| ALBERTO LA VOLPE. Signora Presidente, nella notte di
venerdì scorso è stata bruciata l'auto di un nostro
collega, il deputato Nicola Magrone, parcheggiata davanti
alla sua abitazione a Modugno, località a pochi chilometri
da Bari. Voglio da una parte esprimere solidarietà al
collega e dall'altra richiamare l'attenzione sua,
Presidente, e di tutti i colleghi su questo grave
episodio.
Il collega Magrone, già sostituto procuratore della
Repubblica a Bari e responsabile di importantissime
inchieste sulla criminalità organizzata nella regione
Puglia, aveva già subito pesanti minacce. Ma il dato
incredibile che intendo sottolineare in quest'aula è che,
pur essendo stata formalmente assegnata a Magrone la
scorta della polizia (con decisione del comitato
provinciale per l'ordine e la sicurezza, su parere
conforme della procura generale di Bari), essa in realtà
non gli è mai stata attribuita.
In data 28 marzo di quest'anno, signora Presidente, il
deputato Magrone le ha scritto una lettera in cui si
parlava testualmente di una disapplicazione sistematica
delle misure di tutela disposte dal comitato provinciale
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per l'ordine e la sicurezza. Scriveva Magrone: "Una
incomprensibile condotta dell'autorità preposta alla
sicurezza mi costringe a muovermi completamente da solo e
ad espormi a rischi che non giudico più tollerabili". Devo
rilevare, tra l'altro, che una scorta efficiente e
numerosa è stata fornita al collega Sgarbi!
Alla lettera in questione lei non ha mai fornito una
risposta, signora Presidente. Considero grave questo
silenzio. D'altra parte, le preoccupazioni espresse alla
Presidente della Camera sono state denunciate nei mesi
precedenti dal collega Magrone sia al prefetto di Bari sia
al procuratore generale. L'incendio dell'auto avvenuto
venerdì scorso è la puntuale conferma dei pericoli che
corre il nostro collega.
Chiedo pertanto che la Presidenza della Camera informi
immediatamente l'Assemblea di questi silenzi e di queste
omissioni e chiedo altresì che il ministro dell'interno
venga sollecitato a spiegare le ragioni che possono
mettere in serio pericolo l'incolumità del nostro collega.
Non bastano più le solidarietà verbali, ma è necessario
individuare con chiarezza le gravi responsabilità delle
omissioni di cui ho parlato, a tutela del collega Magrone
e della dignità di questa Assemblea (Applausi).
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