| La Commissione inizia l'esame della proposta di legge.
Angela NAPOLI (gruppo alleanza nazionale) relatore,
osserva che fin dalla IX legislatura la Commissione cultura
della Camera prese in esame una proposta di legge di
iniziativa del deputato Poli Bortone, recante "Provvedimenti
urgenti per il recupero e la protezione del patrimonio
artistico barocco e rinascimentale della città di Lecce".
Anche agli inizi dell'attuale legislatura, il deputato
Poli Bortone ha ripresentato la proposta - A.C. 275 - recante
"Provvedimenti urgenti per il recupero e la protezione del
patrimonio artistico barocco della città di Lecce".
Non esiste una normativa legislativa nazionale per la
tutela dei beni culturali ed ambientali, di cui l'Italia è
così ricca ed in particolare sono mancate leggi speciali per
la tutela dei beni culturali del Mezzogiorno.
Scopo della proposta in esame è l'approvazione di una
legge speciale per la protezione del patrimonio artistico
della città di Lecce, sulla falsariga di quanto già disposto,
negli ultimi anni, per molte città d'Italia, tra le quali
Roma, Siena, Venezia, Matera, Orvieto e Todi e Urbino.
Il patrimonio artistico e monumentale della città di Lecce
costituisce un caso esemplare della ricchezza di testimonianze
artistiche che caratterizza tante piccole e medie città
italiane, una risorsa importantissima sia per l'aspetto
turistico ed economico, sia per quello culturale. La città di
Lecce si caratterizza, per una originale struttura urbanistica
in cui i più famosi monumenti barocchi si inseriscono senza
soluzione di continuità su precedenti stratificazioni di
interventi di età medievale e rinascimentale.
Non va dimenticato che il patrimonio artistico e
monumentale della città di Lecce è stato già riconosciuto in
occasione della definizione del progetto speciale per gli
"Itinerari turistico-culturali del Mezzogiorno", approvato dal
CIPE nel dicembre 1982 ed anche nell'ambito degli stanziamenti
FIO previsti nella finanziaria 1988, anche se i 40 miliardi di
fondi FIO riservati alle città di Lecce e di Noto finirono
interamente a favore di quest'ultima, poiché per quanto
riguarda Lecce non furono presentati progetti. Tuttavia i
minimi interventi fino ad ora adottati sono circoscritti ad
alcuni edifici ritenuti di particolare interesse
monumentale.
Il barocco leccese, per l'indubbio valore artistico e
culturale delle sue peculiari espressioni e dei suoi monumenti
più significativi, ha bisogno di un adeguato intervento con un
progetto globale, serio, organico e razionale per la tutela e
la valorizzazione di tutte le sue espressioni presenti nel
centro storico di Lecce: chiese, edifici civili, complessi
monumentali ed ex conventi, complessi ambientali,
piazze, piazzette, corti, eccetera.
Sottolinea la necessità ed urgenza di approvare la
proposta in questione che deriva dall'attuale stato di degrado
nel quale versa il patrimonio artistico della città di Lecce,
a causa anche della caratteristica di morbidità della pietra
leccese, particolarmente esposta ai danni derivanti dagli
agenti atmosferici. Non a caso il CNR ha installato, nella
stessa città di Lecce, un centro per la salvaguardia di tale
pietra.
La proposta di legge in esame prevede interventi
finanziari per il quadriennio 1994-1997, ormai prevedibili per
il quadriennio 1996-1999.
L'articolo 1 definisce l'oggetto della proposta
dichiarando "di preminente interesse nazionale" il patrimonio
urbanistico,
Pag. 8
architettonico e artistico barocco della città di Lecce.
L'articolo 2 dispone che per la conservazione e la tutela
del patrimonio artistico barocco di Lecce vengano definite le
proposte di intervento da parte del comune di Lecce, d'intesa
con le competenti soprintendenze ed il comitato regionale per
i beni culturali e la successiva approvazione da parte del
Ministero per i beni culturali e ambientali del piano
pluriennale degli interventi da realizzare.
L'articolo 3 attribuisce all'università di Lecce il
compito di promuovere studi, attività di ricerca e
l'istituzione di corsi di formazione e di aggiornamento,
nonché di laboratori sperimentali, finalizzati agli interventi
previsti dalla legge.
L'articolo 4, con una norma che trova corrispondenza in
molte delle leggi speciali approvate negli ultimi anni per
aree di particolare interesse artistico o storico, considera
l'approvazione del piano di cui all'articolo 2, come
equivalente a dichiarazione di pubblica utilità, urgenza ed
indifferibilità delle opere previste nel programma stesso.
Lo stesso articolo prevede la cessazione degli effetti
della dichiarazione di pubblica utilità, urgenza ed
indifferibilità nel caso del mancato inizio delle opere nel
biennio successivo alla data di approvazione del piano di cui
sempre all'articolo 2.
Infine, l'articolo 5, quantifica in 40 miliardi di lire,
ripartiti sugli esercizi finanziari dal 1994 al 1997, da
modificare, come detto, su quelli dal 1996 al 1999; per la
relativa copertura l'articolo fa riferimento alla riduzione
dello stanziamento iscritto al capitolo 9001 dello stato di
previsione del Ministero del tesoro per l'anno 1994, all'uopo
parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al
Ministero del tesoro.
Sempre lo stesso articolo prevede che lo stanziamento di
cui al comma 1, ad eccezione della somma da utilizzare per le
finalità di cui all'articolo 3 (università di Lecce), è
ripartito nella misura del 40 per cento per interventi di
competenza dello Stato e nella misura del 60 per cento per
interventi di competenza del comune di Lecce.
In conclusione, ritiene che il recupero del barocco
leccese non costituisce un caso di assistenzialismo al
meridione, ma possa al contrario costituire un'opportunità
lavorativa e al tempo stesso portare al recupero di importanti
beni culturali.
Propone, in conclusione, di costituire un Comitato
ristretto.
La Commissione delibera, quindi, di costituire un Comitato
ristretto, riservandosi il presidente di nominarne i
componenti sulla base delle indicazioni dei gruppi.
| |