| ANTONIO DEL PRETE. La mia opinione è che sia opportuno
apportare alla relazione le correzioni che il collega Tarditi
si è cortesemente offerto di recepire. A mio avviso, infatti,
la relazione va riguardata e in qualche modo ridiscussa.
Desidero anch'io rivendicare un'autonomia di giudizio sia
pur basata sulle nostre modeste conoscenze, la quale ci
consentirà di dare una lettura del fenomeno senza imbarcarsi
in valutazioni di ordine sociologico, storico, politico o
meridionalista. Tra l'altro, in quanto meridionale non vorrei
finire sui giornali come portabandiera di una battaglia
razzista; essendo di Taranto, sarebbe fuor di luogo! Sarebbe
forse interessante un'analisi approfondita sulla Liguria come
crogiuolo, punto di incontro, incrocio obbligato di personaggi
della malavita nel momento in cui in quella regione sono
arrivati i vari capimafia. Occorrerebbe, inoltre, considerare
la vicinanza con la Francia, la particolare collocazione
geografica di Genova, la vicinanza a Marsiglia. Sicuramente
l'acqua e il carburo di acetilene provocano l'accensione di
una fiamma; questa è la mia tesi che esprimo in termini molto
tranquilli e pacati. La Liguria, in particolare Genova, sono
state un crogiuolo per la vicinanza a Marsiglia e per la
facilità di contatti con la malavita francese: si comincia
dalla conoscenza per poi passare all'offerta di scambievoli
servizi e ad una collaborazione più o meno organizzata.
Credo quindi sia opportuno guardare con attenzione a
questo fenomeno.
Se l'onorevole Tarditi, così come ha detto, modificherà la
relazione, nessuno ci impedirà di perdere qualche ora di tempo
per discutere su questi temi, reciprocamente accogliendo i
suggerimenti che appariranno meritevoli di attenzione.
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