Banche dati professionali (ex 3270)
Testi integrali degli Atti Parlamentari della XII Legislatura

Documento


113840
STA0212-0080
Stenografico d'Aula n. 212 del 6 luglio 1995 (STA12-212)
(suddiviso in 260 Unità Documento)
Unità Documento n.80 (che inizia a pag.12803 dello stampato)
(il TITOLO si trova nell'Unità Documento n.8)
SEGUITO DISCUSSIONE: C2549, C141, C181, C221, C227, C264, C265, C276, C313, C314, C321, C367, C421, C422, C440, C452, C519, C626, C710, C711, C712, C782, C819, C838, C844, C906, C1048, C1055, C1067, C1101, C1105, C1106, C1138, C1387, C1408, C1447, C1514, C1564, C1606, C1691, C1723, C1784, C1939, C1950, C1983, C2015, C2047, C2049, C2067, C2095, C2108, C2153, C2155, C2179, C2214, C2301, C2326, C2332, C2433, C2463, C2520, C2539, C2570. LAVASS
...SEGUITO DISCUSSIONE: C2549, C141, C181, C221, C227, C264, C265, C276, C313, C314, C321, C367, C421, C422, C440, C452, C519, C626, C710, C711, C712, C782, C819, C838, C844, C906, C1048, C1055, C1067, C1101, C1105, C1106, C1138, C1387, C1408, C1447, C1514, C1564, C1606, C1691, C1723, C1784, C1939, C1950, C1983, C2015, C2047, C2049, C2067, C2095, C2108, C2153, C2155, C2179, C2214, C2301, C2326, C2332, C2433, C2463, C2520, C2539, C2570.
LANFRANCO TURCI.
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE IRENE PIVETTI
ZZSTA ZZRES ZZSTA060795 ZZSTA950706 ZZSTA000795 ZZSTA000095 ZZSTA212 ZZ12 ZZDI ZZLL
    LANFRANCO TURCI.  Siamo dunque in presenza di una proposta
  che ha una doppia valenza, con un aspetto più propriamente
  sociale: si tratta di indirizzare una parte del risparmio
  forzoso del trattamento di fine rapporto verso uno
  strumento, quale i fondi pensione, che ne consenta una
  maggiore valorizzazione.  In tal modo si va a costruire un
  filone integrativo della futura previdenza pubblica,
  cosicché si può ritenere che da qui a 15 o 20 anni, quando
  la riforma sarà entrata a regime, a fianco della
  previdenza pubblica e quindi della pensione pubblica,
  avremo una significativa pensione integrativa collettiva
  che contribuirà alla formazione del reddito dei futuri
  pensionati, oltre ovviamente alla parte derivante dalla
  previdenza pubblica.
 
                             Pag. 12804
 
  Non siamo, comunque,  di fronte solo ad un'importante
  riforma dal lato previdenziale e sociale; siamo di fronte
  anche ad una fortissima innovazione per quanto riguarda
  l'aspetto finanziario ed è soprattutto su tale versante
  che ha lavorato la Commissione finanze, considerata anche
  la natura della sua competenza.
    Vorrei ricordare ai colleghi un solo dato per dare il
  senso dell'importanza dei termini ai quali ci stiamo
  riferendo: secondo, per esempio, le previsioni del centro
  studi CER, a cinque anni dall'entrata in vigore della
  riforma è prevedibile che l'ammontare delle risorse messe
  in moto dai fondi pensione sarà di circa 60 mila miliardi;
  è inoltre prevedibile che sia di 150 mila miliardi dopo 10
  anni e di 900 mila miliardi in un arco di tempo più lungo.
  Queste stime del CER sono state effettuate escludendo dal
  calcolo l'apporto dei dipendenti pubblici; considerato
  però che la riforma riguarderà anche tali lavoratori, vi è
  da ritenere che tale ammontare sarà ancora più
  significativo.  Ebbene, cifre di tal genere saranno in
  grado di cambiare radicalmente lo spessore ed il modo di
  essere dei mercati finanziari italiani.  Da tempo ci si
  lamenta del fatto che in Italia i mercati finanziari sono
  asfittici, dominati da tradizionali soggetti legati alle
  grandi famiglie, incapaci di alimentare un sano flusso di
  capitalizzazione nel nostro sistema imprenditoriale.  Si
  deve dunque ritenere che non meno significativa, rispetto
  al versante sociale e previdenziale, la riforma sarà sul
  lato dei mercati finanziari con un ispessimento ed una
  maggiore trasparenza degli stessi, nonché con una
  rivitalizzazione complessiva dell'apparato produttivo.
    In tale ottica la Commissione finanze ha lavorato sul
  testo predisposto dal Governo, cercando di apportare
  alcune modifiche significative nel senso di accentuare
  l'indicazione di massima che ho illustrato.
    Vorrei accennare ad alcune delle modifiche, alle quali si
  è giunti dopo un assiduo lavoro della Commissione finanze,
  recepite dal relatore, collega Sartori.
    Ci siamo innanzitutto sforzati di sottolineare il
  riconoscimento della titolarità dei fondi pensione circa
  le risorse che saranno loro assegnate dai contratti e
  dagli accordi
  che daranno vita agli stessi.  Su tale punto vi  è stato un
  grosso dibattito anche fra gli addetti ai lavori e sulla
  stampa specializzata.  Ciò che intendiamo richiamare
  all'attenzione dei colleghi è che i fondi pensione non
  potranno essere dei semplici passacarte, dei soggetti
  anonimi, insignificanti, capaci solo di delegare le
  risorse a coloro che già oggi operano sui mercati
  finanziari, si chiamino assicurazioni, banche, SIM o fondi
  aperti, poiché questi sono i soggetti al quali fa
  riferimento la legge.  Stabilendo la titolarità, e con ciò
  il diritto di voto, in capo ai fondi pensione per i titoli
  mobiliari che saranno acquisiti dai gestori, intendiamo
  affermare un ruolo attivo dei fondi pensione nel futuro
  dei mercati finanziari italiani.
    Se guardiamo all'esperienza di altri paesi, possiamo
  notare che, per esempio, negli Stati Uniti i fondi
  pensione controllano il 20 per cento del titoli azionari.
  So bene che negli Stati Uniti i fondi pensione hanno un
  peso che sicuramente non sarà raggiunto in futuro in
  Italia, perché è noto che in quel paese la previdenza
  pubblica ha un ruolo marginale.  Indubbiamente, si può però
  ritenere che nei prossimi anni i fondi pensione potranno
  giocare un ruolo importante sia sui titoli del debito
  pubblico, sia sui titoli azionari; vorremmo pertanto
  creare le condizioni perché lo svolgano da soggetti attivi
  e non semplicemente da portaborse o da portavoce di
  qualcun altro.
    Questa è stata la prima ispirazione secondo la quale ci
  siamo mossi ed in forza della quale abbiamo lavorato, in
  particolare, sul tema delicato del rapporto fra fondi
  pensione e gestori e, in particolare, tra fondi pensione e
  assicurazioni.
    La distinzione tra fondi pensione e gestori, che fa parte
  della filosofia della proposta del Governo e dell'accordo
  tra quest'ultimo e sindacati, ci ha trovato d'accordo in
  quanto, pur affermando un ruolo attivo dei fondi pensione,
  siamo anche noi convinti dell'opportunità di escludere una
  gestione attiva in capo ai fondi pensione e, quindi, di
  una distinzione di ruoli tra fondo pensione e gestore
  finanziario.  Dopo di ciò, però, avendo "picchettato"
  questo rapporto con la titolarità e con il diritto di
  voto, crediamo di aver affrontato il tema in modo
  equilibrato.
 
                             Pag. 12805
 
  All'interno  di questa cornice si è posta la  vexata
  quaestio  delle assicurazioni.  Al riguardo, vorrei
  premettere che non condivido una lettura demonologica od
  ideologica del tema, quasi che in relazione all'esistenza
  o meno di uno spazio per le assicurazioni in questo campo
  affermassimo il capitalismo virtuoso del duemila, o il
  capitalismo perverso degli anni trenta.
    In verità, nessuno di noi è così ingenuo da non sapere che
  oggi sistema assicurativo e sistema finanziario sono
  strettamente compenetrati, cosicché se volessimo parlare
  del maggiore gruppo assicurativo italiano faremmo fatica a
  distinguerne il controllo da quello dei più grandi gruppi
  finanziari italiani; oppure, se volessimo guardare ai
  processi di privatizzazione messi in atto dal Governo Dini
  per quello che riguarda l'INA, sapremmo con certezza che
  da qui a qualche tempo, l'INA, che è il secondo gruppo
  assicurativo italiano, sarà controllato da un gruppo
  composto dalle maggiori banche italiane.
    Definito il contesto per evitare di sopravvalutare aspetti
  tecnici importanti ma non strategicamente determinanti, ci
  siamo mossi per ridurre quanto più possibile
  l'utilizzazione della gestione in conto patrimonio, da
  parte delle assicurazioni, delle risorse dei fondi
  pensione.  Valuteremo gli emendamenti che su questo aspetto
  ci presenterà il relatore Sartori, il quale ieri sera ha
  accennato ad una qualche possibile e parziale modifica su
  questo terreno.  Tengo a dire che la Commissione finanze si
  è mossa in un'ottica tesa comunque a valorizzare al
  massimo il ruolo dei fondi pensione, senza pregiudiziali -
  lo ripeto - ideologiche che non hanno ispirato il nostro
  lavoro e il nostro sforzo di elaborazione.
    Vorrei sottolineare due aspetti del lavoro compiuto dalla
  Commissione finanze.  La proposta del Governo prevede, a
  modifica del precedente decreto legislativo n. 124 del
  1993, tutt'ora vigente, la possibilità per i fondi
  pensione di erogare direttamente le rendite ai lavoratori,
  una volta che questi ultimi abbiano maturato l'età del
  pensionamento, ipotesi questa esclusa dal decreto
  legislativo che ho richiamato.
    Dopo un'ampia discussione, abbiamo ri
  tenuto di accettare questa modifica, prevedendo però di
  contornarla da ulteriori elementi di garanzia rispetto a
  quelli già previsti nel testo del Governo.  Ciò proprio
  perché sappiamo che si tratta di meccanismi delicati -
  soprattutto quelli che riguardano l'erogazione terminale
  della rendita individuale - che debbono essere corredati
  da adeguate garanzie, di tipo sia finanziario sia
  gestionale.  Al riguardo nel parere della Commissione
  finanze si è proposto di inserire alcuni elementi
  correttivi nel testo del Governo.
    Infine, nella nostra impostazione abbiamo superato una
  delle richieste di delega che il Governo aveva inserito
  nel suo progetto e che riguardava l'istituzione e la
  regolamentazione della commissione di vigilanza.  Abbiamo
  ritenuto più opportuno (con l'intesa naturalmente anche
  dei rappresentanti del Governo nella Commissione finanze)
  di superare il principio di delega ed andare ad una piena,
  sostanziale normativizzazione anche della funzionalità
  della commissione di vigilanza in una nuova veste.  Abbiamo
  previsto una commissione di vigilanza ristretta - sul
  modello della CONSOB per intenderci - al fine di
  valorizzarne l'autorevolezza, l'autonomia e la
  professionalità.  Credo che la soluzione cui siamo giunti
  sia valida e che, se al momento opportuno le scelte che il
  Governo dovrà compiere saranno qualificate sul piano
  professionale e deontologico, avremo una commissione
  capace di accompagnare il decollo dei fondi pensione e di
  evitare degenerazioni che, come in tutte le cose umane,
  sono possibili anche nella fase di nascita e di crescita
  dei fondi pensione.
    Credo così di aver accennato un po' a tutti i problemi,
  tranne forse ad uno, che voglio ora sottolineare.
    Nella dinamica di costituzione di questo secondo pilastro
  previdenziale e di questo nuovo investitore istituzionale,
  rappresentato dai fondi pensione, abbiamo tenuto presente
  un possibile rischio in termini economici e sociali che
  non deve essere sottovalutato dalla Camera.  In sostanza, i
  fondi pensione, per loro stessa natura, saranno capaci di
  attrarre risorse dalla generalità delle imprese, dalla
  generalità dei territori, ma potranno essere più
  funzionali ai
 
                             Pag. 12806
 
  mercati azionari quotati, ai mercati finanziari che
  operano in rapporto alle grandi imprese e alle aree forti
  del paese, piuttosto che  ai territori deboli o a quella
  galassia enorme delle piccole imprese, pur decisive per
  l'attuale ed anche per il futuro sviluppo economico del
  nostro paese.
    Non è facile risolvere questo problema che emerge
  inevitabilmente con la costituzione dei fondi pensione,
  anche perché abbiamo escluso che la soluzione possa
  trovarsi in vincoli amministrativi di portafoglio in capo
  ai futuri fondi pensione: sarebbe una soluzione
  burocratica, con il rischio di immobilizzare, senza
  frutto, una buona parte delle risorse dei fondi
  pensione.
    Al momento, abbiamo intravisto una via d'uscita intanto
  nel fatto che i fondi pensione non sono necessariamente
  solo nazionali, ma possono essere anche territoriali;
  dunque, possono nascere dei fondi pensione articolati
  territorialmente, più capaci quindi di dialogare con la
  realtà dei mercati finanziari locali, con la realtà
  imprenditoriale locale.  E' questa una linea di indirizzo
  che non dovrà essere scoraggiata per far nascere solo
  fondi pensione basati su contratti nazionali.
    In secondo luogo, abbiamo previsto espressamente, con una
  modifica al testo del Governo, che i fondi pensione
  possano acquisire direttamente quote dei fondi immobiliari
  chiusi.  Questo strumento finanziario, com è noto, è stato
  istituito con legge approvata nella scorsa legislatura.  In
  Italia è ancora in fase di decollo: cominciano ora a
  nascere i primi fondi immobiliari chiusi, che
  rappresentano uno strumento tipicamente tarato sul decollo
  delle piccole e medie imprese.  E' bene dire però che in
  paesi con mercati finanziari più evoluti dei nostri, i
  fondi immobiliari chiusi hanno già una solida tradizione:
  operano attivamente nella fase di crescita e di decollo
  delle piccole e medie imprese.  Devo dire, poi, che i dati
  acquisiti dimostrano che nei paesi che hanno una vasta
  rete di fondi immobiliari chiusi, sono proprio i fondi
  pensione i principali azionisti di tali fondi.
    Dunque, abbiamo inteso indicare espressamente questa
  strada, che deve essere incoraggiata per il futuro.
  Naturalmente, anche  tale indicazione non basterà.
  Occorrerà uno sforzo che, prima ancora che giuridico e
  legislativo, dovrà essere economico, dovrà essere compiuto
  dagli operatori economici, dalle associazioni di
  rappresentanza delle imprese artigiane e delle piccole e
  medie imprese, dagli operatori finanziari, per portare sul
  mercato nuovi prodotti finanziari, capaci da un lato di
  interagire con le risorse dei fondi pensione e dall'altro
  di interagire con i processi di capitalizzazione delle
  piccole e medie imprese.
    Questa è una sfida che abbiamo di fronte e che deve essere
  incoraggiata se vogliamo evitare, appunto, un possibile
  effetto perverso della nascita di questo investitore
  istituzionale, che sia attratto unicamente o verso i
  titoli del debito pubblico o verso i titoli immobiliari
  delle grandi imprese.  E' una preoccupazione che al momento
  si può solo sottolineare ed indicare come campo di lavoro
  per il futuro  (Applausi dei deputati del gruppo
  progressisti-federativo).
 
DATA=950706 FASCID=STA12-212 TIPOSTA=STA LEGISL=12 NCOMM= SEDE= NSTA=0212 TOTPAG=0086 TOTDOC=0260 NDOC=0080 TIPDOC=O DOCTIT=0008 COMM= DI PAGINIZ=0015 RIGINIZ=064 PAGFIN=0018 RIGFIN=061 UPAG=NO PAGEIN=12803 PAGEFIN=12806 SORTRES=9507063 SORTDDL= FASCIDC=12STA 00212 SORTNAV=59507062 00212 200000 ZZSTA212 NDOC0080 TIPDOCO DOCTIT0008 NDOC0008



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