| LUIGI RAMPONI. Vorrei ritornare alle origini del
problema, convinto, come sono che la giustizia ed il
funzionamento della stessa siano il primo pilastro di una
società, e che la funzione del giudice sia la più importante.
La società, gli uomini si uniscono per difendersi dai pericoli
e per avere giustizia. Non vi è dubbio che dovunque noi si sia
stati si è avuta, da parte degli addetti alla giustizia,
testimonianza di una carenza obiettiva della possibilità di
rispondere alle esigenze della giustizia. Nella mia vita,
tutte le volte che ho assistito all'apertura dell'anno
giudiziario ho sentito sistematicamente denunciare terribili
arretrati, quasi che i magistrati non dovessero rendere conto
alla società di quello che facevano, ma dovessero
continuamente, ripetutamente, almeno da 10 o 15 anni a questa
parte, parlare di funzione non svolta.
Le domande che intendo rivolgervi riguardano l'organico e
la struttura. Non entro nel merito di tutta la problematica
interna, che è già stata molto bene affrontata sia dai nostri
ospiti sia dai colleghi che hanno posto domande, ma desidero
avere qualche risposta precisa relativamente all'impostazione
del problema.
Si è detto che nel 1993 è stato proposto ed approvato un
aumento di organico, che ha portato a poco più di 9 mila
persone l'organico dei magistrati. E' stato anche osservato
che gli incarichi non di magistratura sembrano soddisfare le
esigenze. Mi limito, allora, al discorso relativo ai
magistrati e chiedo quanto segue: questi 9 mila magistrati
sono sufficienti, oggi ed in prospettiva, per risolvere questo
benedetto problema della giustizia? Se la risposta è "no",
come mai si è approvato l'aumento di organico nel 1993, quando
la situazione era analoga a quella di adesso o a quella di 7-8
anni prima, e non si è pensato di fare in modo che i
magistrati, anziché 9 mila, siano 12 mila?
Un problema fondamentale come quello della giustizia, al
di là delle giuste osservazioni - che tuttavia spero non siano
tutte vere - sulla volontà politica di fare o di non fare, non
può fermarsi - se è un problema di costi - davanti a mille
miliardi, a 2 mila miliardi, in un bilancio dello Stato che è
di 960-970 mila miliardi; non ha senso comune. Eppure, nel
civile nel 1993 avevamo 2 milioni 500 mila procedimenti in
sospeso. Guardate la stranezza delle cifre e la coincidenza:
abbiamo 2 milioni di miliardi di debito, abbiamo più di 2
milioni di cause in sospeso nel civile. Combattiamo e lottiamo
per avere 150 mila miliardi (poi fatti scendere a 136 mila, a
120 mila) di deficit ed abbiamo 150 mila cause nel civile che
si vanno assommando, infatti attualmente sono 2 milioni 650
mila. Quando non funziona la giustizia (consentitemi di dirlo,
anche se questa può apparire una sede non idonea, mentre
invece la è), quando non funziona il civile trionfa
l'illegalità, e quando trionfa l'illegalità trionfano la
malavita e la criminalità.
Queste cose le sento da quindici anni, mentre nel
frattempo tutte le istituzioni dello Stato non sono rimaste
legate a 120 anni fa. E' verissimo quello che lei dice, cioè
che per avere delle ripercussioni di aumento di organico
occorrono tre o quattro anni; ma guardi che nelle forze di
polizia, per il livello degli ufficiali, occorrono sei o sette
anni. E' proprio in funzione di questo che si prevede e che si
anticipa. Ma qui occorre non tanto anticipare, quanto prendere
atto di una realtà disastrosa.
Ho sentito dire che presso il Ministero di grazia e
giustizia esistono studi approfonditi,
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eseguiti alla perfezione. In fondo stiamo parlando
di qualche migliaio di unità, se ci riferiamo al personale.
Devo dire che esistono corpi ed istituzioni dello Stato che
hanno organici di gran lunga superiori a quelli della
magistratura, eppure nel frattempo si sono abbondantemente
adeguati. Il ministro di grazia e giustizia, preso atto di
questa situazione che io da normale cittadino ho visto, ha mai
presentato un disegno di legge? E' vero che esiste la
precarietà dei ministri, però vi sono stati ministri che hanno
ricoperto l'incarico per diversi anni. E dinanzi a un problema
come questo, o il ministro vede che il Parlamento approva una
norma idonea a risolverlo, oppure se ne va, almeno se siamo
seri nel dire che questo è il problema fondamentale del nostro
paese, a mio avviso molto più grave del disastro economico che
nel frattempo abbiamo pure accumulato.
Vorrei quindi sapere se il numero di 9 mila magistrati,
intelligentemente usati (come è stato proposto da più parti e
come anche loro cercano di fare), sia o meno soddisfacente;
altrimenti, lavoriamo tutti insieme per proporre un disegno di
legge volto ad aumentare il numero dei magistrati, che mi pare
trovi abbondantissime giustificazioni.
Analogamente, credo che non vi sia alcuna struttura
statale tuttora ancorata a 120 anni fa; personalmente mi sono
familiari quelle dei Ministeri delle finanze e della difesa, e
posso rilevare che obiettivamente non esiste qualcosa del
genere.
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