| Raffaele VALENSISE (gruppo alleanza nazionale)
intende preliminarmente manifestare la propria protesta per il
modo assolutamente estemporaneo nel quale la Commissione
bilancio si trova a svolgere i propri lavori, essendo
costretta a riunirsi con preavviso ridottissimo, in relazione
ai lavori dell'Assemblea. Sottolinea che se il parere della
Commissione bilancio, al quale non a caso si annette grande
importanza, deve avere effettivo significato, esso deve essere
adottato ex informata coscientia. La Commissione
bilancio ha bisogno del tempo necessario per vagliare
attentamente testi delicati. Avverte comunque che il proprio
gruppo non è disponibile a pure formalità e a consentire che
un parere venga declassato a semplice visto.
Fede LATRONICO (gruppo FLD) si associa ai rilievi di
Raffaele Valensise. Ricorda che talvolta la Commissione
bilancio è stata accusata di svolgere frettolosamente il
proprio lavoro, dando pareri inadeguati. La Commissione deve
pertanto disporre dei tempi necessari ad esprimere un parere
pienamente consapevole, che non si presti a possibili nuove
accuse.
Paola MARTINELLI (gruppo forza Italia) si associa ai
rilievi formulati dai deputati Valensise e Latronico ed
esprime la protesta del gruppo di Forza Italia per i tempi
ridottissimi concessi alla Commissione per esprimere il
proprio parere.
Vassili CAMPATELLI (gruppo progressisti-federativo)
concorda con la preoccupazione espressa dai colleghi secondo
cui il parere non possa essere ritenuto un atto puramente
formale. Gli emendamenti sottoposti
Pag. 14
alla Commissione per il parere sono emendamenti
impegnativi. Ritiene tuttavia che il relatore potrà chiarire
se, in relazione ai tempi concessi dall'Assemblea e al tenore
delle proposte di modifica formulate dalla Commissione lavoro,
è stato in grado di svolgere la necessaria valutazione. Non vi
è tuttavia dubbio che in relazione all'esame di questo, come
di tutti i progetti di legge sottoposti all'esame della
Commissione bilancio in sede consultiva, questa debba disporre
di tempi congrui per esprimersi.
Silvio LIOTTA, presidente, ricorda che più volte
la Commissione ha affrontato il tema dei tempi che vengono ad
essa concessi per l'espressione dei pareri. Sulla base delle
indicazioni di un recente ufficio di Presidenza ha predisposto
una bozza di lettera al Presidente della Camera, dal tenore
molto impegnativo, che prefigura delle possibili soluzioni al
problema che sta diventando praticamente insostenibile,
soprattutto quando ci si trova davanti ad emendamenti proposti
dal Governo o dai Comitati dei nove nel corso dei lavori
dell'Assemblea. La lettera sarà posta a disposizione dei
colleghi e discussa in tempi ravvicinati. Per quanto riguarda
il disegno di legge in esame il relatore D'Aimmo può
illustrare immediatamente alla Commissione se ha avuto il
tempo di valutare gli emendamenti trasmessi stamane.
Florindo D'AIMMO (gruppo PPI), relatore, precisa
innanzi tutto che gli emendamenti trasmessi sono quelli che la
Commissione lavoro ha formulato sulla base del parere
rinforzato della Commissione finanze e si riferiscono
esclusivamente alla parte della previdenza complementare di
cui agli articoli da 40 a 50 del disegno di legge. Sulla base
delle valutazioni che ha potuto svolgere, in tempi
indubbiamente molto ristretti, può affermare che gli
emendamenti hanno carattere ordinamentale, oppure non
contengono profili finanziari aggiuntivi rispetto a quelli del
disegno di legge originale, sul quale la Commissione si è già
espressa favorevolmente. Fanno eccezione due emendamenti sui
quali ritiene opportuno che la Commissione ponga delle
condizioni: si tratta degli emendamenti 47.43 e 49.13. Il
primo di essi introduce una modifica all'articolo 47 con la
quale si demanda ad un decreto del Presidente del Consiglio la
facoltà di modificare l'importo dei contributi TFR versati ai
fondi pensioni deducibile dalla base imponibile, secondo il
meccanismo già previsto per la restituzione del
fiscal-drag. Ritiene opportuno che questa possibilità di
variazione sia demandata direttamente alla legge finanziaria.
Con il secondo emendamento vengono assegnate risorse per il
funzionamento della Commissione di vigilanza sui fondi
pensione la cui entità appare variabile, e a suo avviso,
dovrebbe essere resa stabile e certa. Propone pertanto il
seguente schema di parere:
"PARERE FAVOREVOLE
all'emendamento 47.43, a condizione che al secondo
capoverso le parole: 'Con il decreto del Presidente del
consiglio dei ministri di cui all'articolo 3, comma 2 del
decreto-legge 2 marzo 1989, n. 69, convertito, con
modificazioni, dalla legge 27 aprile 1989, n. 154," siano
sostituite con le seguenti; 'Con legge finanziaria".
L'emendamento infatti, è formulato in modo da comportare una
violazione dell'articolo 81 della Costituzione poiché demanda
a un provvedimento del Presidente del Consiglio la facoltà di
porre un onere a carico del bilancio, mentre pone a carico
della legge finanziaria l'obbligo di disporre la relativa
copertura.
all'emendamento 49.13, a condizione che il comma 3 sia
così riformulato: '3. Il finanziamento della Commissione può
essere integrato, nella misura massima del 50 per cento
dell'autorizzazione di spesa di cui al comma 2, mediante il
versamento annuale da parte dei fondi pensioni di una quota
non superiore allo 0,5 per mille dei flussi annuali dei
contributi incassati. Gli importi e le modalità dei versamenti
sono definiti, sentita la commissione di vigilanza, con
apposito decreto del Ministro del tesoro, di concerto con il
Ministro del lavoro e della previdenza sociale".
Pag. 15
L'emendamento nella sua attuale formulazione, infatti, non
consente la necessaria certezza finanziaria in ordine al
funzionamento di una struttura amministrativa, attribuendo ad
essa una forma di autofinanziamento di entità variabile e
tendenzialmente crescente al cui tasso di incremento verrebbe
agganciato il dimensionamento della struttura.
NULLA OSTA
sui rimanenti emendamenti".
Silvio LIOTTA, presidente, rileva che il relatore
ha sostanzialmente sottoposto all'attenzione della Commissione
gli emendamenti 47.43 e 49.13. Il primo riguarda il regime di
deducibilità fiscale del contributo della previdenza
complementare e il secondo le spese per il funzionamento della
Commissione di vigilanza, che si avvalgono di un finanziamento
di 5 miliardi e di una seconda quota derivante dallo 0,5 dei
flussi dai contributi incassati dai fondi pensione.
Daniele ROSCIA (gruppo lega nord) rileva che la forte
contrapposizione che si sta verificando in Commissione
bilancio sul provvedimento deriva dalla pesante forzatura del
Governo, che vuole chiudere la discussione in tempi troppo
ristretti. Se si può capire l'esigenza di rassicurare i
mercati, va anche tenuto presente che il settore previdenziale
è rimasto bloccato per decenni e non si può pretendere di
riformarlo in poche sedute.
In Commissione bilancio si deve approfondire l'aspetto
delle coperture finanziarie. Il testo trasmesso, ad esempio,
prevede la sottrazione di fondi destinati alla riforma della
scuola secondaria superiore. In altri termini, il metodo
seguito dall'attuale Governo sembra contraddire le sue stesse
dichiarazioni teoriche e si procede creando buchi ora in un
settore ora nell'altro, a seconda delle esigenze del
momento.
Mariolina MOIOLI VIGANO' (gruppo CCD) si associa alla
richiesta di approfondire maggiormente gli emendamenti
trasmessi, per valutarli con maggiore consapevolezza.
Giancarlo MALVESTITO (gruppo lega nord) sottolinea che
decidere sotto la spinta delle fretta può portare a cattivi
risultati. Mettere la Commissione in condizione di esaminare
in pochi minuti gli emendamenti a una parte qualificante del
provvedimento non può che provocare la reazione risentita da
parte dei gruppi. A titolo di esempio, richiama l'attenzione
sul comma 10- bis che si vuole introdurre con
l'emendamento 47.43, con conseguenze non verificate.
Florindo D'AIMMO (gruppo PPI), relatore,
sottolinea che il comma 10- bis, richiamato dal deputato
Malvestito, prevede una esenzione fiscale per le convenzioni
tra fondi pensioni e istituti assicurativi, per evitare che,
come avveniva in precedenza, si arrivi ad una tripla
tassazione degli stanziamenti devoluti ai fondi pensione, del
relativo capitale e poi delle rendite da essi erogati.
Silvio LIOTTA, presidente, considerato che non è
possibile giungere all'espressione del parere nel tempo a
disposizione prima dell'inizio delle votazioni in Assemblea
sospende la seduta in modo di consentire ai gruppi di valutare
l'illustrazione degli emendamenti fatta dal relatore.
La seduta, sospesa alle 11, riprende alle 11,45.
Florindo D'AIMMO (gruppo PPI), relatore,
ribadisce che, ad eccezione degli emendamenti 47.43 e 49.13,
gli altri non sembrano comportare effetti finanziari
peggiorativi rispetto al testo, su cui la Commissione ha già
espresso parere favorevole.
Luigi MARINO (gruppo rifondazione
comunista-progressisti), chiede che sia approfondito il
capoverso 5 dell'emendamento 49.13, che istituisce un nuovo
ruolo per il personale dipendente dalla commissione di
vigilanza.
Pag. 16
Su proposta di Silvio LIOTTA, presidente, la
Commissione esprime nulla osta su tutti gli emendamenti
trasmessi dalla Commissione lavoro in riferimento agli
articoli da 40 a 50, ad eccezione degli emendamenti 47.43 e
49.13 che verranno esaminati non appena possibile,
compatibilmente con i lavori dell'Assemblea.
La seduta, sospesa alle 12, riprende alle 13,10.
Maria CARAZZI (gruppo rifondazione
comunista-progressisti), interviene sull'emendamento 47.43 e
più in generale sulle esenzioni fiscali previste per la
previdenza complementare, sottolineando che non sono stati
forniti elementi soddisfacenti sulla quantificazione del minor
gettito per l'erario.
Il sottosegretario Dino Piero GIARDA, dopo aver
premesso che la proposta di condizione formulata dal relatore
in relazione al comma 4- bis, contenuto nell'emendamento
47.43, appare del tutto coerente con le competenze della
Commissione bilancio, precisa con riferimento al rilievo di
Maria Carazzi che, per quanto riguarda le ipotesi di adesione
degli individui alle forme di pensione complementare, si stima
che in 15 anni si potrà giungere ad un livello pari circa al
45 per cento dei lavoratori.
Maria CARAZZI (gruppo rifondazione
comunista-progressisti), obietta che si tratta di una semplice
ipotesi e non di un modello previsionale scientifico.
Il sottosegretario Dino Piero GIARDA fa presente che un
modello scientifico in ordine ai comportamenti umani non può
che basarsi sull'esperienza storica. Nel caso concreto
trattandosi di un istituto nuovo per l'ordinamento italiano le
previsioni non sono tuttavia state fatte a caso, bensì
prendendo a riferimento il comportamento degli individui in
altri contesti socio-economici, ossia in paesi a economia di
mercato paragonabili all'Italia.
Maria CARAZZI (gruppo rifondazione
comunista-progressisti) rileva che l'Italia è paragonabile a
diversi paesi a economia di mercato, ma che tuttavia è stata
sviluppata una sola ipotesi previsionale. Ricorda che anche la
Banca d'Italia si è riservata di esprimere valutazioni in
proposito solo quando si avranno necessari dati
statistico-attuariali.
Luigi MARINO (gruppo rifondazione
comunista-progressisti), intervenendo sull'emendamento 49.13,
fa presente che la creazione di un apposito ruolo del
personale dipendente dalla commissione di vigilanza non è
un'operazione neutrale dal punto di vista degli effetti
finanziari. La creazione di tale ruolo contraddice inoltre,
l'esigenza di razionalizzare la pubblica amministrazione, più
volte affermata anche in relazione alle proposte di ridurre il
numero dei ministeri. L'emendamento già prevede che la
Commissione possa avvalersi di "esperti", per cui non si
giustifica il ricorso ad un ruolo apposito del personale
permanentemente dipendente dalla commissione.
Si rischia così oltretutto di innescare una reazione a
catena in tutte le altre professionalità esistenti nel
pubblico impiego. La situazione potrebbe in tal modo divenire
difficilmente controllabile. Lo stesso emendamento prevede che
il ministro del lavoro "vigili" sulla commissione di
vigilanza. Ciò può essere condivisibile laddove si parte
dell'idea che non esistono strutture amministrative neutrali e
che tutte debbono trovare al proprio vertice un referente
politico che ne risponda dinanzi al Parlamento. In questo
senso, deve essere chiaro che il Ministro del lavoro si assume
la responsabilità politica dell'operato della commissione. La
commissione, composta da un presidente e da 4 membri può
avvalersi di esperti, può deliberare sulla sua organizzazione
e sul suo funzionamento, sul trattamento giuridico ed
economico del personale, sull'ordinamento delle carriere,
sulla gestione delle spese e sulla composizione dei bilanci
preventivi e consuntivi. Si chiede se sia possibile lasciare
ad un organo come la commissione un così ampio
Pag. 17
potere decisorio, anche se l'emendamento prevede una
formalizzazione delle deliberazioni della commissione da parte
del ministro del lavoro. In realtà, sembra che l'unica scelta
che si vuole operare è quella di un provvedimento su misura
per istituire un nuovo posto di direttore generale. La
complessità dell'emendamento è poi confermata dai compiti
della commissione, che può anche procedere ad ispezioni.
Ritiene che si potrebbe pensare di coinvolgere in tale compito
il SECIT, eventualmente rivedendone la disciplina. In
conclusione, al di là di ogni proposito ostruzionistico,
ritiene sia opportuna una maggiore attenzione sull'articolo
49, così come riformulato dalla Commissione lavoro.
Infine, segnala che il finanziamento tramite lo 0,5 per
mille dei contributi incassati dai fondi pensioni potrà
raggiungere livelli elevatissimi, eccessivi rispetto ad una
struttura del tipo di quella prevista dall'emendamento.
Silvio LIOTTA, presidente, rileva che la
commissione di vigilanza è un organo di straordinaria
importanza, perché potrebbe anche giungere ad operare in
riferimento a somme addirittura superiori a quelle sottoposte
al controllo della CONSOB. Non spettando alla Commissione
bilancio entrare analiticamente nel merito nell'articolazione
del testo dell'emendamento, ritiene che si debba in realtà
scegliere se dare per scontata una scarsa adesione dei
lavoratori ai fondi pensione e quindi contenere al massimo le
spese per la commissione di vigilanza oppure se ritenere
credibile l'ipotesi di una larga adesione alla previdenza
complementare e quindi disciplinare la commissione
concedendole i mezzi adeguati al ruolo che essa dovrà
ricoprire. In questo senso, non rimane che aderire o meno alla
proposta di parere del relatore, che presuppone un ruolo
importante della commissione di vigilanza.
Luigi MARINO (gruppo rifondazione
comunista-progressisti) fa presente che la commissione dovrà
anche pagare degli esperti e che quindi deve essere prevista
la relativa copertura finanziaria.
Silvio LIOTTA, presidente, rileva che le spese
per il funzionamento della commissione sono state elevate
dagli originari 3.500 milioni a 5 mila milioni annui, proprio
per fornire una copertura finanziaria adeguata.
La Commissione approva quindi la proposta di parere del
relatore relativa agli emendamenti 47.43 e 49.13.
La seduta termina alla 13,45.
| |