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Testi integrali degli Atti Parlamentari della XII Legislatura

Documento


114140
SMC0190-0008
Bollettino Giunte e Commissioni n. 190 del 10 luglio 1995 - edizione definitiva - (SMC12-190)
(suddiviso in 39 Unità Documento)
Unità Documento n.8 (che inizia a pag.7 dello stampato)
              ...VII COMMISSIONE PERMANENTE
               (Cultura, scienza e istruzione)
 
 
...IN SEDE REFERENTE
C275. LAVCOMM
C275.
Proposta di legge: POLI BORTONE: Provvedimenti urgenti per il recupero e la protezione del patrimonio artistico barocco della città di Lecce (275) (Parere della I, V e VIII Commissione ex art. 73, comma 1-bis, reg.)
(Esame e costituzione di un Comitato ristretto)
Angela NAPOLI.
Lunedì 10 luglio 1995. - Presidenza del Vicepresidente Luciana SBARBATI.
ZZSMC ZZRES ZZSMC100795 ZZSMC950710 ZZSMC000795 ZZSMC000095 ZZSMC190 ZZ12 ZZD ZZC7 ZZRE ZZHH ZZII
     La Commissione inizia l'esame della proposta di legge.
 
     Angela NAPOLI (gruppo alleanza nazionale)  relatore,
  osserva che fin dalla IX legislatura la Commissione cultura
  della Camera prese in esame una proposta di legge di
  iniziativa del deputato Poli Bortone, recante "Provvedimenti
  urgenti per il recupero e la protezione del patrimonio
  artistico barocco e rinascimentale della città di Lecce".
     Anche agli inizi dell'attuale legislatura, il deputato
  Poli Bortone ha ripresentato la proposta - A.C. 275 - recante
  "Provvedimenti urgenti per il recupero e la protezione del
  patrimonio artistico barocco della città di Lecce".
     Non esiste una normativa legislativa nazionale per la
  tutela dei beni culturali ed ambientali, di cui l'Italia è
  così ricca ed in particolare sono mancate leggi speciali per
  la tutela dei beni culturali del Mezzogiorno.
     Scopo della proposta in esame è l'approvazione di una
  legge speciale per la protezione del patrimonio artistico
  della città di Lecce, sulla falsariga di quanto già disposto,
  negli ultimi anni, per molte città d'Italia, tra le quali
  Roma, Siena, Venezia, Matera, Orvieto e Todi e Urbino.
     Il patrimonio artistico e monumentale della città di Lecce
  costituisce un caso esemplare della ricchezza di testimonianze
  artistiche che caratterizza tante piccole e medie città
  italiane, una risorsa importantissima sia per l'aspetto
  turistico ed economico, sia per quello culturale.  La città di
  Lecce si caratterizza, per una originale struttura urbanistica
  in cui i più famosi monumenti barocchi si inseriscono senza
  soluzione di continuità su precedenti stratificazioni di
  interventi di età medievale e rinascimentale.
     Non va dimenticato che il patrimonio artistico e
  monumentale della città di Lecce è stato già riconosciuto in
  occasione della definizione del progetto speciale per gli
  "Itinerari turistico-culturali del Mezzogiorno", approvato dal
  CIPE nel dicembre 1982 ed anche nell'ambito degli stanziamenti
  FIO previsti nella finanziaria 1988, anche se i 40 miliardi di
  fondi FIO riservati alle città di Lecce e di Noto finirono
  interamente a favore di quest'ultima, poiché per quanto
  riguarda Lecce non furono presentati progetti.  Tuttavia i
  minimi interventi fino ad ora adottati sono circoscritti ad
  alcuni edifici ritenuti di particolare interesse
  monumentale.
     Il barocco leccese, per l'indubbio valore artistico e
  culturale delle sue peculiari espressioni e dei suoi monumenti
  più significativi, ha bisogno di un adeguato intervento con un
  progetto globale, serio, organico e razionale per la tutela e
  la valorizzazione di tutte le sue espressioni presenti nel
  centro storico di Lecce: chiese, edifici civili, complessi
  monumentali ed  ex  conventi, complessi ambientali,
  piazze, piazzette, corti, eccetera.
     Sottolinea la necessità ed urgenza di approvare la
  proposta in questione che deriva dall'attuale stato di degrado
  nel quale versa il patrimonio artistico della città di Lecce,
  a causa anche della caratteristica di morbidità della pietra
  leccese, particolarmente esposta ai danni derivanti dagli
  agenti atmosferici.  Non a caso il CNR ha installato, nella
  stessa città di Lecce, un centro per la salvaguardia di tale
  pietra.
     La proposta di legge in esame prevede interventi
  finanziari per il quadriennio 1994-1997, ormai prevedibili per
  il quadriennio 1996-1999.
     L'articolo 1 definisce l'oggetto della proposta
  dichiarando "di preminente interesse nazionale" il patrimonio
  urbanistico,
 
                               Pag. 8
 
  architettonico e artistico barocco della città di Lecce.
     L'articolo 2 dispone che per la conservazione e la tutela
  del patrimonio artistico barocco di Lecce vengano definite le
  proposte di intervento da parte del comune di Lecce, d'intesa
  con le competenti soprintendenze ed il comitato regionale per
  i beni culturali e la successiva approvazione da parte del
  Ministero per i beni culturali e ambientali del piano
  pluriennale degli interventi da realizzare.
     L'articolo 3 attribuisce all'università di Lecce il
  compito di promuovere studi, attività di ricerca e
  l'istituzione di corsi di formazione e di aggiornamento,
  nonché di laboratori sperimentali, finalizzati agli interventi
  previsti dalla legge.
     L'articolo 4, con una norma che trova corrispondenza in
  molte delle leggi speciali approvate negli ultimi anni per
  aree di particolare interesse artistico o storico, considera
  l'approvazione del piano di cui all'articolo 2, come
  equivalente a dichiarazione di pubblica utilità, urgenza ed
  indifferibilità delle opere previste nel programma stesso.
     Lo stesso articolo prevede la cessazione degli effetti
  della dichiarazione di pubblica utilità, urgenza ed
  indifferibilità nel caso del mancato inizio delle opere nel
  biennio successivo alla data di approvazione del piano di cui
  sempre all'articolo 2.
     Infine, l'articolo 5, quantifica in 40 miliardi di lire,
  ripartiti sugli esercizi finanziari dal 1994 al 1997, da
  modificare, come detto, su quelli dal 1996 al 1999; per la
  relativa copertura l'articolo fa riferimento alla riduzione
  dello stanziamento iscritto al capitolo 9001 dello stato di
  previsione del Ministero del tesoro per l'anno 1994, all'uopo
  parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al
  Ministero del tesoro.
     Sempre lo stesso articolo prevede che lo stanziamento di
  cui al comma 1, ad eccezione della somma da utilizzare per le
  finalità di cui all'articolo 3 (università di Lecce), è
  ripartito nella misura del 40 per cento per interventi di
  competenza dello Stato e nella misura del 60 per cento per
  interventi di competenza del comune di Lecce.
     In conclusione, ritiene che il recupero del barocco
  leccese non costituisce un caso di assistenzialismo al
  meridione, ma possa al contrario costituire un'opportunità
  lavorativa e al tempo stesso portare al recupero di importanti
  beni culturali.
     Propone, in conclusione, di costituire un Comitato
  ristretto.
     La Commissione delibera, quindi, di costituire un Comitato
  ristretto, riservandosi il presidente di nominarne i
  componenti sulla base delle indicazioni dei gruppi.
 
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