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Testi integrali degli Atti Parlamentari della XII Legislatura

Documento


113777
STA0212-0017
Stenografico d'Aula n. 212 del 6 luglio 1995 (STA12-212)
(suddiviso in 260 Unità Documento)
Unità Documento n.17 (che inizia a pag.12793 dello stampato)
(il TITOLO si trova nell'Unità Documento n.8)
SEGUITO DISCUSSIONE: C2549, C141, C181, C221, C227, C264, C265, C276, C313, C314, C321, C367, C421, C422, C440, C452, C519, C626, C710, C711, C712, C782, C819, C838, C844, C906, C1048, C1055, C1067, C1101, C1105, C1106, C1138, C1387, C1408, C1447, C1514, C1564, C1606, C1691, C1723, C1784, C1939, C1950, C1983, C2015, C2047, C2049, C2067, C2095, C2108, C2153, C2155, C2179, C2214, C2301, C2326, C2332, C2433, C2463, C2520, C2539, C2570. LAVASS
...SEGUITO DISCUSSIONE: C2549, C141, C181, C221, C227, C264, C265, C276, C313, C314, C321, C367, C421, C422, C440, C452, C519, C626, C710, C711, C712, C782, C819, C838, C844, C906, C1048, C1055, C1067, C1101, C1105, C1106, C1138, C1387, C1408, C1447, C1514, C1564, C1606, C1691, C1723, C1784, C1939, C1950, C1983, C2015, C2047, C2049, C2067, C2095, C2108, C2153, C2155, C2179, C2214, C2301, C2326, C2332, C2433, C2463, C2520, C2539, C2570.
GIANNI FRANCESCO MATTIOLI.
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE IRENE PIVETTI
ZZSTA ZZRES ZZSTA060795 ZZSTA950706 ZZSTA000795 ZZSTA000095 ZZSTA212 ZZ12 ZZDI ZZLL
    GIANNI FRANCESCO  MATTIOLI.  Signor Presidente, intervengo
  per chiederle, a fronte dei nostri lavori, in una fase
  impegnativa e difficile della Repubblica, di dedicare
  qualche istante per ricordare Alex Langer.
    Non si tratta, signor Presidente, di una commemorazione
  irrituale, non prevista dalle nostre regole per membri di
  altre istituzioni parlamentari, bensì di un intervento
  sull'ordine dei lavori, poiché mi sembra che alcuni
  elementi della vicenda umana e politica di Langer si
  intreccino strettamente con i problemi che noi, deputati
  di questa Camera nella XII legislatura, abbiamo di
  fronte.
    Ci troviamo a discutere di un provvedimento che segna
  profonde divisioni tra di noi, ed è giusto che nel merito
  vi siano divisioni tra di noi; ma tra di noi vi sono anche
  divisioni profonde di appartenenza, che rendono ogni atto
  politico una guerra e danno a vedere il rischio che si
  consolidi una maggioranza e che un potere voglia spazzar
  via gli altri dalle comuni istituzioni.
    Ricordiamo qui un uomo politico che ha dedicato la sua
  attività a costruire ponti tra le diverse appartenenze, a
  battersi contro le barriere, contro le divisioni e gli odi
  razziali, rifiutando l'appartenenza ad un'etnia, ad una
  razza, a un partito, a una religione come
  segno di divisione.  Il suo impegno per la  convivenza
  etnica in sud Tirolo sarà ricordato.
    Ha scritto ieri un nostro collega deputato: se la
  difficile situazione sudtirolese non è degenerata in una
  vicenda di stile bosniaco, il merito è anche suo.
    Pensava, Langer, che fosse giunta per i popoli del mondo
  un'età adulta in cui alla straordinaria efficacia delle
  tecnologie, che ci fanno abitanti del mondo,
  corrispondesse anche un nostro sentirci cittadini del
  mondo, per i quali, dunque, i confini regionali e
  nazionali segnassero differenze di culture e di tradizioni
  da conservare e custodire e non più contrapposizioni di
  interessi, di eserciti sui confini.  Pensava che il tempo
  di un'autorità mondiale fosse maturo e che i cittadini del
  mondo, che vogliono la pace, sapessero spostarsi e mettere
  i loro corpi là dove la divisione di confini diviene
  spargimento di sangue.  Questo punto di vista lo ha spinto
  in tutto questo tempo a percorrere le strade della Bosnia
  per portarne poi l'eco delle sofferenze nel Parlamento
  europeo, affinché si muovesse dalla sua inerzia, e ad
  impegnarsi per scongiurare, in presenza della ripresa dei
  tests  nucleari francesi, la riapertura di una folle
  corsa.
    Dunque, la pace, la non violenza, non come amorevole
  sermone, ma come volontà decisa di capire le ragioni degli
  altri, al di là appunto delle appartenenze, anche a costo
  di scandalizzare chi vive nella nicchia della sua
  appartenenza e dunque delle sue tranquille certezze.
    Così fu quando - è quasi un decennio - Langer portò
  provocatoriamente i verdi, cresciuti nelle "tavolette
  bibliche" della sinistra, ad affrontare la questione
  dell'aborto - facendo salva la scelta della donna - come
  enorme offesa alla vita; o quando, pochi mesi fa,
  infaticabile costruttore di solidarietà trasversale, si
  trascinò dietro il Parlamento europeo nel rifiuto della
  brevettabilità di manipolazioni genetiche, di organismi
  biologici, di operazioni condotte all'insegna del lucro.
    Vi chiederete, onorevoli colleghi, perché io richiami ad
  esempio di vita e di azioni costruttive un uomo scomparso
  dolorosamente con un atto di disperazione.  Era così
 
                             Pag. 12794
 
  forte il messaggio continuo, l'esempio di  tenacia, di
  forza, di pazienza, di speranza, che molti di noi hanno
  dubitato della verità degli annunci.  Ma forse anche questa
  fine può essere per tutti noi motivo di riflessione.
    E' ben dura una famiglia umana, la nostra, in cui il
  lavoro, la vita di un uomo buono, che vuole costruire e
  pacificare, possa trascorrere in una solitudine profonda,
  senza che neppure dai più vicini interlocutori questa
  solitudine venga avvertita.  Come è possibile che i più
  vicini, noi, che abbiamo condiviso grandi ideali, fossimo
  umanamente così poveri, aridi ed ostili da lasciar
  crescere questa solitudine fino a farla diventare
  insopportabile?  Ma più in generale, onorevoli colleghi, la
  politica può essere divenuta così tanto rappresentazione
  di interessi, di potere, di narcisismi e così poco pratica
  di vita e di buona umanità da lasciar soli coloro che ai
  grandi ideali accompagnano anche coerenza di vita?
    Si conclude qui, signor Presidente e onorevoli colleghi,
  questo ricordo, che non voleva essere una biografia
  ammantata di retorica.  Langer è stato uno dei fondatori
  dei verdi ed era amico di molti deputati presenti in
  quest'aula, che pure appartengono a gruppi diversi.  Ma più
  che l'orgoglio di questa appartenenza o di questa amicizia
  ci colpisce, oggi, il dolore di avere approfittato troppo
  poco di una occasione invero straordinaria che ci era
  stata regalata per imitare, nella pratica di vita, un uomo
  che agli ideali univa la generosità instancabile delle sue
  forze.
    Dunque, signor Presidente, dolore per noi, per tutti, e
  semmai la speranza che l'esempio di un giusto sia così
  forte da produrre comunque buoni frutti.  Al dolore di
  Valeria vorremmo unire il nostro, per tentare di rendere
  il suo meno grande  (vivi generali applausi - I deputati
  si levano in piedi e con essi i membri del Governo).
 
DATA=950706 FASCID=STA12-212 TIPOSTA=STA LEGISL=12 NCOMM= SEDE= NSTA=0212 TOTPAG=0086 TOTDOC=0260 NDOC=0017 TIPDOC=O DOCTIT=0008 COMM= DI PAGINIZ=0005 RIGINIZ=018 PAGFIN=0006 RIGFIN=035 UPAG=NO PAGEIN=12793 PAGEFIN=12794 SORTRES=9507063 SORTDDL= FASCIDC=12STA 00212 SORTNAV=59507062 00212 200000 ZZSTA212 NDOC0017 TIPDOCO DOCTIT0008 NDOC0008



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