| TIZIANO TREU, Ministro del lavoro e della previdenza
sociale, avverte che il Governo desidera presentare
proposte emendative che tengano adeguato conto delle
risultanze del dibattito e delle posizioni espresse dai
diversi gruppi. Il Governo ha dunque predisposto un
emendamento sostitutivo degli articoli da 1 a 11 e
dell'articolo 35: tale scelta corrisponde all'esigenza di
intervenire sull'architettura del provvedimento con
modificazioni che, raccogliendo la sostanza del dibattito,
rispettino la struttura del disegno di legge operando su
sezioni organiche di esso: tale è la parte che si propone di
sostituire.
L'emendamento del Governo recepisce, fra l'altro, proposte
riguardanti la cosiddetta clausola di salvaguardia, con un
meccanismo di adeguamento che assicuri gli effetti finanziari
della riforma, attraverso una verifica da farsi rispetto al
triennio 1996-1998 per opera del Governo, sulla base
dell'analisi dei singoli comparti, con eventuale modificazione
dei parametri. In caso di necessità, si interverrà sulle
entrate nella misura strettamente richiesta. Dal 1998, queste
misure di adeguamento verranno a far parte del documento di
programmazione economico-finanziaria, tenuto conto delle
osservazioni del nucleo di valutazione sulla spesa
previdenziale.
L'emendamento dispone inoltre il periodico invio
dell'estratto conto previdenziale a ciascun lavoratore;
prevede che il coefficiente per il calcolo della pensione
venga mantenuto immutato anche per i lavoratori che abbiano
più di quaranta anni di contribuzione, ma con il conferimento
di un ulteriore bonus per gli anni di lavoro svolti fra
il quindicesimo e il diciottesimo anno di età.
Altre modifiche riguardano aspetti tecnici
dell'applicazione del sistema contributivo, la delega al
Governo per ricostruzione di carriera in caso di opzione, il
cumulo dei trattamenti in caso di lavoro a tempo parziale, la
disciplina delle attività usuranti, rispetto alla quale si
prevede una contribuzione pubblica di 200 miliardi di lire
l'anno in aggiunta all'autofinanziamento dei trattamenti per i
lavoratori che svolgono lavori così definti nel quadro delle
trattative fra le parti sociali. Infine, viene introdotta una
correzione per evitare il cosiddetto effetto scalino nei
confronti dei destinatari di trattamenti previdenziali di
reversibilità.
Il Governo, comprendendo la complessità delle questioni,
non si opporrà a che il
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Comitato dei nove disponga di un tempo adeguato per esaminare
l'emendamento.
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