| CRISTINA MATRANGA. Sollecito la risposta ad
un'interpellanza di cui sono prima firmataria e che
concerne quello che ormai viene definito il caso
Contrada.
E' triste cosa diventare un caso nel nostro paese in cui
solo la mobilitazione di singoli cittadini, di
associazioni, di parlamentari riesce a sollevare questioni
che attengono, al contrario, alla sensibilità collegiale
del Governo dovendo, peraltro, sollecitare in quest'ultimo
precisi interventi in una questione di tanto spessore
sociale e umano.
Vogliamo che il Governo risponda in aula, per quanto di
sua competenza, sul caso Contrada e sulla questione più
generale nell'ambito della quale esso è inserito. In una
fase storica nella quale registriamo con favore l'azione
rigorosa e lucida del ministro di grazia e giustizia -
ripeto: del ministro di grazia e giustizia - al quale non
faremo mai mancare il nostro sostegno e la nostra
solidarietà (Applausi dei deputati del gruppo di forza
Italia), dobbiamo raccogliere la sfida di civiltà che
ci pone il confronto tra quanto avviene nel nostro paese e
quanto enunciato dalla Convenzione europea per i diritti
dell'uomo.
Credo che la discussione sul caso Contrada - tra l'altro,
signor Presidente abbiamo presentato ben 11 interrogazioni
sull'argomento - possa segnare un momento di grande valore
per chi ha a cuore le sorti della giustizia nel paese, per
chi ha a cuore la democrazia: non vi sarà mai una vera
democrazia nel paese fino a quando non vi sarà una
giustizia giusta (Applausi dei deputati dei gruppi di
forza Italia e di alleanza nazionale).
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