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Testi integrali degli Atti Parlamentari della XII Legislatura

Documento


114508
SMC0191-0040
Bollettino Giunte e Commissioni n. 191 dell'11 luglio 1995 - edizione definitiva - (SMC12-191)
(suddiviso in 46 Unità Documento)
Unità Documento n.40 (che inizia a pag.73 dello stampato)
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                   COMMISSIONE PARLAMENTARE
                         DI INCHIESTA
                   sul fenomeno della mafia
        e sulle altre associazioni criminali similari
 
 
Audizione dell'onorevole Silvio Liotta, sul "Caso Mandalari".
Martedì 11 luglio 1995. - Presidenza del Presidente Tiziana PARENTI.
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     Il deputato Antonio DEL PRETE (gruppo alleanza nazionale),
  intervenendo sull'ordine dei lavori, desidera esprimere la
  solidarietà, propria e dell'intero gruppo di alleanza
  nazionale all'onorevole Nicola Magrone, vittima di gravi atti
  intimidatori, sollecitando opportune iniziative da parte del
  ministero dell'interno.
     Il deputato Silvio LIOTTA chiede anzitutto che siano
  acquisiti dalla Commissione Antimafia i verbali delle
  deposizioni da lui rese presso la Procura di Palermo: anche da
  tali verbali potrà risultare con assoluta evidenza l'assenza
  di suoi rapporti con Mandalari.  Ricorda infatti di avere
  incontrato il soggetto in questione solamente in tre
  occasioni, la prima delle quali risale a diverse decine di
  anni fa.  Al proposito ritiene di dover sottolineare che la
  propria vita è sempre stata condotta all'insegna di valori
  opposti a quelli che sembrarono guidare la vita di
  Mandalari.
     Per quanto concerne alcuni punti specifici, ricorda che in
  una di quelle tre occasioni di incontro - precisamente la
  seconda - Mandalari ha fatto uso con lui di una forma di
  saluto tipica della massoneria, la qual cosa gli ha fatto
  credere che lo stesso Mandalari ravvisasse in lui un seguace
  di qualche loggia massonica: nega nel modo più assoluto questa
  appartenenza, consegnando alla Commissione anche copia di una
  dichiarazione di non appartenenza alla massoneria resa da
  ciascun funzionario all'assemblea regionale siciliana.
     Ricorda poi le circostanze che hanno condotto alla sua
  candidatura per le elezioni politiche del 27 marzo 1994,
  sottolineando che tale candidatura è emersa a seguito di
  circostanze anche fortuite, quali la rinuncia del candidato
  del CCD che era stato inizialmente indicato per il collegio,
  in partenza attribuito a quel gruppo.  Deve comunque ribadire
  di non avere una conoscenza particolare di Mandalari, pur
 
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  avendo conosciuto il signor Tusa, innanzitutto in quanto
  presidente di un club locale di forza Italia e poi in quanto
  aspirante alla carica di sindaco di Monreale.  Per quanto
  concerne questi ultimi aspetti non è tuttavia in grado di
  fornire elementi sulle cause che hanno condotto alla chiusura
  del club di forza Italia presieduto da Tusa, poichè ne aveva
  una frequentazione solamente sporadica.
     Il deputato Sandra BONSANTI (gruppo
  progressisti-federativo) ritiene opportuno partire dalle voci
  che attribuiscono all'onorevole Liotta una vicinanza storica
  con le posizioni dell'ala andreottiana della democrazia
  cristiana; in particolare desidererebbe sapere quali sono
  stati i suoi rapporti con persone quali Lima, D'Acquisto,
  Ciancimino, lo stesso Andreotti.  Chiede poi quali siano le
  ragioni che lo hanno condotto ad assumere determinate
  posizioni in materia di collaboratori di giustizia e di
  articolo 41 bis, quali siano i suoi giudizi - data la sua
  esperienza quale segretario generale dell'ARS - sull'operato
  dell'assemblea regionale siciliana.  Chiede infine quale
  ritratto del personaggio Mandalari risulti dalla sua personale
  esperienza.
     Il deputato Silvio LIOTTA ritiene necessario precisare che
  le voci che lo qualificano come andreottiano sono sorte dopo
  una data precisa, vale a dire l'8 dicembre 1992.  Ricorda che
  in tale periodo da un lato ha preso posizione a favore della
  fondazione Falcone, dall'altro si è adoperato, in sede di ARS,
  per la separazione tra la carriera dei funzionari e quella dei
  giornalisti: a seguito di tali avvenimenti sono state
  pubblicate notizie di fonte giornalistica che lo qualificano
  come "andreottiano", e che trovano la loro migliore smentita
  negli stessi atti prodotti dalla Procura di Palermo per il
  rinvio a giudizio del senatore Andreotti.  Non esiste infatti
  un solo passo nel quale il suo nome risulti quale affiliato
  alla corrente andreottiana.  Ribadisce quindi di non aver mai
  aderito alla democrazia cristiana, avendo presentato una
  domanda nel periodo in cui era presidente Mattarella, domanda
  che non fu accolta perchè le iscrizioni risultavano in quel
  periodo chiuse.
     Per quanto concerne la sua conoscenza di alcuni personaggi
  pubblici, dichiara di aver conosciuto Salvo Lima solo
  successivamente al 1981, di aver incontrato Ciancimino solo
  quando questi era ormai sparito dalla scena politica e di aver
  collaborato con l'onorevole D'Acquisto in veste ufficiale,
  quale consulente dell'ARS, collaborazione che - tiene a dirlo
  - non intende in alcun modo deplorare o rinnegare.  Nega poi di
  aver conosciuto in alcun modo i fratelli Salvo, in un periodo
  nel quale tutta la classe politica siciliana, senza eccezioni,
  faceva a gara per conoscerli.
     Il deputato Giuseppe SCOZZARI (gruppo
  progressisti-federativo) prende anzitut to atto del rispetto
  mostrato dall'onorevole Liotta nei confronti della
  Commissione, un rispetto che si sarebbe dovuto mantenere anche
  nelle audizioni sul caso Mandalari precedentemente effettuate.
  Ritiene che si debba venire a formare un quadro obiettivo di
  ciò che emerge dalle intercettazioni effettuate, in primo
  luogo per quanto concerne la continuità con il vecchio sistema
  di potere, rappresentato eminentemente dalla corrente
  andreottiana.  Ricorda infatti che in diverse dichiarazioni si
  parla dell'onorevole Liotta come della sponda all'interno del
  gruppo di forza Italia contrapposta al "rampantismo" di
  Miccichè.  Ritiene poi che si debbano chiarire anche gli
  episodi legati alla recente vicenda di Terrasini, poichè
  dall'onorevole Liotta non è venuta in tale occasione una voce
  ferma e autorevole contro la mafia.
     Il deputato Silvio LIOTTA ricorda di aver svolto una
  campagna elettorale all'insegna della lotta più intransigente
  contro la mafia.  Per quanto concerne l'articolo 41- bis,
  non ha mai rilasciato dichiarazioni su tale tema: può però
  ricordare di aver votato a favore della proroga del regime
  speciale in occasione dell'esame parlamentare del relativo
  provvedimento.  Crede poi che non sia inutile rammentare il suo
  impegno
 
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  quale presidente della Commissione Bilancio, e tutti i
  membri della Commissione ne sono testimoni: nello svolgimento
  del suo ruolo non si è affatto attenuto ad una pretesa
  tradizione secondo la quale la presidenza della Commissione
  sarebbe stata attribuita unicamente a membri della corrente
  andreottiana; al contrario la sua posizione è stata improntata
  al senso più rigoroso di correttezza e di imparzialità.
     Dopo aver ricordato di non essere in grado di fornire
  elementi particolari sulla figura di Mandalari proprio per
  l'assenza di una conoscenza specifica, precisa che sulla
  vicenda di Terrasini sono state prodotte molte interpretazioni
  imprecise o interessate.  Rileva anzitutto che - pur essendo il
  deputato eletto in quel collegio - le riunioni dei sindaci di
  quei comuni non lo hanno mai visto invitato, probabilmente
  perchè è un deputato di forza Italia mentre quei sindaci sono
  per lo più di area progressista.  Si augura che tale
  atteggiamento di chiusura possa nel futuro modificarsi.  Sempre
  sulla vicenda di Terrasini fa presente di aver presentato a
  suo tempo un'interrogazione - contraria in molti punti a
  quella presentata dall'onorevole Scozzari - e che la risposta
  del Governo conferma integralmente la giustezza delle
  posizioni da lui assunte a suo tempo sulla situazione di quel
  paese.  Ribadisce infine che non esiste un problema personale
  con il sindaco di Terrasini, o con il sindaco di Palermo:
  esistono piuttosto differenze di valutazione sulla situazione
  di quelle zone; tali differenze di valutazione non devono
  comunque degenerare nella diffamazione, come è recentemente
  capitato di fare all'onorevole Orlando.
     Il senatore Saverio DI BELLA (gruppo
  progressisti-federativo) sottolinea che è importante capire
  quello che succede in un contesto caratterizzato dalla forte e
  vistosa presenza della mafia.  Chiede quindi se l'onorevole
  Liotta sia in grado di fornire elementi utili a tale
  proposito.
     Il deputato Silvio LIOTTA ribadisce in primo luogo il
  proprio diretto impegno contro la mafia, ricordando di non
  aver assunto posizioni di pregiudiziale chiusura nei confronti
  delle amministrazioni locali di area progressista, elette con
  percentuali di voti assai significative.
      Conferma di non aver avuto alcun rapporto con Mandalari
  per la propria campagna elettorale, nella quale aveva
  piuttosto riscontrato un diffuso e spontaneo entusiasmo
  popolare per la propria lista.  Ribadisce quindi di volersi
  difendere con i mezzi del diritto - in maniera non arrogante
  ma giusta - di fronte a calunnie e a denigrazioni.  Crede
  infine opportuno ricordare l'episodio in cui il procuratore di
  Palermo, dottor Caselli, appena nominato, fece visita all'ARS,
  rivolgendo a lui stesso una richiesta per l'organizzazione dei
  servizi informatici presso la direzione distrettuale
  antimafia.
     Il Presidente Tiziana PARENTI ringrazia quindi il deputato
  Silvio Liotta per gli elementi forniti nel corso
  dell'audizione.
 
     La seduta termina alle 16.
 
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