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Testi integrali degli Atti Parlamentari della XII Legislatura

Documento


114667
STC0059-0153
COMMISSIONE PARLAMENTARE D'INCHIESTA SUL FENOMENO DELLA MAFIA Resoc. Stenogr. n. 59 dell'11 luglio 1995 (STC12-MAF-59)
(suddiviso in 158 Unità Documento)
Unità Documento n.153 (che inizia a pag.1573 dello stampato)
...Audizione dell'onorevole Silvio Liotta sul caso Mandalari.
SILVIO LIOTTA.
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE TIZIANA PARENTI
ZZSTC ZZSTC110795 ZZSTC950711 ZZSTC000795 ZZSTC000095 ZZSTC59 ZZMAF ZZMAF110795 ZZMAF950711 ZZMAF000795 ZZMAF000095 ZZMAF59 ZZ12
    SILVIO LIOTTA.  Senatore, il collegio è composto da
  undici comuni: di questi, nove erano retti da amministrazioni
  progressiste e lo sono ancora; due erano in gestione
  commissariale.  Quindi, io sono andato nel collegio abbastanza
  tranquillo, sereno - me lo deve consentire - perché ritenevo
  che in amministrazioni comunali nelle quali le forze
  progressiste avevano vinto con larga maggioranza i ballottaggi
  (parlo di maggioranze del 65, 70, 72 per cento) l'incidenza
  della mafia fosse di minoranza.  Altrimenti, avrei dovuto
  pensare che la mafia avesse votato anche per le
  amministrazioni progressiste; infatti, o i voti si computano
  in valore assoluto oppure non c'è più un termine di paragone
  omogeneo.
     Quindi, come dicevo, nell'affrontare la campagna
  elettorale ho voluto mostrare come fossi all'unisono con
  l'impostazione data nella precedente campagna elettorale.  Per
  questo, nel pieghevole, ho indicato al primo posto la
  Fondazione Falcone, proprio per indicare che mi muovevo
  nell'ambito di un impegno antimafia che già nel passato quelle
  amministrazioni avevano manifestato e sulle quali era
  confluito il consenso elettorale dei cittadini.
     Per quanto riguarda Mandalari, non per sottovalutare
  l'uomo ma devo dire che lo considero un accidente della
  campagna elettorale perché, tolti quei due incontri, in tutta
  la campagna elettorale di forza Italia nel collegio non l'ho
  più visto.  Io non ho mai sentito parlare di Mandalari, né a
  Terrasini, né a Cinisi, né a San Giuseppe Jato.  Il riscontro è
  facile: il sindaco Maniscalco di San Giuseppe Jato se avesse
  visto Mandalari girare nel suo collegio certamente non sarebbe
  rimasto con le mani in mano; la stessa cosa vale per il
  sindaco di San Cipirello.  Quando ho conosciuto Tusa, tutto
  pensavo tranne che egli fosse in rapporti così diretti con
  questo Mandalari; né pensavo che Mandalari nel 1995 avesse
  ancora il ruolo che aveva nelle vicende del 1980.  E si è
  trattato soltanto di un incontro, non era nemmeno un rapporto
  di conoscenza.
     Io ho visto una campagna elettorale fatta proprio
  all'insegna dell'entusiasmo: la gente, allora, era entusiasta
  di votare per forza Italia.  Posso testimoniare che la gente ci
  veniva dietro perché gli venisse regalato il distintivo di
  forza Italia.  Proprio
 
                             Pag. 1574
 
  per non avere dubbi sulle persone che mi potevano stare
  vicino, ho fatto la campagna elettorale con mia moglie
  (insegnante di matematica) ed i miei figli (entrambi laureati)
  con me sul palco.  Io giravo con loro affinché non ci fossero
  dubbi. Né mi si può dire che avendo io ottenuto in quel
  collegio gli stessi voti che hanno preso i sindaci
  progressisti i miei voti sono inquinati.  Dovrebbe essersi
  verificato il fatto che il 25 per cento dei voti che erano
  andati ai progressisti questa volta passava per il 25 per
  cento mio, mentre il 25 per cento di voti puri, invece, era
  quello che non passava all'esterno...
     Ho piacere di aver partecipato a questa seduta perché,
  torno a dirlo, è da un anno che va avanti questa vicenda.  Si
  afferma che io presiederei la Commissione bilancio come faceva
  l'onorevole Pomicino: che sciocchezze devo sentire dire!  Sono
  contento che vi sia stata questa audizione perché fino ad ora
  queste cose le ho dovute esporre ai magistrati.
  Fortunatamente, infatti, ho le possibilità per andare in
  giudizio, mentre un altro, al mio posto, sarebbe esposto
  unicamente alla diffamazione.  Oggi per andare in un giudizio
  civile occorrono decine di milioni e quando i giudizi sono più
  di uno si tratta di decine e decine di milioni che un
  cittadino deve poter spendere.  Ringrazio Dio che nel corso
  della mia vita ho avuto la possibilità e l'intelligenza di
  mettere qualcosa da parte che, vicino ai sessant'anni, devo
  utilizzare, invece che per i miei figli e per la mia famiglia,
  per andare in giudizio per difendere il mio buon nome.
     Vorrei aggiungere un'ultima cosa.  Il dottor Caselli, dopo
  la sua nomina a procuratore della Repubblica di Palermo,
  recatosi in visita all'assemblea regionale siciliana, quale
  primo atto ha chiesto a me personalmente se fossi disposto ad
  organizzare il sistema informativo giudiziario della direzione
  distrettuale antimafia di Palermo; ciò in considerazione della
  mia particolare esperienza nel settore informatico della
  pubblica amministrazione, avendo insegnato a contratto
  informatica pubblica all'università di Palermo.
 
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