| SAVERIO FELICE MANNINO, Membro del Consiglio
superiore della magistratura. Posso affrontare il discorso
in termini generali. Intanto, le dico che gli organici sono
completi. Non so se i colleghi del ministero... Penso di
essere più qualificato a dirlo (Commenti del senatore
Meduri).
Senatore Meduri, va considerato che nel sistema gli organi
programmatori non sono soltanto il ministero e il Consiglio
superiore, il primo per l'organico e l'altro per la sua
copertura, ma anche la procura generale e la presidenza della
corte d'appello, per gli spostamenti endodistrettuali. Quando
predisponiamo un programma di copertura relativo a un
distretto, individuiamo anche quei posti che, in relazione al
carico di lavoro, possono essere coperti mediante spostamenti
di magistrati nell'ambito del distretto. Noi assegniamo un
contingente di magistrati a quest'ultimo che, a sua volta, li
sposterà a seconda delle varie esigenze. Se così non fosse, un
magistrato non sarebbe mai utilizzato al meglio, al di là del
problema delle sedi da modificare o sopprimere e soprattutto
al di là dell'adeguamento della procedura. E' chiaro che noi
possiamo anche raddoppiare l'organico, ma se raddoppiamo anche
le competenze... Per esempio, un giudice di pace dovrebbe
decidere equitativamente, altrimenti avremmo creato una nuova
struttura giudiziaria tanto complessa che, comunque, ci
consentirà soltanto un risparmio di spesa, così come sarebbe
se avessimo assunto nuove persone a costi minori, senza
tuttavia conseguire benefici sotto il profilo della rapidità e
della certezza del diritto. Quando si tratta di giudici di
quel livello, bisogna contare sul loro prestigio, sul fatto
cioè che essi facciano effettivamente giustizia, come il
giudice di Berlino.
Vi è poi un altro aspetto programmatorio, senatore Meduri.
Mi riferisco alla tabella. Ogni ufficio, in ossequio al
principio del giudice naturale precostituito per legge, opera
sulla base di una tabella che prevede l'assegnazione dei
giudici ai processi civili e a quelli penali. In sostanza, si
tratta di un problema di distribuzione.
La terza commissione del CSM ha proceduto ad un'audizione
nel momento in cui sui giornali si è parlato di fughe di
notizie relative ad alcuni processi per effetto di una
richiesta di misure nei confronti di più di 500 persone
giacente da 4 mesi. Abbiamo svolto l'audizione degli
interessati ed abbiamo ascoltato anche il dottor Boemi ed il
dottor Pontorieri. Anche il gruppo di lavoro sulla mafia ha
svolto una serie di audizioni. Ho predisposto una relazione -
che mi permetterò di inviarvi - che ho trasmesso ai componenti
dell'altra commissione del CSM (si tratta quindi di un atto
interno ma non ho alcuna difficoltà a riassumerlo ed a
trasmettervelo), dalla quale risulta che abbiamo proceduto a
tutta una serie di iniziative. La misura era preannunciata fin
da settembre. A novembre c'è stato un incontro con Siclari. La
misura è poi pervenuta il 21 dicembre ed il mese successivo
ancora non ne era iniziato l'esame. Adesso sono stati trovati
i giudici. Ci siamo preoccupati perché vogliamo rispondere
alla gente del modo in cui gestiamo il settore. Lasciare - per
così dire - appeso un provvedimento contenente la richiesta di
più di 500 misure cautelari per mancanza di giudici,
considerato come effetto di un mancato intervento del CSM,
sarebbe stata veramente
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una cosa sulla quale avremmo dovuto rispondere seriamente.
Abbiamo fatto del nostro meglio: gli organici sono completi e
lo saranno ancora, anche perché dedichiamo la massima
attenzione a Reggio Calabria, a Catania, a Palermo ed alle
realtà più a rischio. Non avremmo destinato il 75 per cento
degli uditori, né avremmo messo in programma la destinazione
di un ulteriore percentuale del 56 per cento al sud se non
avessimo avuto questa preoccupazione. Del resto, dobbiamo pure
considerare il nord, dove comunque è forte l'esigenza di
giustizia e dove sono riscontrabili fenomeni di criminalità
organizzata, a fronte di organici non aggiornati. A Reggio
Calabria sono stato presidente di sezione. Lei sa che ho
lasciato la sezione con 328 processi di nuovo rito e 45 di
vecchio rito. Lei sa in che modo può funzionare una sezione
con 3 magistrati, di cui uno è un'uditrice di Roma che, quando
è arrivata, non era nemmeno in grado di predisporre lo schema
di un provvedimento.
In definitiva, il sistema funziona in questo modo: il
ministero programma gli organici, il Consiglio fa le
coperture, destina - anche su richieste delle procure generali
e delle corti d'appello - magistrati per effetto di
applicazioni extradistrettuali, che tuttavia sono di mero
rincalzo, di supporto. Ma poiché costano molto e rendono poco,
tali applicazioni vanno realizzate sulla base di rendiconti
precisi ed altrettanto precisi programmi, anche per evitare
che accadano episodi come quelli del collega Frezza, la cui
presenza era stata invocata ma che ora non trova nemmeno la
stanza ed il telefono e dice che si trovava meglio a Trieste
che a Reggio Calabria.
Se in una certa realtà vi è una disfunzione, si potranno
anche destinare 10 unità, ma non funzioneranno mai sotto il
profilo operativo...
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