| MICHELE VIETTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
desidero dichiarare il voto favorevole dei deputati del
gruppo del centro cristiano democratico su questo
provvedimento. Si tratta di un atto dovuto, cioè della
dotazione delle neoprovince di una serie di strutture
periferiche, necessarie ed indispensabili per il
funzionamento amministrativo e burocratico delle stesse, e
soprattutto per il mantenimento dell'ordine pubblico con
l'istituzione di adeguati organici per le prefetture, per
la polizia, per i vigili del fuoco e per i carabinieri.
Voglio tuttavia fare mia la preoccupazione del presidente
della I Commissione circa l'opportunità dell'atto che sta
a monte di questo provvedimento, cioè l'istituzione stessa
delle province. Oggi ci troviamo a decidere una
moltiplicazione di carattere burocratico per dotare le
nuove realtà territoriali delle necessarie strutture.
Non possiamo però sottacere che talune delle nuove
province sono state decise rispondendo non a criteri di
effettiva necessità, ma a spinte localistiche e si sono
dunque talora create entità artificiali, dotate di una
scarsa o insufficiente autonomia socio-economica, le quali
in qualche caso si sono rivelate il frutto di altre realtà
consolidate e radicate sul territorio. E' dunque legittimo
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nutrire qualche perplessità in ordine alla loro capacità
di camminare autonomamente: non possiamo tuttavia negare
di concedere loro almeno una "protesi" per aiutarle.
Non può non procedersi dunque all'organizzazione
periferica dei corpi di polizia, dei vigili del fuoco e
dei carabinieri. Rimangono tuttavia le perplessità alle
quali ho fatto cenno, che devono essere tenute presenti
dal Parlamento, soprattutto se e quando si riproporrà il
tema della istituzione di nuove province. Tale tema non
potrà più essere affrontato in modo settoriale, sotto la
pressione delle spinte localistiche, ma dovrà essere
valutato in modo organico e con una visione di carattere
generale.
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