| SILVIO LIOTTA. Senatore, il collegio è composto da
undici comuni: di questi, nove erano retti da amministrazioni
progressiste e lo sono ancora; due erano in gestione
commissariale. Quindi, io sono andato nel collegio abbastanza
tranquillo, sereno - me lo deve consentire - perché ritenevo
che in amministrazioni comunali nelle quali le forze
progressiste avevano vinto con larga maggioranza i ballottaggi
(parlo di maggioranze del 65, 70, 72 per cento) l'incidenza
della mafia fosse di minoranza. Altrimenti, avrei dovuto
pensare che la mafia avesse votato anche per le
amministrazioni progressiste; infatti, o i voti si computano
in valore assoluto oppure non c'è più un termine di paragone
omogeneo.
Quindi, come dicevo, nell'affrontare la campagna
elettorale ho voluto mostrare come fossi all'unisono con
l'impostazione data nella precedente campagna elettorale. Per
questo, nel pieghevole, ho indicato al primo posto la
Fondazione Falcone, proprio per indicare che mi muovevo
nell'ambito di un impegno antimafia che già nel passato quelle
amministrazioni avevano manifestato e sulle quali era
confluito il consenso elettorale dei cittadini.
Per quanto riguarda Mandalari, non per sottovalutare
l'uomo ma devo dire che lo considero un accidente della
campagna elettorale perché, tolti quei due incontri, in tutta
la campagna elettorale di forza Italia nel collegio non l'ho
più visto. Io non ho mai sentito parlare di Mandalari, né a
Terrasini, né a Cinisi, né a San Giuseppe Jato. Il riscontro è
facile: il sindaco Maniscalco di San Giuseppe Jato se avesse
visto Mandalari girare nel suo collegio certamente non sarebbe
rimasto con le mani in mano; la stessa cosa vale per il
sindaco di San Cipirello. Quando ho conosciuto Tusa, tutto
pensavo tranne che egli fosse in rapporti così diretti con
questo Mandalari; né pensavo che Mandalari nel 1995 avesse
ancora il ruolo che aveva nelle vicende del 1980. E si è
trattato soltanto di un incontro, non era nemmeno un rapporto
di conoscenza.
Io ho visto una campagna elettorale fatta proprio
all'insegna dell'entusiasmo: la gente, allora, era entusiasta
di votare per forza Italia. Posso testimoniare che la gente ci
veniva dietro perché gli venisse regalato il distintivo di
forza Italia. Proprio
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per non avere dubbi sulle persone che mi potevano stare
vicino, ho fatto la campagna elettorale con mia moglie
(insegnante di matematica) ed i miei figli (entrambi laureati)
con me sul palco. Io giravo con loro affinché non ci fossero
dubbi. Né mi si può dire che avendo io ottenuto in quel
collegio gli stessi voti che hanno preso i sindaci
progressisti i miei voti sono inquinati. Dovrebbe essersi
verificato il fatto che il 25 per cento dei voti che erano
andati ai progressisti questa volta passava per il 25 per
cento mio, mentre il 25 per cento di voti puri, invece, era
quello che non passava all'esterno...
Ho piacere di aver partecipato a questa seduta perché,
torno a dirlo, è da un anno che va avanti questa vicenda. Si
afferma che io presiederei la Commissione bilancio come faceva
l'onorevole Pomicino: che sciocchezze devo sentire dire! Sono
contento che vi sia stata questa audizione perché fino ad ora
queste cose le ho dovute esporre ai magistrati.
Fortunatamente, infatti, ho le possibilità per andare in
giudizio, mentre un altro, al mio posto, sarebbe esposto
unicamente alla diffamazione. Oggi per andare in un giudizio
civile occorrono decine di milioni e quando i giudizi sono più
di uno si tratta di decine e decine di milioni che un
cittadino deve poter spendere. Ringrazio Dio che nel corso
della mia vita ho avuto la possibilità e l'intelligenza di
mettere qualcosa da parte che, vicino ai sessant'anni, devo
utilizzare, invece che per i miei figli e per la mia famiglia,
per andare in giudizio per difendere il mio buon nome.
Vorrei aggiungere un'ultima cosa. Il dottor Caselli, dopo
la sua nomina a procuratore della Repubblica di Palermo,
recatosi in visita all'assemblea regionale siciliana, quale
primo atto ha chiesto a me personalmente se fossi disposto ad
organizzare il sistema informativo giudiziario della direzione
distrettuale antimafia di Palermo; ciò in considerazione della
mia particolare esperienza nel settore informatico della
pubblica amministrazione, avendo insegnato a contratto
informatica pubblica all'università di Palermo.
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