| GIORGIO VIDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi
sento profondamente turbato e leso nelle mie funzioni di
rappresentante del popolo in quanto, mentre in questo
Parlamento si sta discutendo della riforma pensionistica,
in altro luogo, a noi non accessibile, privati cittadini
che ricoprono i ruoli di segretario di partito, di
deputato ed altro, stanno accordandosi su una serie di
gravi questioni che ci riguardano, quali la par
condicio, la legge anti- trust e persino i modi e
i tempi di durata della presente legislatura.
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