Banche dati professionali (ex 3270)
Testi integrali degli Atti Parlamentari della XII Legislatura

Documento


114486
SMC0191-0018
Bollettino Giunte e Commissioni n. 191 dell'11 luglio 1995 - edizione definitiva - (SMC12-191)
(suddiviso in 46 Unità Documento)
Unità Documento n.18 (che inizia a pag.24 dello stampato)
              ...IV COMMISSIONE PERMANENTE
                           (Difesa)
 
 
IN SEDE REFERENTE
C898; C995; C1088; C2276. LAVCOMM
C898; C995; C1088; C2276.
Proposte di legge abbinate: DORIGO ed altri: Nuove norme in materia di riconoscimento dell'obiezione di coscienza per i cittadini Pag. 25 che abbiano effettuato o stiano effettuando il servizio militare (898). (Parere della I e della II Commissione). CHIAVACCI ed altri: Nuove norme in materia di obiezione di coscienza (995). (Parere della I, della II, della III, della V e della XI Commissione). CACCAVALE: Ammissione nella polizia municipale degli obiettori di coscienza (1088). (Parere della I, della V e della XI Commissione). S. 369-497. - Senatori DELFINO, D'ALESSANDRO PRISCO ed altri: Nuove norme in materia di obiezione di coscienza (approvato dal Senato) (2276). (Parere della I, della II, della III, della V, della XI e della XII Commissione).
(Seguito dell'esame e rinvio).
Paolo BAMPO, presidente. Francesca CHIAVACCI. Martino DORIGO. Pag. 28
Martedì 11 luglio 1995. - Presidenza del Presidente Paolo BAMPO. - Interviene il sottosegretario di Stato per la difesa, Stefano Silvestri.
ZZSMC ZZRES ZZSMC110795 ZZSMC950711 ZZSMC000795 ZZSMC000095 ZZSMC191 ZZ12 ZZD ZZC4 ZZRE ZZHH ZZII ZZFF
     La Commissione prosegue l'esame delle abbinate proposte di
  legge.
 
     Paolo BAMPO,  presidente,  ricorda che l'esame
  preliminare, iniziato il 25 maggio scorso, è proseguito il
  successivo 21 giugno.
 
     Francesca CHIAVACCI (gruppo progressisti-federativo)
  ritiene che il dibattito sulla riforma della legge attualmente
  vigente in materia, la n. 772 del 1972, abbia evidenziato una
  sostanziale convergenza sul riconoscimento del diritto
  soggettivo del cittadino all'obiezione.  Questo elemento,
  ancorché i comportamenti dei gruppi non siano sempre
  conseguenti, la convince della possibilità di giungere ad una
  positiva conclusione dell' iter,  sempre che la
  Commissione possa proseguire speditamente i propri lavori.
     Proprio per favorire questo obiettivo, invita la
  presidenza a fissare il termine per la conclusione dell'esame
  preliminare e la presentazione degli emendamenti, che il suo
  gruppo ha comunque deciso di non presentare al testo trasmesso
  dal Senato.  In tal senso non vede neppure alcuna necessità di
  costituire un Comitato ristretto, dato che sostanzialmente la
  Commissione può adottare quale testo base il provvedimento
  licenziato dal Senato.
     Passando al merito, sottolinea come la mancata riforma
  della legge n. 772 indurrebbe la prosecuzione di fenomeni
  abnormi quali lo spreco delle risorse umane e l'attuale
  eccesso di esuberi.  Si tratta di fenomeni denunciati da
  numerose interrogazioni, con riferimento alla gestione della
  normativa vigente attuata dal Ministero della difesa ed in
  particolare dalla direzione generale della leva.  Senza la
  riforma si finirebbe per impedire la razionalizzazione di una
  situazione che interessa trentamila giovani l'anno, nonché
  migliaia di enti ed associazioni del volontariato.
     Una delle critiche mosse al provvedimento è poi quella
  secondo cui esso non terrebbe conto della necessità di una
  preventiva definizione del problema della leva.  A suo avviso
  le cose non starebbero affatto così: occorre anzi porre
  attenzione a non scaricare sull'obiezione le molte incertezze
  sul futuro della leva che oggi dividono le forze politiche.
     Ritiene pertanto che molte delle critiche che vengono
  mosse dal provvedimento in esame non siano fondate
  sull'articolato ma rivelino in realtà motivazioni recondite.
  Tra queste l'accusa che l'obiezione costituirebbe un elemento
  di scardinamento delle Forze armate.  Si tratta di un'accusa
  infondata: la nuova legge non crea  ex novo  un fenomeno,
  ma tenta invece di razionalizzare l'esistente, anche alla
  stregua di molte sentenze della Corte costituzionale, in base
  alle quali non è più in questione la insindacabilità del
  diritto soggettivo, ma solo l'individuazione degli spazi da
  offrire a tale diritto e le relative modalità di esercizio.
     Altre critiche si appuntano invece sugli abusi compiuti da
  presunti obiettori che approfitterebbero della legge per non
  svolgere per intero il loro dovere.  Ma il suo gruppo non
  intende certo favorire chicchessia: se dunque vi sono
  obiettori di comodo, è compito del parlamentare che ne venga a
  conoscenza di segnalare i relativi casi, valendosi degli
  appositi strumenti regolamentari.  Ma è anche dovere dei
  parlamentari non penalizzare i veri obiettori bloccando
  l' iter  di una legge certamente necessaria.
     Si tratta in sostanza di dare una risposta legislativa
  alle tante situazioni di fatto che si registrano giornalmente,
  tanto più
 
                              Pag. 26
 
  in assenza della concreta definizione del servizio militare
  non armato.  Un'esigenza, questa, che va prendendo sempre più
  piede, come si evince anche dal fatto che perfino un esponente
  di Alleanza nazionale, Alemanno, ha di recente affermato che
  il suo partito deve cambiare le sue posizioni in materia di
  riforma dell'obiezione di coscienza, con particolare
  riferimento al servizio civile sostitutivo.
 
     Martino DORIGO (gruppo misto) si richiama alle
  dichiarazioni che il ministro della difesa ha reso proprio a
  questa Commissione tempo addietro, secondo le quali la
  posizione parlamentare favorevole all'obiezione di coscienza
  costituirebbe in sostanza l'affermazione di un principio di
  libera scelta da parte del cittadino, tale da contrastare con
  il precetto costituzionale di difesa della Patria.  Si
  rammarica al riguardo che vengano usati simili espedienti
  dialettici al solo fine di evitare un approfondito confronto
  di merito.
     Un primo problema è quello della scelta tra il
  mantenimento di un esercito di leva e il passaggio
  all'esercito professionale.  A suo avviso, le critiche
  provenienti dai fautori dell'esercito professionale sono più
  comprensibili di quelle dei sostenitori della coscrizione
  obbligatoria.
     Per parte sua, essendo un difensore del servizio di leva -
  convinto come è che la difesa della Patria, del territorio,
  dell'insieme dei propri valori costituisca non solo un dovere
  ma anche un diritto dei cittadini - ritiene che il servizio
  militare non possa diventare appannaggio esclusivo di un
  esercito professionale.  La sua contrarietà a quest'ultima
  scelta non deriva da ragioni ideologiche, ma da concrete
  riserve sull'efficienza di una simile scelta nonché dal fatto
  che essa esuli dalla stessa cornice programmatica del nuovo
  modello nazionale di difesa, che ammette soltanto l'esistenza
  di aliquote di professionisti nel contesto di un esercito di
  leva.
     Venendo all'articolato, non può non constatare che il
  provvedimento in esame sia più restrittivo rispetto alla
  situazione di fatto che si è determinata dopo le cinque
  sentenze della Corte costituzionale, dato che introduce una
  serie di limitazioni superiori a quelle esistenti.  Questa
  constatazione lo induce a ritenere che la contrarietà alla
  riforma sia di carattere prevalentemente ideologico.
     Qualora invece si intenda partecipare al dibattito con
  spirito costruttivo, allora si possono anche trovare le
  soluzioni tecnicamente più idonee: ad esempio è abbastanza
  propenso a ritenere che, se si vuole mantenere il servizio di
  leva, occorra garantire un minimo di durata del servizio
  stesso, ad esempio per dieci mesi.  Ma a questa disponibilità
  non può far riscontro l'intransigenza di chi pretende che nel
  frattempo non vi siano riduzioni del contingente di leva,
  mantenendone inalterata l'attuale consistenza, di ben 150 mila
  unità, raggiunta arruolando anche i giovani meno dotati o
  affatto inidonei.
     Né si può contestare la riforma adducendo l'esistenza di
  abusi.  A prescindere dalla sua convinzione che tale fenomeno
  non sia così diffuso, trova specioso che tale critica sia
  mossa da chi non si accorge che esiste anche un servizio
  militare di comodo, quello espletato dai figli dei potenti.
     In realtà il problema è un altro: non già quello di
  impedire l'obiezione di coscienza, impossibile dopo le
  sentenze della Corte costituzionale; e neppure quello di
  sindacare la genuinità delle vocazioni, impossibile in linea
  di fatto; ma quello di regolare l'esercizio di un diritto
  ormai riconosciuto dalla coscienza civile del Paese.
     Non condivide quindi la ragione delle critiche mosse alla
  norma, secondo cui devono svolgere servizio civile anche i
  giovani in esubero, dato che essi possono svolgere molte
  funzioni di pubblica utilità; e neppure le critiche rivolte
  alla norma che prevede l'utilizzo di obiettori nell'ambito
  delle missioni internazionali cui partecipi il nostro Paese.
  Infatti, se si fa la scelta di partecipare a tali missioni,
  allora è giusto ricorrere all'impiego sia di reparti militari
  sia di aliquote di personale civile che deliberatamente abbia
  espresso tale intendimento.  La presenza di civili sarebbe
  infatti fondamentale per evitare che le missioni di pace si
  riducano a mera esibizione
 
                              Pag. 27
 
  muscolare o ricadano in limiti e carenze che il più
  recente ricorso al  Peace-Keeping,  per esempio in
  Somalia, ha chiaramente evidenziato.
     Invita pertanto la Commissione ad adoperarsi, con un
  dibattito franco e costruttivo, affinché nei tempi più
  solleciti si possa approvare una riforma che suscita tante e
  legittime aspettative sociali.
     La Commissione rinvia quindi ad altra sede il seguito del
  dibattito.
 
     La seduta termina alle 22,30.
 
DATA=950711 FASCID=SMC12-191 TIPOSTA=SMC LEGISL=12 NCOMM=04 SEDE=RE NSTA=0191 TOTPAG=0079 TOTDOC=0046 NDOC=0018 TIPDOC=B DOCTIT=0000 COMM=C4 D F PAGINIZ=0024 RIGINIZ=069 PAGFIN=0028 RIGFIN=001 UPAG=NO PAGEIN=24 PAGEFIN=28 SORTRES=9507113 SORTDDL= FASCIDC=12SMC 00191 SORTNAV=59507110 00191 b00000 ZZSMC191 NDOC0018 TIPDOCB DOCTIT0018 NDOC0018



Ritorna al menu della banca dati