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Testi integrali degli Atti Parlamentari della XII Legislatura

Documento


113629
SMC0188-0006
Bollettino Giunte e Commissioni n. 188 del 6 luglio 1995 - edizione definitiva - (SMC12-188)
(suddiviso in 15 Unità Documento)
Unità Documento n.6 (che inizia a pag.13 dello stampato)
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                   V COMMISSIONE PERMANENTE
             (Bilancio, tesoro e programmazione)
 
 
IN SEDE CONSULTIVA
C2549. LAVCOMM
C2549.
Emendamenti al disegno di legge: Riforma del sistema pensionistico obbligatorio e complementare (2549).
(Parere all'Assemblea - Esame e conclusione - Parere sugli emendamenti).
Raffaele VALENSISE. Fede LATRONICO. Paola MARTINELLI. Vassili CAMPATELLI. Silvio LIOTTA, presidente. Florindo D'AIMMO. Daniele ROSCIA. Mariolina MOIOLI VIGANO. Giancarlo MALVESTITO. Luigi MARINO. Maria CARAZZI. Il sottosegretario Dino Piero GIARDA. Pag. 18
Giovedì 6 luglio 1995. - Presidenza del Presidente Silvio LIOTTA. - Intervengono il sottosegretario di Stato per il tesoro Dino Piero Giarda, il sottosegretario di Stato per il tesoro Giuseppe Vegas e il sottosegretario di Stato per le finanze Franco Caleffi.
ZZSMC ZZRES ZZSMC060795 ZZSMC950706 ZZSMC000795 ZZSMC000095 ZZSMC188 ZZ12 ZZD ZZCN ZZC5 ZZCO ZZHH ZZII ZZFF
     Raffaele VALENSISE (gruppo alleanza nazionale)
  intende preliminarmente manifestare la propria protesta per il
  modo assolutamente estemporaneo nel quale la Commissione
  bilancio si trova a svolgere i propri lavori, essendo
  costretta a riunirsi con preavviso ridottissimo, in relazione
  ai lavori dell'Assemblea.  Sottolinea che se il parere della
  Commissione bilancio, al quale non a caso si annette grande
  importanza, deve avere effettivo significato, esso deve essere
  adottato  ex informata coscientia.  La Commissione
  bilancio ha bisogno del tempo necessario per vagliare
  attentamente testi delicati.  Avverte comunque che il proprio
  gruppo non è disponibile a pure formalità e a consentire che
  un parere venga declassato a semplice visto.
 
     Fede LATRONICO (gruppo FLD) si associa ai rilievi di
  Raffaele Valensise.  Ricorda che talvolta la Commissione
  bilancio è stata accusata di svolgere frettolosamente il
  proprio lavoro, dando pareri inadeguati.  La Commissione deve
  pertanto disporre dei tempi necessari ad esprimere un parere
  pienamente consapevole, che non si presti a possibili nuove
  accuse.
 
     Paola MARTINELLI (gruppo forza Italia) si associa ai
  rilievi formulati dai deputati Valensise e Latronico ed
  esprime la protesta del gruppo di Forza Italia per i tempi
  ridottissimi concessi alla Commissione per esprimere il
  proprio parere.
 
     Vassili CAMPATELLI (gruppo progressisti-federativo)
  concorda con la preoccupazione espressa dai colleghi secondo
  cui il parere non possa essere ritenuto un atto puramente
  formale.  Gli emendamenti sottoposti
 
                              Pag. 14
 
  alla Commissione per il parere sono emendamenti
  impegnativi.  Ritiene tuttavia che il relatore potrà chiarire
  se, in relazione ai tempi concessi dall'Assemblea e al tenore
  delle proposte di modifica formulate dalla Commissione lavoro,
  è stato in grado di svolgere la necessaria valutazione.  Non vi
  è tuttavia dubbio che in relazione all'esame di questo, come
  di tutti i progetti di legge sottoposti all'esame della
  Commissione bilancio in sede consultiva, questa debba disporre
  di tempi congrui per esprimersi.
 
     Silvio LIOTTA,  presidente,  ricorda che più volte
  la Commissione ha affrontato il tema dei tempi che vengono ad
  essa concessi per l'espressione dei pareri.  Sulla base delle
  indicazioni di un recente ufficio di Presidenza ha predisposto
  una bozza di lettera al Presidente della Camera, dal tenore
  molto impegnativo, che prefigura delle possibili soluzioni al
  problema che sta diventando praticamente insostenibile,
  soprattutto quando ci si trova davanti ad emendamenti proposti
  dal Governo o dai Comitati dei nove nel corso dei lavori
  dell'Assemblea.  La lettera sarà posta a disposizione dei
  colleghi e discussa in tempi ravvicinati.  Per quanto riguarda
  il disegno di legge in esame il relatore D'Aimmo può
  illustrare immediatamente alla Commissione se ha avuto il
  tempo di valutare gli emendamenti trasmessi stamane.
 
     Florindo D'AIMMO (gruppo PPI),  relatore,  precisa
  innanzi tutto che gli emendamenti trasmessi sono quelli che la
  Commissione lavoro ha formulato sulla base del parere
  rinforzato della Commissione finanze e si riferiscono
  esclusivamente alla parte della previdenza complementare di
  cui agli articoli da 40 a 50 del disegno di legge.  Sulla base
  delle valutazioni che ha potuto svolgere, in tempi
  indubbiamente molto ristretti, può affermare che gli
  emendamenti hanno carattere ordinamentale, oppure non
  contengono profili finanziari aggiuntivi rispetto a quelli del
  disegno di legge originale, sul quale la Commissione si è già
  espressa favorevolmente.  Fanno eccezione due emendamenti sui
  quali ritiene opportuno che la Commissione ponga delle
  condizioni: si tratta degli emendamenti 47.43 e 49.13.  Il
  primo di essi introduce una modifica all'articolo 47 con la
  quale si demanda ad un decreto del Presidente del Consiglio la
  facoltà di modificare l'importo dei contributi TFR versati ai
  fondi pensioni deducibile dalla base imponibile, secondo il
  meccanismo già previsto per la restituzione del
  fiscal-drag.  Ritiene opportuno che questa possibilità di
  variazione sia demandata direttamente alla legge finanziaria.
  Con il secondo emendamento vengono assegnate risorse per il
  funzionamento della Commissione di vigilanza sui fondi
  pensione la cui entità appare variabile, e a suo avviso,
  dovrebbe essere resa stabile e certa.  Propone pertanto il
  seguente schema di parere:
                      "PARERE FAVOREVOLE
       all'emendamento 47.43, a condizione che al secondo
  capoverso le parole: 'Con il decreto del Presidente del
  consiglio dei ministri di cui all'articolo 3, comma 2 del
  decreto-legge 2 marzo 1989, n. 69, convertito, con
  modificazioni, dalla legge 27 aprile 1989, n. 154," siano
  sostituite con le seguenti; 'Con legge finanziaria".
  L'emendamento infatti, è formulato in modo da comportare una
  violazione dell'articolo 81 della Costituzione poiché demanda
  a un provvedimento del Presidente del Consiglio la facoltà di
  porre un onere a carico del bilancio, mentre pone a carico
  della legge finanziaria l'obbligo di disporre la relativa
  copertura.
       all'emendamento 49.13, a condizione che il comma 3 sia
  così riformulato: '3.  Il finanziamento della Commissione può
  essere integrato, nella misura massima del 50 per cento
  dell'autorizzazione di spesa di cui al comma 2, mediante il
  versamento annuale da parte dei fondi pensioni di una quota
  non superiore allo 0,5 per mille dei flussi annuali dei
  contributi incassati.  Gli importi e le modalità dei versamenti
  sono definiti, sentita la commissione di vigilanza, con
  apposito decreto del Ministro del tesoro, di concerto con il
  Ministro del lavoro e della previdenza sociale".
 
                              Pag. 15
 
     L'emendamento nella sua attuale formulazione, infatti, non
  consente la necessaria certezza finanziaria in ordine al
  funzionamento di una struttura amministrativa, attribuendo ad
  essa una forma di autofinanziamento di entità variabile e
  tendenzialmente crescente al cui tasso di incremento verrebbe
  agganciato il dimensionamento della struttura.
                          NULLA OSTA
  sui rimanenti emendamenti".
 
     Silvio LIOTTA,  presidente,  rileva che il relatore
  ha sostanzialmente sottoposto all'attenzione della Commissione
  gli emendamenti 47.43 e 49.13.  Il primo riguarda il regime di
  deducibilità fiscale del contributo della previdenza
  complementare e il secondo le spese per il funzionamento della
  Commissione di vigilanza, che si avvalgono di un finanziamento
  di 5 miliardi e di una seconda quota derivante dallo 0,5 dei
  flussi dai contributi incassati dai fondi pensione.
 
     Daniele ROSCIA (gruppo lega nord) rileva che la forte
  contrapposizione che si sta verificando in Commissione
  bilancio sul provvedimento deriva dalla pesante forzatura del
  Governo, che vuole chiudere la discussione in tempi troppo
  ristretti.  Se si può capire l'esigenza di rassicurare i
  mercati, va anche tenuto presente che il settore previdenziale
  è rimasto bloccato per decenni e non si può pretendere di
  riformarlo in poche sedute.
     In Commissione bilancio si deve approfondire l'aspetto
  delle coperture finanziarie.  Il testo trasmesso, ad esempio,
  prevede la sottrazione di fondi destinati alla riforma della
  scuola secondaria superiore.  In altri termini, il metodo
  seguito dall'attuale Governo sembra contraddire le sue stesse
  dichiarazioni teoriche e si procede creando buchi ora in un
  settore ora nell'altro, a seconda delle esigenze del
  momento.
 
     Mariolina MOIOLI VIGANO' (gruppo CCD) si associa alla
  richiesta di approfondire maggiormente gli emendamenti
  trasmessi, per valutarli con maggiore consapevolezza.
 
     Giancarlo MALVESTITO (gruppo lega nord) sottolinea che
  decidere sotto la spinta delle fretta può portare a cattivi
  risultati.  Mettere la Commissione in condizione di esaminare
  in pochi minuti gli emendamenti a una parte qualificante del
  provvedimento non può che provocare la reazione risentita da
  parte dei gruppi.  A titolo di esempio, richiama l'attenzione
  sul comma 10- bis  che si vuole introdurre con
  l'emendamento 47.43, con conseguenze non verificate.
 
     Florindo D'AIMMO (gruppo PPI),  relatore,
  sottolinea che il comma 10- bis,  richiamato dal deputato
  Malvestito, prevede una esenzione fiscale per le convenzioni
  tra fondi pensioni e istituti assicurativi, per evitare che,
  come avveniva in precedenza, si arrivi ad una tripla
  tassazione degli stanziamenti devoluti ai fondi pensione, del
  relativo capitale e poi delle rendite da essi erogati.
 
     Silvio LIOTTA,  presidente,  considerato che non è
  possibile giungere all'espressione del parere nel tempo a
  disposizione prima dell'inizio delle votazioni in Assemblea
  sospende la seduta in modo di consentire ai gruppi di valutare
  l'illustrazione degli emendamenti fatta dal relatore.
 
     La seduta, sospesa alle 11, riprende alle 11,45.
 
     Florindo D'AIMMO (gruppo PPI),  relatore,
  ribadisce che, ad eccezione degli emendamenti 47.43 e 49.13,
  gli altri non sembrano comportare effetti finanziari
  peggiorativi rispetto al testo, su cui la Commissione ha già
  espresso parere favorevole.
 
     Luigi MARINO (gruppo rifondazione
  comunista-progressisti), chiede che sia approfondito il
  capoverso 5 dell'emendamento 49.13, che istituisce un nuovo
  ruolo per il personale dipendente dalla commissione di
  vigilanza.
 
                              Pag. 16
 
     Su proposta di Silvio LIOTTA,  presidente,  la
  Commissione esprime nulla osta su tutti gli emendamenti
  trasmessi dalla Commissione lavoro in riferimento agli
  articoli da 40 a 50, ad eccezione degli emendamenti 47.43 e
  49.13 che verranno esaminati non appena possibile,
  compatibilmente con i lavori dell'Assemblea.
 
     La seduta, sospesa alle 12, riprende alle 13,10.
 
     Maria CARAZZI (gruppo rifondazione
  comunista-progressisti), interviene sull'emendamento 47.43 e
  più in generale sulle esenzioni fiscali previste per la
  previdenza complementare, sottolineando che non sono stati
  forniti elementi soddisfacenti sulla quantificazione del minor
  gettito per l'erario.
 
     Il sottosegretario Dino Piero GIARDA, dopo aver
  premesso che la proposta di condizione formulata dal relatore
  in relazione al comma 4- bis,  contenuto nell'emendamento
  47.43, appare del tutto coerente con le competenze della
  Commissione bilancio, precisa con riferimento al rilievo di
  Maria Carazzi che, per quanto riguarda le ipotesi di adesione
  degli individui alle forme di pensione complementare, si stima
  che in 15 anni si potrà giungere ad un livello pari circa al
  45 per cento dei lavoratori.
 
     Maria CARAZZI (gruppo rifondazione
  comunista-progressisti), obietta che si tratta di una semplice
  ipotesi e non di un modello previsionale scientifico.
 
     Il sottosegretario Dino Piero GIARDA fa presente che un
  modello scientifico in ordine ai comportamenti umani non può
  che basarsi sull'esperienza storica.  Nel caso concreto
  trattandosi di un istituto nuovo per l'ordinamento italiano le
  previsioni non sono tuttavia state fatte a caso, bensì
  prendendo a riferimento il comportamento degli individui in
  altri contesti socio-economici, ossia in paesi a economia di
  mercato paragonabili all'Italia.
 
     Maria CARAZZI (gruppo rifondazione
  comunista-progressisti) rileva che l'Italia è paragonabile a
  diversi paesi a economia di mercato, ma che tuttavia è stata
  sviluppata una sola ipotesi previsionale.  Ricorda che anche la
  Banca d'Italia si è riservata di esprimere valutazioni in
  proposito solo quando si avranno necessari dati
  statistico-attuariali.
 
     Luigi MARINO (gruppo rifondazione
  comunista-progressisti), intervenendo sull'emendamento 49.13,
  fa presente che la creazione di un apposito ruolo del
  personale dipendente dalla commissione di vigilanza non è
  un'operazione neutrale dal punto di vista degli effetti
  finanziari.  La creazione di tale ruolo contraddice inoltre,
  l'esigenza di razionalizzare la pubblica amministrazione, più
  volte affermata anche in relazione alle proposte di ridurre il
  numero dei ministeri.  L'emendamento già prevede che la
  Commissione possa avvalersi di "esperti", per cui non si
  giustifica il ricorso ad un ruolo apposito del personale
  permanentemente dipendente dalla commissione.
     Si rischia così oltretutto di innescare una reazione a
  catena in tutte le altre professionalità esistenti nel
  pubblico impiego.  La situazione potrebbe in tal modo divenire
  difficilmente controllabile.  Lo stesso emendamento prevede che
  il ministro del lavoro "vigili" sulla commissione di
  vigilanza.  Ciò può essere condivisibile laddove si parte
  dell'idea che non esistono strutture amministrative neutrali e
  che tutte debbono trovare al proprio vertice un referente
  politico che ne risponda dinanzi al Parlamento.  In questo
  senso, deve essere chiaro che il Ministro del lavoro si assume
  la responsabilità politica dell'operato della commissione.  La
  commissione, composta da un presidente e da 4 membri può
  avvalersi di esperti, può deliberare sulla sua organizzazione
  e sul suo funzionamento, sul trattamento giuridico ed
  economico del personale, sull'ordinamento delle carriere,
  sulla gestione delle spese e sulla composizione dei bilanci
  preventivi e consuntivi.  Si chiede se sia possibile lasciare
  ad un organo come la commissione un così ampio
 
                              Pag. 17
 
  potere decisorio, anche se l'emendamento prevede una
  formalizzazione delle deliberazioni della commissione da parte
  del ministro del lavoro.  In realtà, sembra che l'unica scelta
  che si vuole operare è quella di un provvedimento su misura
  per istituire un nuovo posto di direttore generale.  La
  complessità dell'emendamento è poi confermata dai compiti
  della commissione, che può anche procedere ad ispezioni.
  Ritiene che si potrebbe pensare di coinvolgere in tale compito
  il SECIT, eventualmente rivedendone la disciplina.  In
  conclusione, al di là di ogni proposito ostruzionistico,
  ritiene sia opportuna una maggiore attenzione sull'articolo
  49, così come riformulato dalla Commissione lavoro.
     Infine, segnala che il finanziamento tramite lo 0,5 per
  mille dei contributi incassati dai fondi pensioni potrà
  raggiungere livelli elevatissimi, eccessivi rispetto ad una
  struttura del tipo di quella prevista dall'emendamento.
 
     Silvio LIOTTA,  presidente,  rileva che la
  commissione di vigilanza è un organo di straordinaria
  importanza, perché potrebbe anche giungere ad operare in
  riferimento a somme addirittura superiori a quelle sottoposte
  al controllo della CONSOB.  Non spettando alla Commissione
  bilancio entrare analiticamente nel merito nell'articolazione
  del testo dell'emendamento, ritiene che si debba in realtà
  scegliere se dare per scontata una scarsa adesione dei
  lavoratori ai fondi pensione e quindi contenere al massimo le
  spese per la commissione di vigilanza oppure se ritenere
  credibile l'ipotesi di una larga adesione alla previdenza
  complementare e quindi disciplinare la commissione
  concedendole i mezzi adeguati al ruolo che essa dovrà
  ricoprire.  In questo senso, non rimane che aderire o meno alla
  proposta di parere del relatore, che presuppone un ruolo
  importante della commissione di vigilanza.
 
     Luigi MARINO (gruppo rifondazione
  comunista-progressisti) fa presente che la commissione dovrà
  anche pagare degli esperti e che quindi deve essere prevista
  la relativa copertura finanziaria.
 
     Silvio LIOTTA,  presidente,  rileva che le spese
  per il funzionamento della commissione sono state elevate
  dagli originari 3.500 milioni a 5 mila milioni annui, proprio
  per fornire una copertura finanziaria adeguata.
     La Commissione approva quindi la proposta di parere del
  relatore relativa agli emendamenti 47.43 e 49.13.
 
     La seduta termina alla 13,45.
 
DATA=950706 FASCID=SMC12-188 TIPOSTA=SMC LEGISL=12 NCOMM=05 SEDE=CO NSTA=0188 TOTPAG=0035 TOTDOC=0015 NDOC=0006 TIPDOC=B DOCTIT=0000 COMM=C5 D FCN PAGINIZ=0013 RIGINIZ=001 PAGFIN=0018 RIGFIN=001 UPAG=NO PAGEIN=13 PAGEFIN=18 SORTRES=9507063 SORTDDL= FASCIDC=12SMC 00188 SORTNAV=59507060 00188 b00000 ZZSMC188 NDOC0006 TIPDOCB DOCTIT0006 NDOC0006



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