Banche dati professionali (ex 3270)
Testi integrali degli Atti Parlamentari della XII Legislatura

Documento


114139
SMC0190-0007
Bollettino Giunte e Commissioni n. 190 del 10 luglio 1995 - edizione definitiva - (SMC12-190)
(suddiviso in 39 Unità Documento)
Unità Documento n.7 (che inizia a pag.5 dello stampato)
              ...VII COMMISSIONE PERMANENTE
               (Cultura, scienza e istruzione)
 
 
...IN SEDE REFERENTE
C1369. LAVCOMM
C1369.
Proposta di legge: Nadia MASINI ed altri: Concessione di un contributo a favore dello svolgimento del XIII Congresso dell'Unione internazionale delle scienze preistoriche e protostoriche (1369). (Parere della I e della V Commissione).
(Esame e costituzione di un Comitato ristretto).
Gabriele DE ROSA. Luciana SBARBATI, presidente.
Lunedì 10 luglio 1995. - Presidenza del Vicepresidente Luciana SBARBATI.
ZZSMC ZZRES ZZSMC100795 ZZSMC950710 ZZSMC000795 ZZSMC000095 ZZSMC190 ZZ12 ZZD ZZC7 ZZRE ZZHH ZZII
     La Commissione inizia l'esame della proposta di legge.
 
     Gabriele DE ROSA (gruppo PPI),  relatore,  fa
  presente che il XIII congresso internazionale delle scienze
  preistoriche e protostoriche, che si terrà a Forli dall'8 al
  14 settembre 1996, si preannuncia come evento culturale di
  grande importanza non solo per il progresso degli studi nel
  campo delle società non letterate, nei campi dell'archeologia,
  delle varie età, dal paleolitico all'età del ferro, ma per
  quanto esso potrà offrire nell'opinione pubblica non solo
  italiana, ma europea e mondiale, come materia di comparazione
  fra civiltà molto diverse, tuttavia riavvicinate attraverso
  una ricerca scientifica sempre più nuova, e ricca di domande e
  di prospettive.  Sta finendo l'età dell'eurocentrismo, quando
  appunto la scienza storica europea rappresentava il termine di
  confronto con gli altri linguaggi culturali dei paesi "altri".
  Proprio la nascita e l'evoluzione dell'etnostoria, non più
  chiusa nell'ambito dei nostri concetti teorici sulle
  cosiddette società primitive, ma aperta all'analisi della
  storia vera e propria, dei processi culturali delle singole
  popolazioni del mondo abitato, a qualunque livello di
  organizzazione sociale appartengano, con particolare riguardo
  alle popolazioni non-industriali è il passo in avanti che
  consente oggi un diverso approccio, rispetto al secolo
  passato, nello studio delle popolazioni indigene.
     Nel momento storico attuale, così carico di incertezze e
  di nuove paure - dalle guerre vicine e più lontane, dal
  ritorno agli spettri nucleari alla immensa sete di giustizia,
  che sembra sommergere ogni tentativo di appagamento - eventi
  come il congresso di Forli appaiono come un richiamo profondo
  o un aiuto prezioso
 
                               Pag. 6
 
  offertoci dal mondo della cultura e della ricerca scientifica
  a riscoprire, per un giorno, per una settimana, i vincoli più
  importanti, o i soli veramente importanti, che legano in
  definitiva le vicende dell'umanità a un comune destino.
     Nel leggere il programma scientifico del congresso di
  Forli si può essere colpiti da un eclettismo delle voci,
  dall'eterogeneità dei temi, delle discipline, dei metodi di
  indagine: "I primi uomini e le loro manifestazioni culturali"
  è il titolo di una delle sessioni tematiche, che sembra
  rifarsi al campo vastissimo dell'etnostoria, certamente fra le
  scienze più giovani e di più dibattuta elaborazione, che
  investe lo studio delle società cosiddette semplici o
  primitive.  Negli ultimi decenni, dagli anni Quaranta in poi,
  l'etnostoria è uscita in maniera prorompente dalla fase
  gestionale, coinvolgendo sempre più etnografia e ricerca
  storica insieme, più di quanto avvenisse nel passato, con un
  allargamento interdisciplinare, che sarebbe stato incredibile
  prevedere agli inizi del secolo, quando ancora gli etnologi si
  rifiutavano all'innesto con la ricerca storica.  Quando fra i
  temi del Congresso si fa riferimento alla preistoria d'Africa,
  dell'Asia, dell'Oceania, dell'America è chiaro l'intendimento
  di arrivare a una serie di bilanci delle ricerche e degli
  esiti degli studi sulle popolazioni non letterate del mondo:
  dalle popolazioni precolombiane a quelle aborigene
  dell'Australia, alle popolazioni dell'Africa e dell'America.
  Oltre alle fonti documentarie tradizionali, scritte e orali,
  sono ricordate le fonti archeologiche: il che non fa che
  ribadire la validità del connubio fra etnografia e metodo
  storico.  Certamente, l'Europa non è il campo privilegiato
  dell'etnostoria; in tale continente, come è stato osservato da
  Trigger, "l'immediato equivalente sarebbe più lo studio del
  folclore e delle sopravvivenze preindustriali sulle società
  moderne che non quello delle 'culture a contatto" del mondo
  extraeuropeo".  Il Congresso, in altre parole, con i suoi temi
  etnostorici offre un aiuto ad uscire dall'eurocentrismo, per
  scoprire e capire meglio il passato di popolazioni per lunga
  tradizione codificate come popolazioni senza processi storici,
  ovvero senza cambiamento.
     Nel Congresso sono previsti altri temi, teorici e
  metodologici, per così dire più "europei": sul paleolitico
  inferiore, medio e superiore, sul neolitico, sull'età del
  ferro ecc., ma anche su archeologia e storia del Medioevo, un
  campo di indagine in Italia relativamente recente, ma molto
  sviluppato in quei paesi nei quali, per così dire, manca
  un'età antica, classica, e la storia incomincia con il
  Medioevo; ad esempio, la Polonia.  Al Congresso verrà
  illustrato "al mondo intero - come si legge nella proposta di
  legge - il patrimonio archeologico italiano e l'opera di
  ricerca che lo ha portato alla luce, oltreché le istituzioni
  culturali e scientifiche che operano in Italia, promuovendone
  l'immagine e la conoscenza".  Ritiene che verranno presentate
  anche le ricerche che le missioni archeologiche italiane
  conducono all'estero, nel Mediterraneo e nel Vicino Oriente;
  si augura che una così vasta rassegna concorra ad accrescere
  nelle scuole del Paese quell'interesse per il mondo
  preistorico e per l'antichità, che è essenziale riserva per la
  cultura e lo spirito della convulsa modernità.  Esprime,
  infine, l'auspicio di una rapida approvazione della proposta
  in esame che mira ad ottenere un contributo statale per la
  riuscita del congresso, oltre ai finanziamenti degli enti
  locali forlivesi, della regione Emilia-Romagna, della locale
  cassa di risparmio, delle sponsorizzazioni private, nonché dei
  proventi derivanti dalla commercializzazione dei prodotti
  editoriali.
     Propone, quindi, di costituire un Comitato ristretto.
 
     Luciana SBARBATI,  presidente,  esprime perplessità
  sulla copertura finanziaria prevista dalla proposta di legge
  in esame.
     La Commissione delibera, infine, di costituire un Comitato
  ristretto, riservandosi il presidente di nominarne i
  componenti sulla base delle indicazioni dei gruppi.
 
                               Pag. 7
 
     Luciana SBARBATI,  presidente,  sospende la seduta
  fino alle 15.
 
     La seduta, sospesa alle 11,55, è ripresa alle
  15,10.
 
DATA=950710 FASCID=SMC12-190 TIPOSTA=SMC LEGISL=12 NCOMM=07 SEDE=RE NSTA=0190 TOTPAG=0028 TOTDOC=0039 NDOC=0007 TIPDOC=B DOCTIT=0000 COMM=C7 D PAGINIZ=0005 RIGINIZ=035 PAGFIN=0007 RIGFIN=005 UPAG=NO PAGEIN=5 PAGEFIN=7 SORTRES=9507103 SORTDDL= FASCIDC=12SMC 00190 SORTNAV=59507100 00190 b00000 ZZSMC190 NDOC0007 TIPDOCB DOCTIT0007 NDOC0007



Ritorna al menu della banca dati