| SEGUITO DISCUSSIONE: C2549, C141, C181, C221, C227, C264,
C265, C276, C313, C314, C321, C367, C421, C422, C440, C452,
C519, C626, C710, C711, C712, C782, C819, C838, C844, C906,
C1048, C1055, C1067, C1101, C1105, C1106, C1138, C1387, C1408,
C1447, C1514, C1564, C1606, C1691, C1723, C1784, C1939, C1950,
C1983, C2015, C2047, C2049, C2067, C2095, C2108, C2153, C2155,
C2179, C2214, C2301, C2326, C2332, C2433, C2463, C2520, C2539,
C2570.
LAVASS
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| ...SEGUITO DISCUSSIONE: C2549, C141, C181, C221, C227, C264,
C265, C276, C313, C314, C321, C367, C421, C422, C440, C452,
C519, C626, C710, C711, C712, C782, C819, C838, C844, C906,
C1048, C1055, C1067, C1101, C1105, C1106, C1138, C1387, C1408,
C1447, C1514, C1564, C1606, C1691, C1723, C1784, C1939, C1950,
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| GIANNI FRANCESCO MATTIOLI. Signor Presidente, intervengo
per chiederle, a fronte dei nostri lavori, in una fase
impegnativa e difficile della Repubblica, di dedicare
qualche istante per ricordare Alex Langer.
Non si tratta, signor Presidente, di una commemorazione
irrituale, non prevista dalle nostre regole per membri di
altre istituzioni parlamentari, bensì di un intervento
sull'ordine dei lavori, poiché mi sembra che alcuni
elementi della vicenda umana e politica di Langer si
intreccino strettamente con i problemi che noi, deputati
di questa Camera nella XII legislatura, abbiamo di
fronte.
Ci troviamo a discutere di un provvedimento che segna
profonde divisioni tra di noi, ed è giusto che nel merito
vi siano divisioni tra di noi; ma tra di noi vi sono anche
divisioni profonde di appartenenza, che rendono ogni atto
politico una guerra e danno a vedere il rischio che si
consolidi una maggioranza e che un potere voglia spazzar
via gli altri dalle comuni istituzioni.
Ricordiamo qui un uomo politico che ha dedicato la sua
attività a costruire ponti tra le diverse appartenenze, a
battersi contro le barriere, contro le divisioni e gli odi
razziali, rifiutando l'appartenenza ad un'etnia, ad una
razza, a un partito, a una religione come
segno di divisione. Il suo impegno per la convivenza
etnica in sud Tirolo sarà ricordato.
Ha scritto ieri un nostro collega deputato: se la
difficile situazione sudtirolese non è degenerata in una
vicenda di stile bosniaco, il merito è anche suo.
Pensava, Langer, che fosse giunta per i popoli del mondo
un'età adulta in cui alla straordinaria efficacia delle
tecnologie, che ci fanno abitanti del mondo,
corrispondesse anche un nostro sentirci cittadini del
mondo, per i quali, dunque, i confini regionali e
nazionali segnassero differenze di culture e di tradizioni
da conservare e custodire e non più contrapposizioni di
interessi, di eserciti sui confini. Pensava che il tempo
di un'autorità mondiale fosse maturo e che i cittadini del
mondo, che vogliono la pace, sapessero spostarsi e mettere
i loro corpi là dove la divisione di confini diviene
spargimento di sangue. Questo punto di vista lo ha spinto
in tutto questo tempo a percorrere le strade della Bosnia
per portarne poi l'eco delle sofferenze nel Parlamento
europeo, affinché si muovesse dalla sua inerzia, e ad
impegnarsi per scongiurare, in presenza della ripresa dei
tests nucleari francesi, la riapertura di una folle
corsa.
Dunque, la pace, la non violenza, non come amorevole
sermone, ma come volontà decisa di capire le ragioni degli
altri, al di là appunto delle appartenenze, anche a costo
di scandalizzare chi vive nella nicchia della sua
appartenenza e dunque delle sue tranquille certezze.
Così fu quando - è quasi un decennio - Langer portò
provocatoriamente i verdi, cresciuti nelle "tavolette
bibliche" della sinistra, ad affrontare la questione
dell'aborto - facendo salva la scelta della donna - come
enorme offesa alla vita; o quando, pochi mesi fa,
infaticabile costruttore di solidarietà trasversale, si
trascinò dietro il Parlamento europeo nel rifiuto della
brevettabilità di manipolazioni genetiche, di organismi
biologici, di operazioni condotte all'insegna del lucro.
Vi chiederete, onorevoli colleghi, perché io richiami ad
esempio di vita e di azioni costruttive un uomo scomparso
dolorosamente con un atto di disperazione. Era così
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forte il messaggio continuo, l'esempio di tenacia, di
forza, di pazienza, di speranza, che molti di noi hanno
dubitato della verità degli annunci. Ma forse anche questa
fine può essere per tutti noi motivo di riflessione.
E' ben dura una famiglia umana, la nostra, in cui il
lavoro, la vita di un uomo buono, che vuole costruire e
pacificare, possa trascorrere in una solitudine profonda,
senza che neppure dai più vicini interlocutori questa
solitudine venga avvertita. Come è possibile che i più
vicini, noi, che abbiamo condiviso grandi ideali, fossimo
umanamente così poveri, aridi ed ostili da lasciar
crescere questa solitudine fino a farla diventare
insopportabile? Ma più in generale, onorevoli colleghi, la
politica può essere divenuta così tanto rappresentazione
di interessi, di potere, di narcisismi e così poco pratica
di vita e di buona umanità da lasciar soli coloro che ai
grandi ideali accompagnano anche coerenza di vita?
Si conclude qui, signor Presidente e onorevoli colleghi,
questo ricordo, che non voleva essere una biografia
ammantata di retorica. Langer è stato uno dei fondatori
dei verdi ed era amico di molti deputati presenti in
quest'aula, che pure appartengono a gruppi diversi. Ma più
che l'orgoglio di questa appartenenza o di questa amicizia
ci colpisce, oggi, il dolore di avere approfittato troppo
poco di una occasione invero straordinaria che ci era
stata regalata per imitare, nella pratica di vita, un uomo
che agli ideali univa la generosità instancabile delle sue
forze.
Dunque, signor Presidente, dolore per noi, per tutti, e
semmai la speranza che l'esempio di un giusto sia così
forte da produrre comunque buoni frutti. Al dolore di
Valeria vorremmo unire il nostro, per tentare di rendere
il suo meno grande (vivi generali applausi - I deputati
si levano in piedi e con essi i membri del Governo).
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