| Il deputato Antonio DEL PRETE (gruppo alleanza nazionale),
intervenendo sull'ordine dei lavori, desidera esprimere la
solidarietà, propria e dell'intero gruppo di alleanza
nazionale all'onorevole Nicola Magrone, vittima di gravi atti
intimidatori, sollecitando opportune iniziative da parte del
ministero dell'interno.
Il deputato Silvio LIOTTA chiede anzitutto che siano
acquisiti dalla Commissione Antimafia i verbali delle
deposizioni da lui rese presso la Procura di Palermo: anche da
tali verbali potrà risultare con assoluta evidenza l'assenza
di suoi rapporti con Mandalari. Ricorda infatti di avere
incontrato il soggetto in questione solamente in tre
occasioni, la prima delle quali risale a diverse decine di
anni fa. Al proposito ritiene di dover sottolineare che la
propria vita è sempre stata condotta all'insegna di valori
opposti a quelli che sembrarono guidare la vita di
Mandalari.
Per quanto concerne alcuni punti specifici, ricorda che in
una di quelle tre occasioni di incontro - precisamente la
seconda - Mandalari ha fatto uso con lui di una forma di
saluto tipica della massoneria, la qual cosa gli ha fatto
credere che lo stesso Mandalari ravvisasse in lui un seguace
di qualche loggia massonica: nega nel modo più assoluto questa
appartenenza, consegnando alla Commissione anche copia di una
dichiarazione di non appartenenza alla massoneria resa da
ciascun funzionario all'assemblea regionale siciliana.
Ricorda poi le circostanze che hanno condotto alla sua
candidatura per le elezioni politiche del 27 marzo 1994,
sottolineando che tale candidatura è emersa a seguito di
circostanze anche fortuite, quali la rinuncia del candidato
del CCD che era stato inizialmente indicato per il collegio,
in partenza attribuito a quel gruppo. Deve comunque ribadire
di non avere una conoscenza particolare di Mandalari, pur
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avendo conosciuto il signor Tusa, innanzitutto in quanto
presidente di un club locale di forza Italia e poi in quanto
aspirante alla carica di sindaco di Monreale. Per quanto
concerne questi ultimi aspetti non è tuttavia in grado di
fornire elementi sulle cause che hanno condotto alla chiusura
del club di forza Italia presieduto da Tusa, poichè ne aveva
una frequentazione solamente sporadica.
Il deputato Sandra BONSANTI (gruppo
progressisti-federativo) ritiene opportuno partire dalle voci
che attribuiscono all'onorevole Liotta una vicinanza storica
con le posizioni dell'ala andreottiana della democrazia
cristiana; in particolare desidererebbe sapere quali sono
stati i suoi rapporti con persone quali Lima, D'Acquisto,
Ciancimino, lo stesso Andreotti. Chiede poi quali siano le
ragioni che lo hanno condotto ad assumere determinate
posizioni in materia di collaboratori di giustizia e di
articolo 41 bis, quali siano i suoi giudizi - data la sua
esperienza quale segretario generale dell'ARS - sull'operato
dell'assemblea regionale siciliana. Chiede infine quale
ritratto del personaggio Mandalari risulti dalla sua personale
esperienza.
Il deputato Silvio LIOTTA ritiene necessario precisare che
le voci che lo qualificano come andreottiano sono sorte dopo
una data precisa, vale a dire l'8 dicembre 1992. Ricorda che
in tale periodo da un lato ha preso posizione a favore della
fondazione Falcone, dall'altro si è adoperato, in sede di ARS,
per la separazione tra la carriera dei funzionari e quella dei
giornalisti: a seguito di tali avvenimenti sono state
pubblicate notizie di fonte giornalistica che lo qualificano
come "andreottiano", e che trovano la loro migliore smentita
negli stessi atti prodotti dalla Procura di Palermo per il
rinvio a giudizio del senatore Andreotti. Non esiste infatti
un solo passo nel quale il suo nome risulti quale affiliato
alla corrente andreottiana. Ribadisce quindi di non aver mai
aderito alla democrazia cristiana, avendo presentato una
domanda nel periodo in cui era presidente Mattarella, domanda
che non fu accolta perchè le iscrizioni risultavano in quel
periodo chiuse.
Per quanto concerne la sua conoscenza di alcuni personaggi
pubblici, dichiara di aver conosciuto Salvo Lima solo
successivamente al 1981, di aver incontrato Ciancimino solo
quando questi era ormai sparito dalla scena politica e di aver
collaborato con l'onorevole D'Acquisto in veste ufficiale,
quale consulente dell'ARS, collaborazione che - tiene a dirlo
- non intende in alcun modo deplorare o rinnegare. Nega poi di
aver conosciuto in alcun modo i fratelli Salvo, in un periodo
nel quale tutta la classe politica siciliana, senza eccezioni,
faceva a gara per conoscerli.
Il deputato Giuseppe SCOZZARI (gruppo
progressisti-federativo) prende anzitut to atto del rispetto
mostrato dall'onorevole Liotta nei confronti della
Commissione, un rispetto che si sarebbe dovuto mantenere anche
nelle audizioni sul caso Mandalari precedentemente effettuate.
Ritiene che si debba venire a formare un quadro obiettivo di
ciò che emerge dalle intercettazioni effettuate, in primo
luogo per quanto concerne la continuità con il vecchio sistema
di potere, rappresentato eminentemente dalla corrente
andreottiana. Ricorda infatti che in diverse dichiarazioni si
parla dell'onorevole Liotta come della sponda all'interno del
gruppo di forza Italia contrapposta al "rampantismo" di
Miccichè. Ritiene poi che si debbano chiarire anche gli
episodi legati alla recente vicenda di Terrasini, poichè
dall'onorevole Liotta non è venuta in tale occasione una voce
ferma e autorevole contro la mafia.
Il deputato Silvio LIOTTA ricorda di aver svolto una
campagna elettorale all'insegna della lotta più intransigente
contro la mafia. Per quanto concerne l'articolo 41- bis,
non ha mai rilasciato dichiarazioni su tale tema: può però
ricordare di aver votato a favore della proroga del regime
speciale in occasione dell'esame parlamentare del relativo
provvedimento. Crede poi che non sia inutile rammentare il suo
impegno
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quale presidente della Commissione Bilancio, e tutti i
membri della Commissione ne sono testimoni: nello svolgimento
del suo ruolo non si è affatto attenuto ad una pretesa
tradizione secondo la quale la presidenza della Commissione
sarebbe stata attribuita unicamente a membri della corrente
andreottiana; al contrario la sua posizione è stata improntata
al senso più rigoroso di correttezza e di imparzialità.
Dopo aver ricordato di non essere in grado di fornire
elementi particolari sulla figura di Mandalari proprio per
l'assenza di una conoscenza specifica, precisa che sulla
vicenda di Terrasini sono state prodotte molte interpretazioni
imprecise o interessate. Rileva anzitutto che - pur essendo il
deputato eletto in quel collegio - le riunioni dei sindaci di
quei comuni non lo hanno mai visto invitato, probabilmente
perchè è un deputato di forza Italia mentre quei sindaci sono
per lo più di area progressista. Si augura che tale
atteggiamento di chiusura possa nel futuro modificarsi. Sempre
sulla vicenda di Terrasini fa presente di aver presentato a
suo tempo un'interrogazione - contraria in molti punti a
quella presentata dall'onorevole Scozzari - e che la risposta
del Governo conferma integralmente la giustezza delle
posizioni da lui assunte a suo tempo sulla situazione di quel
paese. Ribadisce infine che non esiste un problema personale
con il sindaco di Terrasini, o con il sindaco di Palermo:
esistono piuttosto differenze di valutazione sulla situazione
di quelle zone; tali differenze di valutazione non devono
comunque degenerare nella diffamazione, come è recentemente
capitato di fare all'onorevole Orlando.
Il senatore Saverio DI BELLA (gruppo
progressisti-federativo) sottolinea che è importante capire
quello che succede in un contesto caratterizzato dalla forte e
vistosa presenza della mafia. Chiede quindi se l'onorevole
Liotta sia in grado di fornire elementi utili a tale
proposito.
Il deputato Silvio LIOTTA ribadisce in primo luogo il
proprio diretto impegno contro la mafia, ricordando di non
aver assunto posizioni di pregiudiziale chiusura nei confronti
delle amministrazioni locali di area progressista, elette con
percentuali di voti assai significative.
Conferma di non aver avuto alcun rapporto con Mandalari
per la propria campagna elettorale, nella quale aveva
piuttosto riscontrato un diffuso e spontaneo entusiasmo
popolare per la propria lista. Ribadisce quindi di volersi
difendere con i mezzi del diritto - in maniera non arrogante
ma giusta - di fronte a calunnie e a denigrazioni. Crede
infine opportuno ricordare l'episodio in cui il procuratore di
Palermo, dottor Caselli, appena nominato, fece visita all'ARS,
rivolgendo a lui stesso una richiesta per l'organizzazione dei
servizi informatici presso la direzione distrettuale
antimafia.
Il Presidente Tiziana PARENTI ringrazia quindi il deputato
Silvio Liotta per gli elementi forniti nel corso
dell'audizione.
La seduta termina alle 16.
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