| BENIAMINO ANDREATTA. Presidente, questa l'improvvisa
decisione del governo francese di riprendere gli
esperimenti all'aperto è un altro segnale della tendenza
alla rinazionalizzazione della politica estera in Europa.
Il mio gruppo ritiene che questo segnale sia preoccupante,
come lo è tutto il trend diretto alla
rinazionalizzazione della politica dei diversi paesi
europei.
L'Italia è uno dei paesi più esposti in Europa, essendo
proiettata in un mare al quale si affacciano tre Stati che
non hanno firmato il trattato di non proliferazione non
solo in materia nucleare, ma neppure in relazione alle
armi chimiche ed ai vettori a lunga distanza. I nostri
interessi nazionali richiedono che il trattato di non
proliferazione sia rispettato. Poiché si tratta di
interessi nazionali importanti, credo sia opportuno che il
nostro Governo sollevi il problema, attraverso procedure
di collaborazione intergovernativa e di intervento presso
le autorità comunitarie, attraverso il meccanismo di
cooperazione in materia di politica estera. E' proprio per
questo che mi sembra opportuna una riunione della
Commissione esteri, anche allo scopo di eliminare gli
aspetti di mobilitazione - ricordo di altra epoca - che un
simile problema potrebbe facilmente scatenare ed affinché
da parte del Parlamento si ponga il problema di
un'iniziativa italiana volta a valutare la decisione
francese nell'ottica delle conseguenze che possono
derivare per la tranquillità del Mediterraneo e, quindi,
del nostro paese. Credo non sia con lo sdegno, bensì con
un'azione seria di politica estera che possiamo far fronte
al pericolo che, in un momento di rinegoziazione del
trattato di non proliferazione, può essere determinato dal
comportamento di un grande paese volto a dilazionare ed a
rendere più difficile un rafforzamento di questo
fondamentale strumento di collaborazione internazionale
(Applausi dei deputati del gruppo del partito popolare
italiano).
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