| SILVIO LIOTTA. Sì, ora dirò qual è la mia posizione
nella fondazione Falcone.
In quegli anni si verifica anche che l'assemblea regionale
modifica il proprio regolamento organico. Antecedentemente
alla mia nomina a segretario generale, secondo un'impostazione
ibrida, era stato creato un ruolo dei giornalisti presso
l'assemblea. Tutti i funzionari dell'assemblea sono stati
assunti per pubblico concorso. Io sono entrato con il primo
concorso pubblico, bandito nel 1962. Lo vinsi e, affinché non
si possa pensare che il concorso fosse preordinato, rilevo che
non sono stato il primo in graduatoria ma il quarto. Il
concorso era per quattro posti e quindi sono stato l'ultimo
dei vincitori; poi, nel corso della carriera chi era entrato
con me si è perduto, vi è chi è andato in pensione... Ebbene,
in occasione della rielaborazione del regolamento organico,
sorse una grande questione perché i giornalisti, assunti per
chiamata diretta, ritenevano di poter essere anche loro tra
coloro considerati in un domani nella scelta del segretario
generale. Siccome certi funzionari del ruolo parlamentare, che
ritenevano di aver fatto dei concorsi e di seguire una
carriera ad hoc erano molto preoccupati (i concorsi che
si svolgono presso l'assemblea sono dello stesso tipo e
presentano le stesse difficoltà dei concorsi per la Camera e
il Senato, e la carriera è identica a quella dei funzionari
del Senato)... proposi che fosse inserita la clausola di
salvaguardia secondo cui nessun estraneo alla carriera dei
funzionari parlamentari potesse accedere a quella di
segretario generale, come nessuno della carriera dei
funzionari parlamentari potesse accedere a quella dei
giornalisti, essendo due carriere completamente diverse.
Da allora non ho avuto più pace...
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