| SILVIO LIOTTA. Ringrazio la collega Bonsanti per aver
toccato questi temi, così finalmente potrò forse "liberarmi".
Fino al 1992, infatti, cari colleghi, non sono stato mai
infastidito, nessuno mai ha detto che io ero un andreottiano.
Le prime notizie che lessi sui giornali appaiono dopo l'8
dicembre del 1992. In tale data ha luogo a Palermo una
manifestazione sull'"albero Falcone", organizzata
dall'istituenda fondazione Giovanni e Francesca Falcone che
proprio l'8 dicembre 1992 vede il suo atto di nascita presso
l'assemblea regionale siciliana. Tale atto di nascita mi vede
tra i protagonisti della costituzione della fondazione.
Non sto facendo una divagazione: poi arriveremo ad
Andreotti, a Lima e a Ciancimino, perché non c'è alcuna ombra
sulla mia vita. Ringrazio anche per il fatto che se ne parli
perché se ne sta parlando ora nelle sedi giudiziarie per le
cause che ho dovuto intentare e che spero porteranno fra non
molto ad alcune sentenze, in modo che ne possa vedere qualcuna
anch'io da vivo (altre le vedranno certamente i miei figli).
Come poi dirò, qualcosa è stata accertata anche dalla
magistratura di Palermo ed è opportuno che anche voi
acquisiate tali elementi.
Dal momento in cui prendo posizione a favore della
fondazione Falcone incominciano a verificarsi fatti
stranissimi. Io faccio una scelta di campo. Fino al 1992 le
posizioni della famiglia Falcone ed altre posizioni antimafia
di Palermo, di cui sono protagonisti altri uomini politici di
Palermo (ma non è il caso di nominarli), non coincidevano
perfettamente. Evidentemente ho fatto una scelta di campo e
forse molti ritenevano che la fondazione Falcone dovesse
rimanere un fatto isolato. Ricordo che quella sera era
presente alla manifestazione di presentazione dell'"albero
Falcone" presso il teatro Politeama anche il collega Ayala e
che c'era anche l'onorevole Martelli.
Com'è che io ero stato scelto affinché mi occupassi della
fondazione Falcone? Non conoscevo Falcone; lo avevo incontrato
nel corso del mio lavoro e in occasione di manifestazioni o
audizioni che la Commissione antimafia nazionale teneva presso
l'assemblea regionale siciliana nella sede della Commissione
bilancio. Per un fatto di ospitalità il presidente
dell'assemblea... Nel periodo cui mi sto riferendo presidenti
dell'Assemblea sono stati due comunisti: l'onorevole Pancrazio
De Pasquale di rifondazione comunista, che fu proprio quello
che mi assegnò alla commissione bilancio, perché in assemblea
regionale siciliana la preposizione alle commissioni viene
effettuata dal presidente... Io non conoscevo i Falcone, ma il
ministro Martelli chiese ad un suo collega in Sicilia
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chi potesse collaborare con loro per potere realizzare
concretamente l'iniziativa: una persona che, assunto
l'impegno, ne facesse motivo di una appassionata
"intelligenza" al servizio della fondazione Falcone. Fu
indicato il mio nome alla famiglia di Falcone e, poiché nella
città di Palermo ci si conosce tutti, essa ritenne che potessi
essere la persona che poteva svolgere questa funzione iniziale
di organizzatore della fondazione. Successivamente, i Falcone
ritennero addirittura di chiamarmi, unico tra i non familiari,
a far parte del primo gruppo del comitato esecutivo, composto
da dodici persone (undici familiari, unico estraneo alla
famiglia io).
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