegnazione in base al criterio della popolazione?  Sulla
  base della popolazione del distretto si assegna un certo
  numero di magistrati.  Siccome la provincia di Reggio Calabria
  ha una popolazione complessiva di 550 mila abitanti, è
  considerata una piccola provincia e quindi, secondo questo
  meccanismo, ad essa vengono assegnati pochi magistrati.  Ma a
  Reggio Calabria abbiamo seimila affiliati alla mafia, che
  arrivano a 50 mila con tutto il resto!  E' un pericolo non solo
  per Reggio Calabria ma per l'intera nazione, perché la
  'ndrangheta di Reggio Calabria è a Roma, è a Milano, è in
  Piemonte, a Bardonecchia - come abbiamo visto l'altro giorno -
  ed è anche in America, in Australia ed in altri paesi.
     Di fronte a questa situazione, vorrei sapere cosa
  intendiate fare, quali risposte si danno a questi magistrati,
  quali risposte si danno alla collettività che aspetta
  giustizia.  Questo è quel che chiediamo in questo momento.
  Leggevo oggi sul giornale che la procura distrettuale
  antimafia di Milano sostiene di non poter andare avanti perché
  mancano gli assistenti.  Ecco, credo che sia necessaria una
  selezione degli interventi e degli impegni e prendere tutte le
  misure necessarie.  Cosa è più importante?  E' più importante
  avere una situazione così frastagliata, così frammentata o
  avere invece strumenti efficaci in certe zone, dove con la
  presenza dello Stato, attraverso l'autorità giudiziaria, è
  possibile colpire, dare un contributo alla lotta alla
  criminalità organizzata?  Se si vuole fare questo, lo si fa; se
  non lo si vuole fare, è un altro discorso.  Domani ascolteremo
  il ministro e discuteremo anche di questi problemi, perché
  certamente il ministro deve occuparsi delle inchieste, ma
  anche di questi argomenti (può occuparsi anche di inchieste,
  quando sono giuste, e non lo sono certamente quelle che ha
  promosso).
     Comunque, per quanto riguarda questi problemi, credo che
  anche l'organo tecnico ed il CSM debbano dare risposte.  Sono
  questi i problemi che pensiamo si debbano affrontare, problemi
  nei confronti dei quali non crediamo sia sufficiente la
  semplice attenzione; piuttosto, bisogna avere uno scatto per
  rovesciare i meccanismi e dare anche a queste sedi la
  possibilità di funzionare.
 
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