| CARLO ADRIANO TESTI, Direttore generale
dell'organizzazione giudiziaria e degli affari generali del
Ministero di grazia e giustizia. Per quanto riguarda le
procure circondariali, è vero che dovrebbero essere tante
quante sono le procure: così voleva il legislatore. Però, con
l'intervento del ministro, soltanto 100 sono entrate in
funzione e 64 no, perché si è cercato di non parcellizzare
troppo gli organici con questi nuovi uffici. Ma noi dobbiamo
applicare la legge dello Stato.
In ordine al personale amministrativo, non siamo stati
inerti. Ho già ricordato come l'organico della magistratura
sia passato da 6 mila unità nel 1984 a 9.109 magistrati oggi.
Non è poco. Tenete presente, inoltre, che ogni volta che
proponiamo un aumento del numero dei magistrati, in Parlamento
vi è una lotta perché vengono sollevati problemi di copertura.
Sono discussioni interessanti e responsabili, ma il problema
del bilancio dello Stato è complesso: bisognerebbe aumentare
il bilancio della giustizia, ma non è possibile. E' comunque
un problema di volontà politica.
Anche l'organico del personale amministrativo, che nel
1982-1983 era di 22 mila unità, è arrivato a 54 mila unità. Il
problema non è che gli uffici siano carenti di personale, ma
che aumenta il numero degli uffici; la creazione di 850
giudici di pace richiede un gran numero di personale, minimo
due per ufficio. Nelle grandi città ci sono anche 180, 200
giudici onorari, e ciò comporta un numero almeno doppio di
personale amministrativo, dal funzionario al commesso (gli
addetti al personale di anticamera sono infatti essenziali
come tutti gli altri). Siamo arrivati, dicevo, a 54 mila unità
compreso un settore essenziale, di cui qui non ho sentito
parlare, l'ufficio notificazione, esecuzione e protesti. La
legge dei giudici di pace prevedeva un aumento di questi
uffici, noi li abbiamo potenziati perché costituiscono parte
essenziale del meccanismo della giustizia.
Non sono qui per difendere la struttura, ma per esporre i
fatti: lo sforzo ministeriale c'è stato; forse è stato
inadeguato ed occorrerà fare di più, forse occorrerà aumentare
ancora il numero dei magistrati, ma voglio ricordare che
quando nel 1993 si è aumentato l'organico di 600 unità, la
nostra proposta era di 900, che poi il Parlamento ha ridotto a
600. Non possiamo proporre noi il numero di magistrati,
essendo una scelta politica che non ci compete; se domani
proponessi al Ministero 3 mila magistrati in più, forse verrei
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invitato ad andarmene. Per questo all'inizio dicevo che forse
dovrebbe essere qui a rispondere il Governo, non il direttore
generale ed i suoi collaboratori o il collega Mannino, che
così responsabilmente rappresenta il Consiglio superiore della
magistratura.
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