| SAVERIO FELICE MANNINO, Membro del Consiglio
superiore della magistratura. Considerando molto valido
questo incontro, vorrei fare in modo che le idee siano molto
chiare in materia, com'è mio dovere visto che rappresento la
III commissione del Consiglio superiore della magistratura,
che si occupa di trasferimenti e che è estremamente impegnata.
Se me lo consentite, vorrei ricordare i nomi degli altri 5
componenti della commissione, anche per mettervi in grado di
apprezzarne il valore e l'impegno: Gaetano Fiducia, della
Cassazione; Antonio Frasso, presidente di sezione di Salerno;
l'onorevole Alfredo Pazzaglia, che voi tutti conoscete; il
professor Andrea Proto Pisani, ordinario di procedura civile
di valore nazionale; il collega Claudio Castelli, magistrato
presso la pretura di Torino. Si tratta di persone di
grandissimo valore, fortemente impegnate, le quali hanno
svolto un lavoro del quale io sono soltanto - per così dire -
un modesto "trasmittente".
Stiamo svolgendo un'attività di programmazione molto
penetrante tanto che, quando realizziamo il bollettino,
esaminiamo gli uffici giudiziari uno per uno. Lascerò agli
atti una documentazione al riguardo, dalla quale si evincono i
posti vacanti e quelli assegnati agli ultimi uditori: sarà
sufficiente eseguire un conteggio per constatare come sia
giunto a fornire determinati dati. Penso infatti che non
possiamo uscire da questa seduta lasciando la rappresentazione
di un contrasto fondato su una differenza di 500 posti quale
quella emersa tra i dati forniti dal Consiglio superiore e
quelli indicati dal Ministero. E' una cosa veramente assurda!
I 500 posti sono già assegnati agli uditori; gli ultimi
uditori hanno già scelto la sede e sono da noi considerati in
servizio. Se volete, posso mostrarvi l'elenco degli uditori e
le sedi da loro scelte.
In definitiva, la pianta organica vacante prima
dell'ultimo bollettino e dopo l'ultima assegnazione degli
uditori è di 1.107 unità. Se così non fosse, dovremmo
affrettarci a correggere l'indicazione, perché non possiamo
lasciare il Parlamento in uno stato di disinformazione di
questo livello. Se si trattasse di 600 posti, dovremmo dirlo
agli uffici giudiziari, che sarebbero sicuramente
contentissimi di venirne a conoscenza. Non ci permettiamo di
considerarci più qualificati del ministero, ma la differenza -
ripeto - è che noi abbiamo analizzato le situazioni una per
una. Non possiamo permetterci di ignorare questo aspetto. I
nostri interlocutori diretti sono i capi degli uffici
interessati.
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Lascerò agli atti della Commissione la documentazione
che, se fosse sbagliata, potrà essere eventualmente contestata
e corretta, ma - ripeto - non credo che possiamo andar via
portandoci dietro questa lacuna.
Partendo dall'esempio di Reggio Calabria, vorrei dire a
Raffaele Bertoni che abbiamo applicato a tutti la percentuale
di scopertura nazionale dell'11,8 per cento, cioè il rapporto
tra gli uffici vacanti e il numero complessivo dei magistrati
in organico, come criterio tendenziale. In effetti, siamo
riusciti a coprire i posti al sud. Quando dico che, su 262
uditori, 202 sono andati al sud (una percentuale pari, quindi,
al 75 per cento) indico una cifra di copertura reale. E'
evidente che si è operata una selezione ufficio per ufficio e
che sono state tenute presenti le realtà di maggiore bisogno,
analizzando tutte le cosiddette doglianze espresse dai capi
degli uffici, i quali ci forniscono segnalazioni precise.
Sotto questo profilo, abbiamo eliminato i momenti burocratici,
tanto che su molte situazioni ci confrontiamo telefonicamente.
Proprio questa mattina ho messo all'ordine del giorno un punto
riguardante la destinazione di un uditore a La Spezia, dopo
che il presidente di quel tribunale mi aveva segnalato una
certa situazione nel corso di un colloquio telefonico. Ripeto:
abbiamo eliminato i momenti burocratici. Noi facciamo
amministrazione attiva in luogo del Ministero. Esprimo il
senso della mia più viva cordialità nei confronti dei colleghi
dell'organizzazione giudiziaria: non sono gli organi politici,
non sono i vostri interlocutori. Hanno perfettamente ragione e
dicono le cose come stanno: se tra i nostri dati vi è una
divergenza numerica, questa andrà eliminata, ma i colleghi non
possono rispondere per una amministrazione che non solo non
adegua gli organici (a tale riguardo bisogna dire che è stato
profuso uno sforzo nel sud, non nel centro-nord)... E'
un'amministrazione che al problema dell'insufficienza degli
organici - che è ipotetica perché va verificata - aggiunge
anche quello di una scopertura cronica, pari a più di un
decimo degli organici esistenti. Si tratta di una situazione
non tollerabile alla quale bisogna porre rimedio. La
situazione non può continuare negli attuali termini: qualcosa
bisognerà fare!
Noi facciamo amministrazione attiva, nel senso che
decidiamo anche su cose che non dovrebbero essere oggetto
della nostra decisione. Mi riferisco per esempio, alla scelta
di mantenere un piccolo tribunale in una condizione al di
sotto della copertura normale quando riteniamo che dovrebbe
essere soppresso (è il caso di Tolmezzo e di Modica). In
questi casi preferiamo lasciare scoperti i posti e costringere
quei tribunali a lavorare in relazione al carico di lavoro
indicato dal Ministero (che quest'ultimo ora sta
responsabilmente cercando di adeguare con colleghi della mia
commissione, come ad esempio Castelli, impegnati a rivedere
gli indici dei carichi di lavoro rapportati alla
popolazione).
Vorrei ora rispondere ai senatori Tripodi e Meduri, miei
concittadini, ai quali credo debba essere fornito un
chiarimento. La procura ed il tribunale di Reggio Calabria
sono gli uffici più impegnati in quella realtà: noi li
copriamo perché ad essi sono assegnati i processi più grandi.
Potrete constatare come gli uffici del sud siano ricoperti
quasi tutti, alcuni al completo. Reggio Calabria è tra questi.
Può darsi che l'organico sia insufficiente e, anzi,
verosimilmente lo è (del resto, si tratta di un'indagine che
non possiamo effettuare noi), ma la copertura è garantita al
massimo, anche da applicazioni extradistrettuali. Invierò una
nota su quanto abbiamo fatto nell'ultimo anno per affrontare i
problemi della copertura. A Reggio Calabria vi è un solo posto
bloccato perché il magistrato ad esso destinato, il dottor
Franco Neri, è soggetto ad una verifica di compatibilità con
un suo parente. Abbiamo già indetto un'interpello per
garantire la copertura anche con applicazioni
extradistrettuali. Alla procura della Repubblica ci sono 22
magistrati (gli ultimi 2 sono stati assegnati in base al
bollettino pubblicato di recente). Inoltre, abbiamo proceduto
a due applicazioni extradistrettuali, l'una a Roma e l'altra a
Trieste. Il
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dottor Frezza, che è stato applicato a Trieste, nel corso di
un incontro che abbiamo avuto circa 15 giorni fa si lamentava
per il fatto di non riuscire a trovare una sistemazione,
ritenendo di poter essere più utile a Trieste. Questo non
dovrebbe accadere e, comunque, faremo fare delle relazioni per
verificare in che modo spendiamo i nostri soldi. Gli organici
sono quindi al completo. Il problema del cosiddetto
processone...
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