Banche dati professionali (ex 3270)
Testi integrali degli Atti Parlamentari della XII Legislatura

Documento


114500
SMC0191-0032
Bollettino Giunte e Commissioni n. 191 dell'11 luglio 1995 - edizione definitiva - (SMC12-191)
(suddiviso in 46 Unità Documento)
Unità Documento n.32 (che inizia a pag.55 dello stampato)
               ...X COMMISSIONE PERMANENTE
          (Attività produttive, commercio e turismo)
 
 
Pag. 55 IN SEDE CONSULTIVA
C2808. LAVCOMM
C2808.
Disegno di legge: S. 1732. - Conversione in legge del decreto-legge 19 maggio 1995, n. 179, recante misure straordinarie ed urgenti in favore del settore portuale, delle imprese navalmeccaniche ed armatoriali (Approvato dal Senato) (2808). (Parere alla IX Commissione ai sensi dell'articolo 73, comma 1- bis, del regolamento).
(Esame e conclusione - Parere favorevole con osservazione).
Giulio ARRIGHINI. Carlo CARLI. Alessandro RUBINO, presidente.
Martedì 11 luglio 1995. - Presidenza del Presidente Alessandro RUBINO. - Intervengono il Sottosegretario di Stato per l'industria, il commercio e l'artigianato Luigi Mastrobuono e il Sottosegretario di Stato per l'industria, il commercio e l'artigianato Giovanni Zanetti.
ZZSMC ZZRES ZZSMC110795 ZZSMC950711 ZZSMC000795 ZZSMC000095 ZZSMC191 ZZ12 ZZD ZZCN ZZC10 ZZCO ZZHH ZZII ZZFF
     Giulio ARRIGHINI (gruppo lega nord),  relatore,  fa
  presente che il decreto-legge 19 maggio 1995, n. 179,
  rappresenta la reiterazione del precedente decreto-legge n.
  80.  Il decreto-legge è stato già esaminato dall'Assemblea del
  Senato, che lo ha approvato con modificazioni il 28 giugno
  1995.  Il provvedimento è costituito sostanzialmente da tre
  parti.  La prima concerne interventi a favore del settore
  portuale, che si concretizzano nel finanziamento da parte
  dello Stato degli oneri relativi al prepensionamento dei
  dipendenti delle compagnie portuali.  Ciò in seguito al fatto
  che la legge n. 58 del 1990 ha soppresso e posto in
  liquidazione il Fondo di gestione degli istituti contrattuali
  dei lavoratori portuali, Fondo al quale si attingeva per
  provvedere agli oneri suddetti.  Inoltre per favorire la
  trasformazione delle compagnie portuali in società per azioni,
  secondo la legge 28 gennaio 1994, n. 84, recante norme per il
  riordino della legislazione in materia portuale, si presenta
  la necessità di nuovi prepensionamenti per consentire a quelle
  compagnie dotate di strutture idonee, di rimanere sul
  mercato.
     La seconda parte del provvedimento riguarda interventi a
  favore dell'armamento.  La terza, infine, reca il
  rifinanziamento delle leggi a sostegno dell'industria
  cantieristica ed armatoriale.  Settore quest'ultimo che negli
  anni ottanta ha risentito di una crisi che ha riguardato non
  solo il nostro Paese, ma tutta l'Europa tanto che il Consiglio
  delle Comunità Europee, ha ritenuto necessario adottare una
  serie di direttive  ad hoc  per "garantire il mantenimento
  di un sufficiente livello di attività nei cantieri navali
  europei e pertanto la sopravvivenza di un'industria navale
  europea efficiente e competitiva.".
     Il decreto-legge in esame, rispetto al precedente
  decreto-legge n. 80/95, presenta alcune modifiche.
     All'articolo 1, in particolare, è stato soppresso il comma
  5, il quale prevedeva che si applicasse a tutti i contratti di
  arruolamento del persoanle imbarcato su navi mercantili, la
  disposizione dell'articolo 2- undecies,  comma 2, secondo
  la quale per i contratti di arruolamento del personale
  imbarcato su navi che esercitano la pesca marittima è prevista
  l'esenzione dalle imposte di bollo e di registro, qualora per
  disposizioni di legge siano soggetti a registrazione e redatti
  in forma pubblica.  A tale proposito, il sottosegretario Pace,
  intervenuto al Senato nella seduta del 29 marzo 1995 in sede
  di discussione del decreto-legge 17 marzo 1995, n. 80, ha
  osservato che il comma 5 sulla base di valutazioni del
  Ministero delle finanze "determina su base annua minori
  entrate per circa 3,2 miliardi di lire, prive di copertura
  finanziaria.".  Anche la V Sottocommissione bilancio, nella
  seduta del 4 aprile 1995, ha espresso parere contrario al
  comma suddetto ai sensi dell'articolo 81 della
  Costituzione.
     E' stato inoltre stralciato l'articolo 3, riguardante le
  modifiche all'articolo 20 della legge 28 gennaio 1994, n. 84.
  Ciò in quanto il contenuto dello stesso è stato recepito
  nell'articolo 3, del decreto-legge 21 aprile 1995, n. 119,
  concernente interventi urgenti a favore del settore portuale e
  marittimo, attualmente all'esame della IX Commissione della
  Camera dei deputati.
 
                              Pag. 56
 
     Nella seduta del 21 giugno la VIII Commissione del Senato
  ha discusso ed approvato un emendamento con il quale si è
  stabilita una diversa ripartizione percentuale degli
  interventi (70 e 30 per cento, anziché 60 e 40 per cento come
  prevedeva il testo governativo all'articolo 1, comma 2,
  lettera  c),  giustificandolo come necessario in quanto la
  trasformazione delle compagnie e gruppi portuali in imprese ha
  comportato un costo non solo in termini di impegno e di
  fatica, ma anche finanziario non indifferente.  Pertanto la
  ripartizione così come prevista dall'emendamento rappresenta
  una sorta di riconoscimento a chi ha effettuato correttamente
  tale trasformazione.  Ancora con il suddetto emendamento si è
  ritenuto indispensabile estendere gli interventi di carattere
  finanziario di cui all'articolo 1, comma 2, oltre che alla
  riconversione anche alla ristrutturazione, giacché se è vero
  che per alcuni porti e per alcune compagnie si presenta la
  necessità tanto di una riconversione quanto di una
  ristrutturazione, è anche vero che per alcune di esse vi sia
  solo la necessità della ristrutturazione.
     Nella seduta dell'Assemblea del 22 giugno è stato,
  inoltre, presentato ed approvato un emendamento aggiuntivo
  all'articolo 2, con il quale si prevedono aiuti nel settore
  della cantieristica.  Ciò, è necessario poiché l'accordo OCSE
  ha fissato al 1^ gennaio 1996 la scadenza per gli aiuti e gli
  interventi nel settore della cantieristica.  In considerazione
  del fatto che la ristrutturazione delle compagnie e gruppi
  portuali, ha avuto dei costi che hanno inciso non solo sul
  settore della portualità, ma di riflesso anche su quello della
  cantieristica si è ravvisato la necessità di dare un maggior
  contributo (riconosciuto in particolare alla Fincantieri) a
  questo settore per coprire gli oneri sostenuti per la
  ristrutturazione (sono previsti limiti di impegno decennale in
  ragione di 5 miliardi per l'anno 1996 e 28,5 miliardi per il
  1997).
     L'emendamento prevede, altresì, la possibilità di
  concedere dei contributi a due istituti di ricerca per i
  programmi di ricerca effettuati nel settore navale (sono
  previsti limiti di impegno decennale in ragione di 9 miliardi
  per il 1997).
     Esso ha richiamato l'attenzione sulla questione dei porti
  del Sud ed in particolare della Sicilia e prevede un
  contributo che può essere concesso dal Ministero dei trasporti
  pari al 25 per cento degli investimenti per il cantiere di
  Palermo - tra le più importanti infrastrutture del Sud - per
  l'ammodernamento dell'impiantistica e per la razionalizzazione
  del processo produttivo (sono previsti limiti di impegno
  decennale in ragione di 2,5 miliardi per il 1997).
     Con il provvedimento si vuole rispondere alla necessità di
  una ripresa del mercato cantieristico e dell'armamento, che
  esplicherebbe i suoi effetti non soltanto sul piano della
  competitività del nostro Paese a livello internazionale, ma
  inciderebbe positivamente su tutto l'indotto strettamente
  connesso al settore.
     Un appunto va comunque fa fatto in relazione all'articolo
  3.  Il discorso ancora una volta verte sulla necessità di
  un'omogeneità dei provvedimenti.  Infatti tale articolo, fa
  riferimento al finanziamento di opere aeroportuali, pertanto
  sembrerebbe più naturale la sua collocazione nel decreto-legge
  28 giugno 1995, n. 251, recante disposizioni urgenti in
  materia di gestioni aeroportuali, di trasporti eccezionali e
  di veicoli adibiti a servizi di emergenza (anche se tale
  provvedimento appare tutt'altro che omogeneo) attualmente
  all'esame della VIII Commissione del Senato.
     Ricorda che il sottosegretario di Stato per i trasporti e
  la navigazione Chimenti, intervenuto alla discussione del
  decreto-legge n. 80 del 1995 in Assemblea del Senato il 10
  maggio 1995, ha fatto presente che il 20 aprile 1995, è
  pervenuta al Governo italiano una comunicazione ufficiale da
  parte della Comunità europea in cui si chiede al Governo, con
  riferimento ai 100 miliardi di lire previsti, dal
  decreto-legge 80 del 1995, concernente aiuti alle compagnie
  portuali, di fare chiarezza sulla questione.  Infatti "la
  ripartizione a pioggia del finanziamento, cioè in ragione del
  numero dei lavoratori addetti a ciascuna compagnia, seppure
  limitata ad una percentuale
 
                              Pag. 57
 
  del finanziamento stesso", è stata criticata dalla
  Comunità europea sotto il profilo della violazione delle
  regole della concorrenza (articolo 92 del Trattato).  In questo
  modo ha proseguito il sottosegretario Chimenti "si è
  pregiudicato altresì l'esito positivo della procedura già
  aperta dalla Comunità relativamente al precedente aiuto dato
  alle compagnie per un ammontare di 60 miliardi di lire".  Nella
  stessa comunicazione è stato peraltro ricordato che la
  Commissione europea ha il potere, qualora vengano disattese le
  sue indicazioni sia procedurali sia di merito, di chiedere
  l'immediata sospensione degli aiuti e la restituzione da parte
  dei beneficiari di quanto indebitamente percepito.
     Nella seduta del 14 giugno 1995, comunque, il
  sottosegretario ha fatto presente all'VII Commissione, che il
  ministro Caravale ha compiuto tutti gli accertamenti necessari
  in sede europea ed ha convenuto di mantenere l'articolo 2,
  lettera  c),  così come risulta dal testo del decreto in
  esame per consentire in questo modo una rapida conversione del
  provvedimento, anche in ragione del fatto che le banche non
  concederanno alle compagnie i necessari mutui per la
  trasformazione in società fino a quando il decreto non sarà
  convertito e quindi non sarà confermata la ripartizione dei
  fondi alle compagnie stesse.
     Tuttavia da un articolo del  Il Sole-24 ore,  risulta
  che la Direzione concorrenza Ue avrebbe inoltrato una lettera
  di messa in mora al Ministero dei trasporti, proprio in
  riferimento alla norma che contiene l'erogazione dei 100
  miliardi di aiuti pubblici.  La questione va avanti dal 1993,
  da quando, cioè, la Commissione europea ha aperto una
  procedura di infrazione ritenendo che gli aiuti statali alle
  imprese siano da ritenersi fattori distorsivi della
  concorrenza.
 
     Carlo CARLI (gruppo progressisti-federativo) fa
  presente che il settore della contieristica è stato uno dei
  più sostenuti in ambito nazionale e comunitario nel corso
  degli anni.  Il sostegno pubblico ha cercato dapprima di
  garantire lo sviluppo di tale settore ed in seguito di rendere
  competitive le nostre produzioni nei confronti in particolare
  delle nuove industrie dell'estremo oriente (Giappone e
  Corea).
     La politica comunitaria si è orientata ad eliminare
  progressivamente il sostegno pubblico ed a contenere la
  capacità produttiva dei singoli Stati, eccedente la
  ricettività dei mercati.
     La VII direttiva tende a ridurre progressivamente il
  livello percentuale ammesso di contribuzione pubblica e
  comunque per i contratti stipulati entro l'anno 1994, ora
  esteso al 1995.
     Da ultimo in sede OCSE si è stabilito la completa
  eliminazione di qualsiasi forma di sostegno alle produzioni
  cantieristiche entro il 1996.  C'è da ricordare che i paesi
  dell'estremo oriente hanno seguito una politica commerciale
  molto aggressiva, ricorrendo di frequente alla tecnica del
  dumping.  E' opportuno quindi  che anche nel nostro paese
  possano essere trovati strumenti per il credito all'armamento,
  in modo da consentire alle nostre imprese di muoversi alle
  medesime condizioni praticate in altri Stati (Germania e
  Danimarca).
 
     Alessandro RUBINO,  presidente,  sospende la seduta
  fino alle ore 14,15, per dare modo al relatore di predisporre
  una proposta di parere.
 
     La seduta, sospesa alle 14,10, è ripresa alle
  14,15.
 
     Giulio ARRIGHINI  (gruppo lega nord),  relatore,
  illustra quindi la seguente proposta di parere:
     La X Commissione,
       esaminato il disegno di legge n. 2808 di conversione del
  decreto legge n. 179/95,
       considerato che l'Unione Europea ha mosso al Ministero
  dei trasporti rilievi in merito all'erogazione di 100 miliardi
  di lire di aiuti pubblici prospettando l'ipotesi di apertura
  di un procedimento formale di infrazione con il potere,
  qualora fossero disattese le sue indicazioni, di sospendere
 
                              Pag. 58
 
  le erogazioni e pretendere la restituzione da parte dei
  beneficiari,
       esprime
                      PARERE FAVOREVOLE
  con la seguente osservazione:
     valuti la Commissione di merito l'opportunità di prevedere
  norme che non siano distorsive del mercato e non pregiudichino
  il buon fine del provvedimento.
 
     Carlo CARLI (gruppo progressisti- federativo) dichiara
  il suo voto favore- vole.
     La Commissione approva la proposta di parere formulata dal
  relatore.
 
     La seduta termina alle 14,20.
 
DATA=950711 FASCID=SMC12-191 TIPOSTA=SMC LEGISL=12 NCOMM=10 SEDE=CO NSTA=0191 TOTPAG=0079 TOTDOC=0046 NDOC=0032 TIPDOC=B DOCTIT=0000 COMM=C10D CN PAGINIZ=0055 RIGINIZ=001 PAGFIN=0058 RIGFIN=014 UPAG=NO PAGEIN=55 PAGEFIN=58 SORTRES=9507113 SORTDDL= FASCIDC=12SMC 00191 SORTNAV=59507110 00191 b00000 ZZSMC191 NDOC0032 TIPDOCB DOCTIT0032 NDOC0032



Ritorna al menu della banca dati