| ALESSANDRO BERGAMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
a seguito della tornata elettorale del 7 maggio 1995 per
l'elezione dei presidenti delle province si è
definitivamente concluso l'iter costitutivo delle nuove
province di Biella, Crotone, Lecco, Lodi, Prato, Rimini,
Verbano-Cusio-Ossola e Vibo Valentia.
Il Governo ci chiede ora di convertire con urgenza il
decreto-legge che consentirà l'attivazione degli uffici
periferici dell'amministrazione dell'interno, dei comandi
dell'Arma dei carabinieri, della Guardia di finanza e dei
vigili del fuoco, al fine di permettere in tempi brevi
l'organizzazione ed il funzionamento delle prefetture e
delle questure nelle province di nuova istituzione. Siamo
quindi in presenza del solito atto dovuto, in quanto è
necessario adeguare una serie di strumenti al
funzionamento delle nuove province.
Certo si potrebbe ragionare sul metodo usato in passato
per l'individuazione - non certo felice - di questi nuovi
enti, in un quadro generale di assetto territoriale che
sicuramente andrebbe rivisto con attenzione. Occorrerebbe
infatti verificare la congruità delle scelte effettuate
rispetto alla realtà: queste province sono state istituite
nel 1990 da quella classe politica che ha sicuramente
sublimato la partitocrazia, la spartizione dei territori,
la lottizzazione sfrenata.
Per quanto riguarda la Calabria, per esempio, è illogico
lo svuotamento che ha subito la provincia di Catanzaro -
ormai ridotta alla sola città - a beneficio delle due
nuove province di Crotone e di Vibo Valentia, volute tanto
cocciutamente quanto irrazionalmente da probabili
potentati politici dell'epoca. Nella stessa regione,
invece, si è lasciata cadere un'istanza importantissima
proveniente da realtà che reclamavano un diritto ed una
necessità vitale: mi riferisco a Castrovillari, che fa
parte della provincia di
Cosenza, la quale - come quella di Salerno - è una delle
più grandi d'Italia per estensione, per numero di comuni e
per densità di abitanti.
Non sono in disaccordo, comunque, con l'istituzione delle
province citate, in quanto soprattutto al sud
l'istituzione di un ente provinciale implica la presenza
nel territorio degli organi di controllo dello Stato.
Specialmente in Calabria, terra sfortunata per volontà
degli uomini (e non certo di Dio!), questa maggiore
presenza dello Stato è importante: forse le istituzioni
riusciranno ad essere più vicine alla gente ed alle giuste
esigenze di risposte immediate dalle pubbliche
amministrazioni. Occorre infatti maggiore incisività,
signor Presidente, maggiore penetrazione, perché lo Stato
torni a rappresentare quel punto di riferimento che forse
non è ancora del tutto smarrito, perduto. Dalla latitanza
delle istituzioni che abbiamo ereditato sono venute meno
le forme di garanzia che il cittadino modello vorrebbe
ritrovare. E' cresciuta la cultura dell'illegalità, perché
vi è mancanza di educazione alla legalità: ora ci
ritroviamo in un paese in parte amorale, che non ha
insegnato nulla, non ha pensato a niente, che non si è
preoccupato di alcunché e che porta la gente perfino a
buttare i propri figli nella spazzatura, nella convinzione
che qualunque crimine possa rimanere impunito.
In conclusione, proprio perché ci troviamo di fronte alla
necessisità di dar luogo ad un atto dovuto, preannuncio il
voto favorevole dei deputati del gruppo di forza Italia,
auspicando che entro quest'anno l'attuale Governo - o
meglio un altro Governo eletto liberamente dalla sovrana
volontà popolare - possa porre rimedio alle lacune a cui
ho fatto riferimento (Applausi dei deputati del gruppo
di forza Italia).
| |